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Scoperto il Giardino del Santo Sepolcro, menzionato nel Vangelo di Giovanni

 Gli archeologi guidati da Francesca Romana Stasolla hanno scoperto resti di ulivi e viti di 2.000 anni fa nel Santo Sepolcro, avvalorando l’esistenza dell’orto menzionato nel Vangelo di San Giovanni, “dove nessuno era stato sepolto”.

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Redazione (05/04/2025 08:37, Gaudium Press) Gli scavi condotti dalla professoressa Francesca Romana Stasolla – titolare della cattedra di archeologia cristiana e medievale all’Università La Sapienza di Roma – nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, hanno rivelato un ritrovamento di grande importanza, che potrebbe essere strettamente legato alla figura di Cristo.

Il team ha identificato quello che si ritiene essere l’orto menzionato nel Vangelo di San Giovanni, capitolo 19, versetti 40-42, dove viene descritto il luogo in cui Gesù fu sepolto. In questo passaggio, l’evangelista racconta:

“Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero nei teli con gli aromi, come è usanza seppellire tra gli ebrei. C’era un giardino nel luogo dove era stato crocifisso, e nel giardino, una tomba nuova dove nessuno era stato ancora sepolto. E poiché per gli ebrei era il giorno della Preparazione, e la tomba era vicina, vi deposero Gesù”.

Questi scavi fanno parte di un ampio progetto di restauro e riabilitazione dell’interno del tempio, iniziato nel 2022 con l’approvazione di tre custodi principali: il Patriarcato greco-ortodosso, la Custodia di Terra Santa e il Patriarcato armeno. Nel corso di questo processo, il team di ricerca ha trovato resti di ulivi e viti risalenti a circa 2.000 anni fa, che coincidono sia geograficamente che cronologicamente con la descrizione dell’orto menzionata nel Vangelo.

Inoltre, durante gli scavi è stata trovata una base circolare di marmo situata sotto l’edicola, il santuario che circonda la tomba di Gesù. Si ritiene che questo ritrovamento faccia parte della struttura originale costruita dall’imperatore Costantino, poiché le prime rappresentazioni della chiesa, datate tra il V e il VI secolo, la descrivono con questa forma circolare.

Questo sito ha sicuramente subito significative trasformazioni nel corso dei secoli.

Ai tempi di Gesù, la zona era una cava situata fuori dalle mura di Gerusalemme. Con il tempo, divenne un cimitero con tombe scavate nella roccia, una pratica funeraria comune nell’antico Israele. Nel II secolo d.C., il sito fu incorporato nelle mura della città. Successivamente, Costantino fece costruire la prima chiesa, che fu incendiata nel VII secolo e, anni dopo, distrutta durante il periodo islamico sotto il califfo Al-Hakim nel XI secolo. La chiesa che si trova attualmente sul sito risale all’epoca delle crociate.

I reperti rivelano tentativi di creare un’area coltivata nello stesso luogo, il che è coerente con la descrizione del Vangelo. “Sono state erette basse mura di pietra e lo spazio tra di esse è stato riempito di terra. I ritrovamenti archeobotanici ci sono sembrati particolarmente interessanti alla luce di quanto menzionato nel Vangelo di Giovanni, le cui informazioni sono considerate scritte o raccolte da qualcuno che conosceva Gerusalemme in quel periodo. Il Vangelo menziona un’area verde tra il Calvario e la tomba, e noi abbiamo identificato questi campi coltivati”, ha commentato la professoressa Francesca Romana Stasolla.

Il team di archeologi non è stato in grado di scavare l’intera area in una sola volta. Al contrario, hanno diviso l’area in sezioni, scavando una alla volta prima di coprirle di nuovo. “Non possiamo scavare tutto in una volta”, ha spiegato Stasolla al Times of Israel. “Lavoriamo sezione per sezione, chiudendo accuratamente ogni zona in modo che i pellegrini possano continuare ad accedere alla chiesa, soprattutto quando si avvicina la Settimana Santa”.

Il progetto prevede anche la creazione di una ricostruzione multimediale dei reperti e della struttura originale. “Anche se non siamo stati in grado di vedere l’intera chiesa scavata in un solo colpo d’occhio, le nuove tecnologie ci permettono di ricostruire il contesto generale nei nostri laboratori. Col tempo avremo una ricostruzione multimediale completa dell’intero contesto”, ha aggiunto Stasolla.

Il permesso concesso agli archeologi di scavare nel sottosuolo del tempio è considerato una pietra miliare nelle relazioni tra le diverse confessioni religiose, soprattutto in vista delle prossime festività. I progressi compiuti in questa ricerca potrebbero fornire nuove prospettive sulla storia del luogo più sacro della cristianità, mentre proseguono gli sforzi di restauro e conservazione.

Con informazioni della Fondazione Terra Santa

 

 

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