La prima Messa nella Cattedrale di Notre-Dame, dopo la riapertura
All’indomani della riapertura della cattedrale, dopo oltre cinque anni di lavori, questa domenica 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, è stata celebrata la Messa inaugurale alla presenza di numerose personalità e capi di Stato.
Foto: Mons. E.Gobilliard/ X
Redazione (09/12/2024 09:49, Gaudium Press) Alla celebrazione, presieduta dall’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, che ha consacrato l’altare maggiore, hanno partecipato il presidente Emmanuel Macron insieme a 2.500 invitati, tra cui decine di capi di Stato, circa 170 vescovi francesi e di altre parti del mondo, un sacerdote per ciascuna delle 106 parrocchie dell’arcidiocesi di Parigi e un sacerdote per ciascuna delle sette chiese cattoliche di rito orientale.
Erano inoltre presenti circa 150 persone che vivono in condizioni precarie, in linea con il messaggio di Papa Francesco secondo cui esse sono al centro del Vangelo e la Chiesa è la casa di tutti, soprattutto dei più vulnerabili.
All’inizio della Messa, l’arcivescovo Ulrich ha salutato il pubblico e anche i cittadini del mondo colpiti da guerre, violenza e terrorismo.
Nella sua omelia, l’arcivescovo Ulrich ha evocato la gioia della resurrezione di Notre Dame. “Questa mattina, la tristezza del 15 aprile 2019 è stata cancellata”, ha detto il vescovo, sottolineando la speranza che ha preceduto questa riapertura fin dai primi momenti dopo l’incendio. “Anche se lo shock causato dall’incendio può essere stato duro“, il dolore è già stato superato e molte preghiere si sono elevate dalle banchine della Senna e da centinaia di milioni di cuori in tutto il mondo”.
“Fratelli e sorelle di Parigi. Non lasciatevi abbagliare solo dalla bellezza delle pietre”, ha esortato l’arcivescovo di Parigi. “Dio è la libertà stessa, che si dona, che si arrende”. “Questa mattina, Dio è la causa della nostra gioia. Non esitiamo a dire con il salmista: ‘Che cosa meravigliosa ha fatto il Signore per noi; eravamo in grande festa!
Foto: screenshot/ Youtube
Nel corso della cerimonia c’è stata anche la “deposizione delle reliquie dei santi sull’altare”, pochi istanti prima che l’arcivescovo facesse la sacra unzione dell’altare con l’olio di Crisma. Si tratta di Santa Caterina Labouré, alla quale la Vergine Maria apparve nel convento delle Filles de la Charité in rue du Bac (noto come luogo della “Medaglia Miracolosa”); Santa Maddalena-Sofia Barat, fondatrice della Congregazione del Sacro Cuore; e Santa Maria Eugenia Milleret, che si convertì ascoltando il predicatore domenicano Lacordaire a Notre-Dame. Accanto ad esse si trova una reliquia di Charles de Foucauld, il famoso eremita del deserto algerino che si convertì nella chiesa di Saint-Augustin, e anche di padre Vladimir Ghika, sacerdote rumeno della diocesi di Parigi, morto per le torture subite nelle prigioni del regime comunista rumeno e dichiarato beato dalla Chiesa cattolica.
L’usanza di porre le reliquie dei santi sotto l’altare ha origine nei primi secoli della Chiesa, nelle catacombe, dove era consuetudine celebrare la Messa sulla lapide di un martire. Questo voleva significare che il sacrificio delle membra trova il suo inizio nel sacrificio del Capo, che è Gesù Cristo. Oggi la Chiesa non richiede più che le reliquie poste sotto l’altare siano esclusivamente quelle dei martiri.
Dopo il rito dell’unzione, sull’altare è stata posta un turibolo per bruciare l’incenso, a simboleggiare che il sacrificio di Cristo, perpetuato lì sacramentalmente, sale a Dio come un dolce aroma, insieme alle preghiere dei fedeli.
Fino al prossimo fine settimana, la diocesi organizza l’“ottavario” con due Messe quotidiane, alle 10.30 e alle 18.30. Uno dei momenti salienti della settimana sarà il ritorno della corona di spine a Notre Dame, venerdì pomeriggio.
Dopo queste cerimonie di riapertura, si prevede che le visite saranno effettuate da 14 a 15 milioni di persone all’anno.
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