Santa Giacinta Marto: una meraviglia di grazia
Lucia affermava che sua cugina Giacinta possedeva la più grande perfezione di grazia.

Redazione (20/02/2026 15:50, Gaudium Press) Oggi la Chiesa celebra Santa Giacinta e San Francesco Marto, veggenti di Fatima.
Giacinta è un’opera d’arte di Dio. La sua signorilità di bambina di sette anni quando le apparve la Vergine, la sua serietà, la sua innocenza, tutto il suo essere + appassionante. Ha vissuto soltanto dieci anni, ma in quel breve tempo ha vissuto intensamente.
I suoi stessi familiari (a volte non è facile per la famiglia riconoscere le qualità straordinarie dei propri cari, come diceva Cristo, nessuno è profeta in patria. . .) parlavano del “mistero” di Giacinta: “È un mistero che non si può comprendere. Sono bambini come tutti gli altri. Eppure, si percepisce in loro qualcosa di straordinario!”.
Giacinta aveva sette anni quando vide la Vergine a Fatima. Le parole della Vergine la segnarono profondamente.
Accettò subito di sacrificarsi per i peccatori – nella sua mente era sempre presente la visione dell’inferno – e per questo digiunava, mangiava cose che non le piacevano, portava una corda legata alla vita come un cilicio.
Tra questi sacrifici spiccava la sua tubercolosi che la portò alla morte, annunciatale dalla Vergine, tubercolosi che lei affrontò con grande dignità: «Sì, soffro, ma offro tutto per i peccatori, per riparare al Cuore Immacolato di Maria. Oh Gesù, ora potete salvare molti peccatori perché questo sacrificio è molto grande», diceva. Che anima grande, questa bambina. Il suo mistero è sicuramente legato alla sua croce.
Lucia riconosce la grandezza di Giacinta
Fu proprio Lucia, cugina di Giacinta e Francesco, a riconoscere la grandezza di Giacinta: «Giacinta era anche colei alla quale, mi sembra, la Santissima Vergine aveva dato la maggiore ricchezza di grazie, di conoscenza di Dio e di virtù. Lei sembrava riflettere in tutto la presenza di Dio».
Infatti, fin dalla prima apparizione si percepiva il fascino che la Vergine aveva esercitato su di lei. Giacinta ripeteva costantemente: «Che bella Signora, che bella Signora!».
Nella sua candida e schietta sincerità, Giacinta stessa manifestava a parole come la carità avesse messo radici in lei: «Amo così tanto Nostro Signore e Nostra Signora che non mi stanco mai di dire che li amo. Quando lo dico molte volte, mi sembra di avere una luce nel petto, ma che non mi brucia!».
Morì in un ospedale di Lisbona, completamente sola, poiché così aveva disposto la Provvidenza per farle raggiungere le vette della virtù.
La Vergine glielo aveva annunciato, e così lei lo raccontò a Lucia: «Nostra Signora mi ha detto che andrò a Lisbona, in un altro ospedale; che non rivedrò più te, né i miei genitori; che dopo aver sofferto molto, morirò da sola; ma che non devo avere paura, perché Lei verrà a cercarmi per portarmi in Paradiso». Che innocenza, che serietà, che coraggio nell’affrontare il sacrificio…
Una bambina con il profumo del martirio
Quattro giorni prima di morire, la Vergine le tolse tutti i dolori.
Prima della canonizzazione di Giacinta, non era possibile canonizzare un bambino così piccolo – a meno che non fosse un martire – poiché per essere santo è necessario aver dimostrato la forza del carattere cristiano che affronta le prove in modo eroico, cosa impossibile per un bambino. Ma Giovanni Paolo II revocò quella decisione di Pio XI, date le prove incontestabili dell’eroicità delle virtù di questi bambini.
Santa Giacinta non era una martire, ma aveva dimostrato di essere forte abbastanza per affrontare il martirio.
Il 13 agosto 1917, l’amministratore, ateo e tiranno del luogo, voleva carpire il segreto che la Vergine aveva confidato loro, e prima li mise in prigione e poi cercò di scuotere l’immaginazione dei bambini con la seguente minaccia:
«Ho per voi tre una pentola di olio bollente, pronta ad aspettarvi. Giacinta, qual è il segreto che quella Signora ti ha rivelato?», le disse. E anche se la santa bambina aveva paura, gli rispose coraggiosamente: «Non posso dirlo, signor Amministratore, anche se mi uccidessero».
Cominciò a diffondersi la fama di santità della bambina.
Si dice che abbia compiuto miracoli anche durante la sua vita.
Una volta i tre pastorelli stavano andando a recitare il rosario a casa di una signora, quando una ragazza di vent’ anni chiese loro di passare prima da casa sua per recitarlo anche lì, in modo da attirare grazie per suo padre che soffriva di un singhiozzo che gli impediva di dormire da tre anni. Alla fine solo Giacinta rimase in quella casa. Quando Lucia tornò con Francesco, trovarono la bambina seduta davanti a un uomo che piangeva di commozione, completamente guarito.
Una meraviglia Giacinta, una meraviglia della grazia.





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