Santi Innocenti, Erode li uccide per non perdere il suo potere ma la giustizia di Dio arriva sempre
Vedendosi ingannato dai Magi, che erano tornati nella loro terra senza vederlo, Erode si infuriò e fece uccidere tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni.
Redazione (28/12/2024 15:55, Gaudium Press) Oggi la Chiesa ricorda i Santi Innocenti, quelli uccisi dal malvagio re Erode, in odio al Messia appena nato.
Sentendosi Ingannato dai Magi, che erano tornati in patria senza informarlo, Erode si infuriò e fece uccidere a Betlemme e dintorni, tutti i bambini sotto i due anni in base alle indicazioni sull’età, che i Magi gli avevano indicato. Si compì così ciò che era stato annunciato dal profeta Geremia: “Si udì una voce a Rama, ci fu pianto e lamento: è Rachele, che piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non ci sono più”.
Quando Erode morì, l’Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, che si trovava in Egitto, e gli disse: “Alzati, prendi il bambino e sua madre e torna nella terra d’Israele, perché coloro che hanno attentato alla vita del bambino sono morti”. Giuseppe si alzò, prese il bambino e sua madre e si diresse verso la terra d’Israele. Ma quando seppe che in Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarci e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea, dove si stabilì in una città chiamata Nazareth. Si compì così ciò che era stato annunciato dai profeti: “Sarà chiamato Nazareno”.
La strage degli innocenti
Nel secondo capitolo del Vangelo di Matteo troviamo la narrazione delle circostanze della fuga della Sacra Famiglia da Betlemme all’Egitto. Si tratta di un esodo, un evento storico legato alla persecuzione ordinata da Erode il Grande, il cui scopo era uccidere il Bambino Gesù.
In questa occasione, Giuseppe, il padre putativo che aveva protetto la vita di Gesù Bambino, fuggì portando con sé Maria e suo figlio. Ispirato in sogno da un Angelo, si recò in Egitto, dove, secondo la tradizione, si rifugiarono per sei mesi sul monte Qusqam, dove furono accolti dagli abitanti della regione.
Così la terra d’Egitto, che ospitò Gesù nella sua prima infanzia insieme alla Madre Nostra Signora e al padre San Giuseppe, può essere considerata come la Terra Santa, perché fu un luogo di passaggio e di presenza di Nostro Signore.
Dopo qualche tempo, infine, una nuova apparizione dell’Angelo, in sogno, annunciò a San Giuseppe la morte di Erode. La Sacra Famiglia poté così tornare in terra d’Israele.
Nel racconto della fuga della Sacra Famiglia in Egitto, tre versetti (Mt 2,16-18) descrivono la ferocia del re Erode che, per uccidere Gesù, decise di sterminare tutti i bambini di Betlemme di età non superiore ai due anni.
Questo evento può essere interpretato come un preludio delle grandi persecuzioni dei martiri durante i primi secoli. Con la strage degli innocenti, Erode voleva stroncare ogni possibilità di pericolo che potesse fargli perdere il suo dominio assoluto. E per lui il Messia rappresentava una grande minaccia.
Rappresentazione delle madri del popolo d’Israele
Matteo interpreta il racconto della strage degli innocenti dal punto di vista del piano di salvezza di Dio e lo intende in senso profetico come compimento delle Scritture. Per questo l’evangelista fa riferimento al profeta Geremia, che narra il lamento della matriarca Rachele per il popolo d’Israele, portato in esilio a Babilonia: “Si ode un grido a Rama, un pianto e un grande lamento; è Rachele che piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più in vita” (Mt 2,18; cfr. Ger 31,15). Per Matteo, i bambini uccisi a Betlemme rappresentano il popolo di Israele e il dolore provato dalle madri è il dolore del popolo che non ha riconosciuto il Messia-Re (JS).
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