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Gesù: il più dolce e il più santo dei nomi

«Questo è il suo nome: Consigliere saggio, Dio forte, Padre eterno, Principe della pace», ci dice il profeta Isaia.

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Redazione (03/01/2026 15:54, Gaudium Press) «Questo è il suo nome: Consigliere saggio, Dio forte, Padre eterno, Principe della pace», ci dice il profeta Isaia (Is 9, 5). Oggi la Chiesa commemora la festa del Santissimo Nome di Gesù.

Quanto è straordinario, ricco e simbolico questo nome che, secondo il profeta Isaia, significa «Dio con noi»! Quanto dovette meravigliarsi la Santissima Vergine – che meditava tutte le cose nel suo cuore – quando l’arcangelo Gabriele le disse al momento dell’Annunciazione: «E lo chiamerai Gesù» (Lc 1, 31).

Fonte feconda di ispirazione

   Esiste una relazione misteriosa e insondabile tra il nome di Gesù e il Verbo Incarnato, poiché è impossibile concepirne uno più appropriato.

È il più dolce e il più santo dei nomi; è un simbolo sacratissimo del Figlio di Dio, quanto mai efficace per attirare su di noi le grazie e i favori celesti. Il Signore stesso ha promesso: «Tutto ciò che chiederete al Padre nel mio nome, egli ve lo concederà» (Gv 15, 16). Magnifico invito a ripeterlo senza sosta e con fiducia illimitata!

Invocate questo nome potentissimo!

Un esempio lampante dell’efficacia del Santo Nome di Gesù si ebbe durante la devastante epidemia di peste che colpì Lisbona, in Portogallo, nel 1432. Tutti coloro che potevano, fuggirono dalla città terrorizzati, diffondendo così la malattia in ogni angolo del Paese. Migliaia di persone morirono. Tra gli eroici membri del clero che assistettero i morenti ci fu un venerabile vescovo domenicano, il vescovo Andrés Díaz, che in quelle circostanze incoraggiò la popolazione a invocare il Santo Nome di Gesù.

Viaggiò instancabilmente per il Paese, esortando tutti, anche coloro che erano stati risparmiati dalla terribile malattia, a ripetere: Gesù, Gesù. “Scrivete questo nome sui fogli e teneteli sul vostro corpo; di notte metteteli sotto il cuscino; appendeteli alle porte; ma soprattutto, invocate continuamente questo nome potentissimo con le vostre labbra e nei vostri cuori”.

Meraviglia! In un lasso di tempo incredibilmente breve, il Paese fu completamente liberato dall’epidemia e la gente continuò a riporre la sua grata e amorevole fiducia nel Santo Nome del nostro Salvatore. Questa devote fiducia si diffuse dal Portogallo alla Spagna, alla Francia e al resto del mondo.

Una ricompensa gradita a Dio

Il fervente San Paolo è l’apostolo per eccellenza del Santo Nome di Gesù. Egli afferma che è “il nome che è al di sopra di ogni nome” e ne esalta la potenza con queste parole: “Affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra” (Filippesi 2:10).

Ma questo grande dono non richiede forse una qualche forma di ricompensa?

Sì. Oltre ad una profonda fiducia e gratitudine, richiede un sincero desiderio di vivere in completa armonia con l’infinita bellezza racchiusa nel Santissimo Nome di Gesù, nonché – a imitazione del venerabile vescovo portoghese, Monsignor Andrés Diaz – l’impegno di proclamarlo sempre e ovunque. Degna di ogni lode è la madre cattolica che insegna ai suoi figli a pronunciare i dolci nomi di Gesù e Maria ancor prima di dire “Papà” e “Mamma”, e anche a vivere la loro vita secondo questi due modelli divini.

Annunciare il Vangelo significa annunciare il nome di Gesù.

Come potrebbe la Santa Chiesa cessare di pregare, predicare, battezzare e guarire nel nome di Gesù?

Fin dai primi tempi del cristianesimo, si è detto che predicare il Vangelo significa proclamare quel nome, glorioso sopra ogni altro nome, col quale, grazie al suo potere divino, si operano miracoli: “E questi saranno i segni che accompagneranno coloro che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, […] imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Marco 16:17-18).

Il nome del Redentore non poteva non occupare un posto di rilievo nella vita della Chiesa, poiché Egli stesso affermava: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome, ve la darò” (Giovanni 14:13). Nell’atto del Battesimo, mediante il quale nasce un cristiano, l’anima viene lavata, santificata e giustificata “nel nome di Gesù Cristo, il Signore, e nello Spirito del nostro Dio” (1 Corinzi 6:11).

(Tratto, con adattamenti, dalla rivista Heraldos del Evangelio, gennaio 2005, n. 37, pp. 22-25)

 

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