Chi sarà il cardinale decano, Parolin o Sandri?
Il mandato del Cardinale Re come decano è terminato il 19 gennaio. Alcuni media parlano delle difficoltà nella scelta del suo sostituto.
Il cardinale Sandri – Foto: Vatican News
Redazione (30/01/2025 10:53, Gaudium Press) Parliamo prima dei fatti, e poi riflettiamo sulle ipotesi, che non sono poche, con implicazioni forse forti per il futuro della Chiesa.
Il cardinale Giovanni Battista Re, cardinale vescovo di Ostia, diplomatico di carriera ed ex prefetto della Congregazione per i Vescovi, ha ricoperto fino al 19 gennaio scorso la carica di decano del Collegio cardinalizio. In passato i cardinali decani avevano la carica a vita, ma con l’entrata in vigore della Costituzione Praedicate Evangelium del 2022, il mandato dura cinque anni ed è rinnovabile una sola volta. Il Cardinale Re è tale solo da cinque anni, ma la sua età, ormai quasi 91 anni, non gli consente questa possibilità.
Il Cardinale Decano, tra le altre funzioni, assume la direzione della Chiesa in caso di sede vacante dovuta alla morte di un Papa. Presiede ai riti del conclave, nonché ai lavori delle Congregazioni Generali, ovvero quelle riunioni che si tengono in Vaticano prima del conclave in cui si discute della situazione della Chiesa e delle sue sfide, e che naturalmente preparano la scena per l’elezione del prossimo Romano Pontefice. Nulla di più, nulla di meno.
Questo per quanto riguarda i fatti.
Sulle ipotesi, si dice – almeno così dice Il Tempo- che ci sia una vera e sostenuta campagna elettorale per la successione del cardinale Re, e che la corsa, testa a testa, sia tra il cardinale argentino Sandri, attuale vicedecano del Collegio Apostolico, e il cardinale segretario di Stato Parolin. Il successore dell’ ‘intramontabile’ cardinale Re viene scelto dai cardinali dell’Ordine dei Vescovi, che sono solo 10 su poco più di 250 nella Barca di Pietro.
Il cardinale Sandri sarebbe stato fino a poco tempo fa il chiaro favorito, ma si dice che ultimamente il Papa stia prendendo tempo per decidere in merito al suo incarico, secondo la fonte de Il Tempo, che ricorda come tra il cardinale Bergoglio e l’attuale vicedecano non ci siano sempre stati “buoni rapporti”, e che quando il cardinale Sandri era sostituto del Segretario di Stato Sodano, le nomine proposte dall’arcivescovo Bergoglio non erano solitamente ben accolte.
Il cardinale Parolin – Foto: Vatican News
Questo favorirebbe la candidatura dell’attuale Segretario di Stato Parolin, che sarebbe anche favorito dal desiderio di Francesco di esorcizzare ogni sospetto di favorire i propri connazionali, circostanza di cui è stato accusato in passato.
Insomma, i futurologi del prossimo conclave vogliono vedere nella designazione del prossimo decano anche un’indicazione di come potrebbero andare le cose, quando i 138 porporati attualmente qualificati, si riuniranno nella Cappella Sistina per vedere chi lo Spirito Santo vuole alla guida della Chiesa. Ma è chiaro che questo non è altro che un pio desiderio, perché una cosa è prendere una decisione quando il Papa è presente, un’altra quando è assente. In ogni caso, è vero che un cardinale decano ha i riflettori di tutto il mondo puntati addosso nei periodi di vacatio, cosa che non pochi dicono abbia favorito l’elevazione di Ratzinger alla cattedra di San Pietro in quel momento. Vedremo quando arriverà il giorno (CCM).
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