Il Papa :la Chiesa presidio di carità e appello per la pace in Ucraina
La prima Domenica di Quaresima del Papa: visita alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, Angelus e appello alla fine della guerra in Ucraina
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Redazione (22/02/2026 14:12, Gaudium Press) In questa prima domenica di Quaresima il Santo Padre prima dell’appuntamento con i fedeli per la preghiera dell’Angelus, in Piazza San Pietro, si è recato in visita nella basilica del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio.
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Parrocchia del Sacro Cuore
In questa parrocchia, retta dai padri salesiani, ha detto il Papa, emergono le contraddizioni del nostro tempo . Qui intorno transitano i viaggiatori, “spensierati “, pronti ad intraprendere i loro viaggi tra le comodità, e le categorie più disagiate, che affollano il quartiere intorno alla grande stazione ferroviaria Termini.
I senza tetto sono assistiti con generosità dai volontari della parrocchia, ma le difficoltà restano e sono grandi. Queste sono le contraddizioni che la Chiesa è chiamata a risolvere- rimarca il Pontefice- come presidio di carità.
Le tentazioni e l’umanità di Cristo
In Piazza San Pietro, affollata di fedeli, prosegue con il suo commento sul Vangelo di oggi sulle Tentazioni del diavolo a Gesù che come noi , nella sua umanità, sperimenta le tentazioni a livello fisico con la fame e morale con le tentazioni.
Ed è appunto questo il cammino della Quaresima “un itinerario luminoso in cui, con la preghiera, il digiuno e l’elemosina, possiamo rinnovare la nostra cooperazione con il Signore” e aggiunge “permettere a Lui di rimuovere le macchie e di guarire le ferite del peccato”.
La penitenza invece non impoverisce “ma ci rende consapevoli dei nostri limiti, ci dà la forza per superarli e per vivere, con l’aiuto di Dio, una comunione sempre più intensa con Lui e tra noi”.
E Leone XIV esorta quindi alla meditazione della Parola di Dio, ad accostarsi ai Sacramenti, a fare silenzio nei cuori e nelle menti sovraffollate , “facendo tacere i televisori, le radio, gli smartphone”
Quindi dopo la preghiera e il digiuno, le opere di misericordia “ dedichiamo tempo –dice Leone- a chi è solo, specialmente agli anziani, ai poveri, ai malati. Rinunciamo al superfluo e condividiamo ciò che risparmiamo con chi manca del necessario”
La Guerra in Ucraina
Dopo la recita dell’Angelus il Pontefice richiama l’attenzione di tutti sulla guerra in Ucraina che, a distanza di quattro anni, continua a mietere vittime e seminare distruzione sulla “martoriata Ucraina”. La pace “non può essere rimandata, è un’esigenza urgente.che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili”, dice il Papa.
Quindi lancia un appello urgente a voce alta” Tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire le strade alla pace”.
L’impegno del Papa
Ma l’impegno del Vaticano in questi quattro anni di Guerra tra Russia e Ucraina non è mai venuto meno.
Gli aiuti dell’Elemosineria della Santa Sede sono stati inviati più volte a partire dal Pontificato precedente. Lo stesso Leone XIV ha parlato telefonicamente con il presidente russo Putin; ha offerto al presidente ucraino Zelensky di ospitare i colloqui di pace presso la Santa Sede; ha parlato con associazioni e pellegrini ucraini, arrivando a ipotizzare un possibile suo viaggio a Kyiv. Ma – continua il Papa- occorre “un serio impegno nel dialogo” con il coinvolgimento dell’Europa e dell’Italia.
Infine conclude rinnovando l’ appello alla pace in Ucraina e in tutti i Paesi coinvolti nei conflitti.




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