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Angelus: “Per chi ha fame e sete di giustizia”

Papa Leone XIV all’Angelus: “Seguire Gesù è scegliere la luce che orienta la vita”

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Redazione (01/02/2026 14:10, Gaudium Press) Nell’Angelus di questa domenica, Papa Leone XIV , commentando il Vangelo del giorno sulle Beatitudini, ha invitato i fedeli a riscoprire il significato profondo della sequela di Cristo,  soffermandosi sulla chiamata del Signore che illumina il cammino dell’uomo e dà senso alle scelte quotidiane. “ E’ un progetto di salvezza che realizza attraverso il Figlio con la potenza dello Spirito Santo”. Davanti ai pellegrini riuniti in piazza San Pietro, il Pontefice ha sottolineato come “ è una legge che rinnova la nostra vita e la rende buona, anche quando al mondo sembra fallita e miserabile”, “Solo Dio può chiamare davvero beati i poveri e gli afflitti , perché Egli è il sommo bene”.

 

Gesù come luce

Nel suo commento al brano evangelico, il Papa ha ricordato che Gesù si manifesta come luce, capace di rischiarare le zone d’ombra dell’esistenza umana. Accogliere questa luce, ha spiegato, significa lasciarsi guidare da Lui anche quando il cammino appare incerto o esigente. «Seguire il Signore – ha affermato – non è un gesto formale, ma una scelta che tocca il cuore e chiede conversione, fiducia e perseveranza». Il Vangelo, ha aggiunto, non propone soluzioni facili, ma apre alla possibilità di una vita piena, “saziare chi ha fame e sete di giustizia”.

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 Le Beatitudini prova di felicità

Papa Leone XIV ha invitato i cristiani a interrogarsi su cosa sia la felicità “ è una conquista che si compra o un dono che si condivide?” e aggiunge  che ciò di cui parla Gesù “è una grazia costante che ci sostiene sempre, soprattutto nell’ora dell’afflizione”.           In un mondo spesso confuso e attraversato da molteplici messaggi contraddittori, la  fede cristiana diventa così una bussola, capace di orientare senza imporre, di indicare una strada senza togliere la libertà. La sequela di Cristo, ha sottolineato il Pontefice, non isola dal mondo, ma rende più attenti alle sofferenze e alle speranze degli altri.

Al termine della riflessione evangelica, il Papa ha affidato alla Vergine Maria il cammino di ogni credente.

Dopo la recita dell’Angelus, Papa Leone XIV ha rivolto lo sguardo all’attualità internazionale, circa le tensioni ultime tra Cuba e gli Stati Uniti, facendo un appello affinché “i responsabili promuovano un dialogo sincero per evitare la violenza”, ed esprimendo una speciale vicinanza al popolo di Cuba, segnato da difficoltà economiche e sociali.

Un pensiero particolare è stato poi dedicato alle Olimpiadi invernali, che si avvicinano come appuntamento di grande rilevanza sportiva e simbolica. Papa Leone XIV ha ricordato come lo sport, quando vissuto nel suo autentico spirito, possa essere strumento di pace, incontro e fraternità tra i popoli.

Rivolgendosi agli atleti, agli organizzatori e a quanti seguiranno l’evento, il Pontefice ha auspicato che i Giochi olimpici siano occasione per promuovere la tregua olimpica, come nell’antichità, per confermare i  valori come il rispetto, la lealtà e la solidarietà, superando ogni logica di competizione esasperata o di esclusione.

L’Angelus di oggi si è così concluso con un duplice invito: lasciarsi illuminare dal Vangelo per vivere con maggiore consapevolezza la propria fede e allargare lo sguardo al mondo, portando nella preghiera e nell’impegno concreto le sofferenze e le speranze dei popoli. Un messaggio che, ancora una volta, richiama i cristiani a essere segni di luce e di speranza nella storia, là dove vivono e operano ogni giorno.

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