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Esiste la tristezza buona e quella cattiva

Il demonio si impegna molto per colmarci di tristezza maligna e, per scoraggiarci e farci disperare, cerca di turbare la nostra anima.

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Immagine di freepik

Redazione (23/02/2026 12:12, Gaudium Press) «La tristezza che è secondo Dio, afferma San Paolo, produce un pentimento che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte» (2Cor 7,10). La tristezza del pentimento può quindi essere buona o cattiva, a seconda degli effetti che produce in noi. Ma, in generale, produce più effetti cattivi che buoni, perché quelli buoni sono solo due: la misericordia – il dolore per il male degli altri – e la penitenza – il dolore per aver offeso Dio –; mentre quelli cattivi sono sei: paura, pigrizia, indignazione, gelosia, invidia e impazienza.

Infatti il saggio dice: «La tristezza uccide molti e in essa non c’è alcuna utilità» (Sir 30,25), poiché per ogni due ruscelli di acque limpide che nascono dalla sorgente della tristezza, ne scaturiscono sei di acque inquinate. È per questo che il demonio fa grandi sforzi per produrre in noi questa cattiva tristezza e, al fine di scoraggiare e disperare l’anima, inizia a turbarla. Non gli costa molto suggerire pretesti per farlo.

Ora, non dovremmo affliggerci per aver offeso la Maestà divina, oltraggiato la Bellezza infinita e ferito il cuore di Dio, il più tenero dei padri? Certamente, risponde San Francesco di Sales, dobbiamo rattristarci, ma con un vero pentimento, non con un dolore afflitto, pieno di rancore e indignazione”.

FRANCESCO DI SALES, San. Introduzione alla vita devota, IV, 12. In: TISSOT, Joseph. L’arte di approfittare dei propri errori. San Paolo: Cultor de livros, 2022, p. 27.

 

 

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