Papa Francesco: le omelie non devono durare più di dieci minuti
Il Pontefice ha spiegato che la predicazione deve essere un’idea, un sentimento e una proposta di azione
Redazione (05/12/2024 13:05, Gaudium Press) Durante l’Udienza generale di mercoledì 4 dicembre, Papa Francesco ha proseguito la sua serie di catechesi sullo Spirito Santo e la Chiesa, sottolineando l’importanza dell’opera evangelizzatrice dello Spirito Santo e il suo ruolo nella predicazione.
I due pilastri della predicazione cristiana: il Vangelo e lo Spirito Santo
Utilizzando come riferimento la Prima Lettera di San Pietro, in cui gli apostoli sono definiti come “coloro che vi hanno predicato il Vangelo per mezzo dello Spirito Santo” (1 Pt 1,12), Papa Francesco ha spiegato che i due pilastri della predicazione cristiana sono: il suo contenuto, che è il Vangelo, e il suo mezzo, che è lo Spirito Santo.
Per quanto riguarda il Vangelo, Francesco ha spiegato che questa parola ha due significati. Il primo si riferisce alla buona notizia annunciata da Nostro Signore Gesù Cristo durante la sua vita terrena. Tuttavia, il termine assume una nuova connotazione dopo la Pasqua; la buona notizia è il messaggio centrale su Gesù Cristo, in particolare il mistero pasquale della sua morte e risurrezione.
Il Santo Padre ha esortato a non anteporre, nella predicazione, la legge alla grazia, né le opere alla fede. “Dobbiamo sempre iniziare con l’annuncio di ciò che Cristo ha fatto per noi”, perché il primo annuncio è essenziale in ogni rinnovamento ecclesiale. “Non c’è nulla di più solido, più profondo, più sicuro, più coerente e più saggio di questo annuncio”, ha sottolineato.
Non fare sermoni lunghi
Ha poi sottolineato che l’efficacia della predicazione non si limita alle parole o alle dottrine, ma dipende dallo Spirito Santo. Predicare con l’unzione dello Spirito significa trasmettere vita e convinzione profonda, evitando l’uso di mere “parole persuasive di saggezza”.
Il Pontefice ha offerto due linee guida fondamentali per chi vuole mettere in pratica tutto ciò. In primo luogo, la preghiera. “Lo Spirito Santo viene a chi prega, perché il Padre celeste – è scritto – ‘darà il suo Spirito a chi glielo chiede’ (Lc 11,13), soprattutto se gli chiede di annunciare il Vangelo del suo Figlio! Guai a chi predica senza pregare!”, ha detto.
In secondo luogo, l’umiltà di non predicare se stessi, ma Cristo. A questo proposito, Francesco ha consigliato ai predicatori di non fare sermoni lunghi. “Più di otto minuti e la predica si perde, non si capisce. La predica dovrebbe riguardare un’idea, un sentimento e una proposta di azione. E non dovrebbe essere più lunga di dieci minuti. Mai! Questo è molto importante”, ha concluso. (EPC)
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