Apertura della Porta Santa in Laterano: ‘seminare speranza e costruire fraternità’
Cinque giorni dopo l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro e tre giorni dopo quella del penitenziario di Rebibbia, la terza Porta Santa è stata aperta questa domenica nella Basilica di San Giovanni in Laterano dal Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma.
Foto: Vatican news/ Vatican Media
Redazione (30/12/2024 17:44, Gaudium Press) In conformità alla Bolla di indizione del Giubileo, il cardinale Baldassare Reina ha aperto la Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano questa domenica, 29 dicembre. Il vicario generale del Papa per la diocesi di Roma e arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano, il cardinale Baldo Reina, ha presieduto il rito e la celebrazione eucaristica nella stessa basilica, in uno spirito di gratitudine al Signore e di profonda speranza, accompagnato da diversi cardinali, vescovi e sacerdoti concelebranti, oltre che da migliaia di fedeli e pellegrini venuti a vivere questo momento di grazia.
“Con grande gioia abbiamo vissuto il gesto dell’apertura della Porta Santa nella nostra Cattedrale; con esso abbiamo voluto rinnovare la nostra professione di fede in Cristo, Porta della nostra salvezza, confermando il nostro impegno ad essere per ogni fratello e sorella un segno concreto di speranza, aprendo la porta del nostro cuore attraverso sentimenti di misericordia, bontà e giustizia”, ha detto il cardinale Baldo Reina all’inizio della sua omelia.
Questa celebrazione – ha proseguito il Presule – assume un significato ancora più grande perché si inserisce nella festa della Santa Famiglia di Nazareth, “modello di ogni comunità domestica e specchio della comunione trinitaria”. “L’invito che nasce da questa celebrazione”, ha sottolineato, ‘è quello di riconoscerci come famiglia di Dio, chiamata a crescere nell’unità e nella carità reciproca, e a sostenere con la preghiera tutte le famiglie, specialmente quelle che vivono difficoltà e sofferenze’.
Ispirandosi nella sua omelia alla parabola del figliol prodigo (cfr. Lc 15,11-32), in particolare alla figura del padre misericordioso, il cardinale Reina ha invitato i fedeli, entrando dalla Porta Santa, a pensare con particolare compassione a chi, come il figlio minore della parabola, “si sente lontano e indegno, e a chi, come il figlio maggiore, porta nel cuore il peso di una profonda amarezza e non si sente più figlio amato”.
La Porta Santa che attraversiamo, ha proseguito, “evoca il gesto quotidiano che compiamo quando varchiamo la soglia delle nostre case. Questa porta, ora spalancata, ci ha introdotto non solo nella casa del Signore, ma nel profondo del suo cuore. […] Non esitiamo a varcare la soglia che conduce al cuore di Dio, immagine viva delle sue braccia aperte per accoglierci. Entriamo con fiducia, gustiamo e contempliamo quanto è buono il Signore; e una volta sperimentata la gioia di questa appartenenza filiale, diventiamo instancabili seminatori di speranza e costruttori di fraternità”.
Con informazioni tratte da Vatican News
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