Grande partecipazione alla Messa a San Pietro per il ventesimo dalla morte di Giovanni Paolo II
Ieri, mercoledì 2 aprile, il Vaticano ha celebrato, con una Messa nella Basilica di San Pietro, il ventesimo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, il cui pontificato è durato quasi 27 anni. La celebrazione, presieduta dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha richiamato diverse personalità e politici.
Foto: Notizie dal Vaticano/Facebook
Redazione (03/04/2025 16:35, Gaudium Press) La Messa di ieri, nella Basilica di San Pietro, in ricordo della morte di Giovanni Paolo II, avvenuta 20 anni fa, è stata molto partecipata, tanto che è stato necessario spostarla dall’altare della Cattedra alla navata centrale.
Numerose le personalità presenti, come il cardinale Camillo Ruini (piegato su una sedia a rotelle, con la consueta lucidità), Stanislaw Dziwisz (segretario personale di Giovanni Paolo II), Angelo Comastri (arciprete emerito della Basilica di San Pietro), e, tra gli altri, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ambasciatori, suore polacche, gruppi parrocchiali e altri politici, come il sottosegretario Alfredo Mantovano, hanno partecipato all’assemblea. Sia Mantovano che la Presidente del Consiglio Meloni hanno mostrato una particolare deferenza nei confronti dei cardinali, in particolare del cardinale Ruini.
Il cardinale Dziwisz, storico segretario di Wojtyla, ha introdotto la Messa, che vedeva come celebrante principale il cardinale segretario di Stato Parolin, con un testo commovente. “Non ha mai cercato di piacere agli uomini, ma a Dio, ha vissuto solo guardando Dio”, ha detto il cardinale nell’omelia.
Alla celebrazione erano presenti anche persone che facevano parte della “squadra” di Wojtyla, come il suo storico maggiordomo, Angelo Gugel, e Alberto Gasbarri, che per 20 anni ha organizzato i viaggi pontifici.
A Dziwisz non sono sfuggite le parole di Papa Ratzinger: “Crediamo fermamente che egli ci guardi ora dall’alto, sostenuto da tutta la Chiesa nel suo pellegrinaggio verso l’eternità”.
Il ricordo del Papa polacco, lungi dall’affievolirsi, diventa sempre più mirabile con il passare degli anni.
Con informazioni da Il Messaggero
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