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Il Papa ai media cattolici: informare con rispetto e verità

 “Siate seminatori di buone parole”: il messaggio di Papa Leone XIV ai media cattolici

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Redazione (22/01/2026 12:34, Gaudium Press) Ieri, 21 gennaio, a Lourdes, in occasione della 29ª edizione delle Giornate di San Francesco di Sales, patrono della stampa cattolica, Papa Leone XIV ha indirizzato un messaggio di forte spessore teologico ed etico alla comunità dei media cattolici, sottolineando la responsabilità di chi comunica nell’era attuale, segnata da profondi cambiamenti culturali, tecnologici e sociali.

Affidato alla Fédération des Médias Catholiques a firma del cardinal Parolin, e letto dal presidente della federazione della stampa cattolica francese  Emmanuel Bonnet , il testo papale pone al centro della comunicazione cattolica il servizio della verità, della pace e del dialogo. Leone XIV invita i giornalisti e gli operatori ecclesiali a non temere le difficoltà del presente, ma a trasformarle in opportunità di incontro e di fraternità: “Vi incoraggio a essere seminatori di buone parole, amplificatori di voci che coraggiosamente cercano la riconciliazione disarmando i cuori dall’odio e dal fanatismo.”

Nel suo messaggio, il Pontefice individua nell’ascolto dell’altro e nella capacità di “avvicinarsi agli altri, senza escludere nessuno” un criterio fondamentale della comunicazione cristiana, in un tempo in cui l’intelligenza artificiale e la rapidità dell’informazione rischiano di soffocare la profondità del dialogo umano. “Per affrontare questa epoca, segnata — anche nel campo della comunicazione — dall’emergere dell’intelligenza artificiale, è urgente tornare alle ragioni del cuore, alla centralità delle relazioni buone, e alla capacità di avvicinarsi agli altri, senza escludere nessuno.”

Parlare con rispetto, informare con verità

Una delle coordinate più incisive del messaggio è l’invito a vivere la comunicazione come servizio alla verità, offrendola non solo ai credenti ma a tutti, in particolare agli uomini e alle donne segnati da fragilità, solitudini e sofferenze. “Il servizio della verità che i media cattolici possono offrire non è un lusso, ma un elemento costitutivo del loro servizio alla Chiesa e alla società.”

Leone XIV denuncia quella che si potrebbe definire la “guerra delle parole e delle immagini”, un conflitto quotidiano in cui prevalgono spesso sensazionalismo, polarizzazione e superficialità. Invita quindi a un linguaggio che guarisca le ferite, che “costruisca comunità là dove le inimicizie separano persone e popoli”, e che non ceda alla “industria della banalità o delle fake news”.

L’esortazione papale trova un riferimento concreto nell’esempio di padre Jacques Hamel, sacerdote ucciso durante un attentato a Rouen nel 2016, in ‘odio alla fede’, citato da Leone XIV come modello di dialogo e di incontro con l’altro: “Padre Hamel era convinto che è urgente sapere come mostrare vicinanza agli altri, senza eccezioni,” scrive il Papa, sottolineando che la comunicazione cattolica deve essere strumento di pace e non di divisione.

Una chiesa che comunica, ascolta e riconcilia

Il messaggio del Papa non è solo teorico, ma profondamente pratico. Invita i media cattolici a diffondere storie di speranza, di riconciliazione e di servizio, mettendo in evidenza quanti lavorano quotidianamente per la pace, la giustizia e l’accoglienza dei più deboli. È un richiamo ad osservare da vicino le pieghe della vita umana, per rendere visibile la gratuità dell’amore cristiano attraverso ogni mezzo di comunicazione.

Il messaggio per i 30 anni di “Porta a Porta”

Nella stessa giornata il Santo Padre ha inviato un messaggio augurale per i 30 anni della popolarissima trasmissione televisiva Porta a Porta, letto nello “Speciale Porta a Porta – 30 anni della nostra vita” condotto da Bruno Vespa su Rai 1.

Nel testo, Leone XIV riconosce il ruolo storico della popolarissima trasmissione,  nell’informare e accompagnare il dibattito pubblico italiano: “Anche la televisione in questi anni è cambiata — e con essa la comunicazione generale — e con essa anche nuovi rischi come quello di scambiare il falso per il vero.” Tuttavia il Papa invita a coltivare con i nuovi strumenti tecnologici la unicità della nostra umanità, perché l’informazione possa offrire “al mondo assetato di bellezza e di verità una televisione di qualità.”

 

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