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L’America Latina ha perso milioni di cattolici negli anni del pontificato di Papa Francesco

Una recente inchiesta rivela  dati preoccupanti sulla diminuzione della pratica cristiana cattolica nell’America latinamexican people attending church scaled aspect ratio 394 290 scaled 1 1

Redazione (03/03/2026 16:44, Gaudium Press) Il Pew Research Center di Washington rivela una tendenza preoccupante all’interno dell’universo cattolico: nei Paesi latinoamericani, dove risiedeva il 40% dei cattolici di tutto il mondo, si è visto un brusco calo dei fedeli che si dichiarano appartenenti al mondo cattolico. La tendenza si è vista principalmente in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Perù dove, tra il 2013 2 il 2024, anni sotto il pontificato di Papa Francesco, il primo Papa del Sudamerica, si è visto un calo dal 94% di cattolici dichiarati tali, al 58% nel 2024: 13 punti in meno in 11 anni.

Questi dati sono riportati in un articolo del noto vaticanista Sandro Magister nel suo  blog Settimo Cielo , nel quale analizza e rivela una realtà preoccupante del mondo della Chiesa.

Le percentuali dei Paesi sudamericani

Tra i dati  riportati dall’Annuarium Statiscum Ecclesiae, che la Santa Sede, attraverso la segreteria di Stato, rende pubblico ogni anno, si  inserisce una distinzione tra coloro che sono stati battezzati e quelli che, nonostante il Sacramento, si identificano come cattolici. Tra questi sono particolarmente significativi i dati dell’America Latina perché lì vi risiede il 47,8 % dei cattolici di tutti il mondo.

L’Argentina, la patria di Papa Francesco, ha perso 13 punti (dal 71% al 58%);il Brasile, è sceso dal 61% al 46%, con un calo di 15 punti; il Cile ha visto un calo di 18 punti, passando dal 64% al 46% ; la Colombia, pur con la sua grande devozione alla Vergine Maria, vede un calo dal 79% al 60%, di 19 punti, in particolare tra coloro che si dichiarano cattolici;  il Messico, 14 punti (dall’81% al 67%); e il Perù, 9 punti (dal 76% al 67%).

Le nuove tendenze

Si assiste un po’ ovunque alla crescita dei cosiddetti “non affiliati” , coloro che in molti casi,  pur avendo ricevuto il Battesimo, si considerano al di fuori di qualsiasi gruppo religioso, se non addirittura atei o agnostici.

In Cile, questo gruppo è aumentato dal 16% al 33% della popolazione. In Argentina, dall’11% al 24%; in Colombia, dal 6% al 23%; in Messico, dal 7% al 20%; in Brasile, dall’8% al 15%; e in Perù, dal 4% al 12%.

Alcuni invece sono entrati nelle file del protestantesimo. In Brasile il 13% dei cattolici è diventato protestante, mentre in Perù il 7%

Una fede “personale”

In un’intervista apparsa sulla rivista italiana Il Regno , l’uruguaiano Néstor Da Costa, , sociologo della religione, commenta: “ un percorso fuori dalle istituzioni permette un’interiorità percepita come più libera e questo spinge molti ad abbandonare le Chiese e altri a restarvi, ma in luoghi marginali e con un atteggiamento simile a quello di coloro che sono usciti” e aggiunge che solo  il 10% dei fedeli accetta tutti i dogmi. Molti di questi fedeli dichiarano di ispirarsi a vari tipi di spiritualità o di avere un proprio rapporto con Dio , dichiarandosi fuori dei riti canonici.

La pratica religiosa riflette questa realtà. Solo in Messico (41%) e Colombia (40%), più di un terzo dei cattolici partecipa alla Messa settimanalmente. In Cile, lo fa appena l’8%. Mentre tra i gruppi protestanti la partecipazione settimanale è doppia o addirittura cinque volte superiore a quella dei cattolici in altri Paesi.

Le Chiese pentecostali

A differenza dell’Europa, in America Latina  sono fiorenti molte chiese pentecostali o neo-pentecostali, che in Europa sono quasi inesistenti. Per esempio le cosiddette Assemblee di Dio brasiliane, accolgono oltre la metà degli evangelici del Paese.

Sempre secondo il sociologo  Da Costa, invece le chiese protestanti storiche – luterana, calvinista, metodista, battista – vivono “la stessa crisi della Chiesa cattolica, ma, essendo più piccole, la risentono di più”.

Quale futuro

Nell’America latina, quelle comunità legate per lo più alla “teologia della liberazione” stanno velocemente scomparendo anche a causa dei gravi scandali emersi per abusi. Ciò dà spazio a una richiesta sempre maggiore di un cristianesimo più conservatore che si oppone alla controtendenza dell’abbandono della pratica religiosa.

Comunque in questa panoramica delle Nazioni sudamericane esaminate c’è da sottolineare che  il 90% o più della popolazione afferma di credere in Dio. Resta più problematico il rapporto con la Chiesa e su questo piano si rende sempre più necessario il confronto e l’impegno dei pastori.

 

 

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