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Il Papa ai giudici della Sacra Rota: salvaguardare la verità nella carità

Incontro del Papa con i giudici della Sacra Rotacq5dam.thumbnail.cropped.1500.844 38

Foto: Vatican Media

 

Redazione (26/01/2026 13:13, Gaudium Press) “La verità va cercata, trovata ed espressa nella ‘economia’ della carità, ma la carità a sua volta va compresa, avvalorata e praticata nella luce della verità”. Non è dei più semplici il compito dei giudici della Sacra Rota oggi ricordato dal Santo Padre nel corso dell’udienza di questa mattina 26 gennaio, nella Sala Clementina, per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

Leone XIV ha ricevuto i prelati del Tribunale della Sacra Rota, guidati dall’arcivescovo decano Alejandro Arellano Cedillo e, dopo i saluti iniziali è entrato nel merito ricordando i principi guida che devono permeare il lavoro dei giudici, specie nel campo delle nullità matrimoniali.

Giustizia e carità non sono “principi contrapposti”

Il Pontefice sottolinea la necessità “che si continui a studiare e applicare il diritto matrimoniale canonico con serietà scientifica e fedeltà al Magistero”, nella cura della verità oggettiva. Il Papa parla anche del rischio “che un’eccessiva immedesimazione nelle vicissitudini – spesso travagliate – dei fedeli possa condurre a una pericolosa relativizzazione della verità”.

Una compassione che “rischia di offuscare la necessaria dimensione di accertamento della verità propria dell’ufficio giudiziale” e ciò può succedere in particolare nelle cause di nullità matrimoniale.

Ma esiste anche il rischio opposto, cioé “darsi un’affermazione fredda e distaccata della verità che non tiene conto di tutto ciò che esige l’amore alle persone, omettendo quelle sollecitudini dettate dal rispetto e dalla misericordia, che devono essere presenti in tutte le fasi di un processo”. Quindi è necessario che l’amore del prossimo continui ad ispirare l’operato dei giudici per la “salvezza eterna in Cristo e nella Chiesa”.

Quindi, ribadisce il Pontefice, si tratta di ” due dimensioni intrinsecamente unite, che trovano la loro armonia più profonda nel mistero stesso di Dio, che è Amore e Verità”.

Gli operatori di giustizia come operatori di pace

Un richiamo a tutti gli operatori di giustizia, affinché non si limitino ad un compito meramente burocratico, ma che si attengano ad una sempre più attenta deontologia professionale, basata sulla fiducia e l’autentico amore per la verità nella carità.

E i giudici, dal canto loro, poiché tutelano la giustizia come bene di ciascuno e di tutti, sono in questo senso anche operatori di pace, sottolinea Papa Prevost.

L’obiettivo comunque è sempre la salus animarum. Così che “il servizio alla verità della giustizia” diventi “contributo d’amore alla salvezza delle anime”.

 

 

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