Il parroco che frequenta una signora e dice che il celibato è un “concetto flessibile”
E’ scoppiato uno scandalo nella Chiesa austriaca per gli atteggiamenti e le dichiarazioni del parroco della cattedrale di Vienna.

Padre Faber – Foto: Wikidata
Redazione (05/03/2026 13:56, Gaudium Press) Lo scandalo non riguarda solo le sue dichiarazioni, ma anche il fatto che spesso partecipa ad attività sociali a Vienna con la sua “compagna”, termine che il mondo vuole rendere popolare per mettere in discussione il matrimonio come legame stabile. Ma, naturalmente, ci sono anche le sue dichiarazioni.
Stiamo parlando di padre Toni Faber, famoso nel suo Paese non proprio per promuovere la recita del rosario, ma per essere al centro di scandali.
Il sacerdote, che è parroco della cattedrale di Vienna, è stato visto regolarmente con una donna bionda, il che ha portato a chiedergli apertamente se fosse o meno la sua “compagna”. Kath.net riporta che l’ultima dichiarazione che ha fatto è stata: “Non definisco una donna come mia compagna, ma sono molto felice di avere Natalie al mio fianco in occasioni ufficiali”. Cioè, “sì ma no, no ma sì, forse”, qualcosa di molto lontano dal linguaggio evangelico del “sì, sì, no, no”, che già dà adito, ad esempio, a un titolo sui media sulla ‘fidanzata’ di padre Faber, o a un altro che parla della “compagna permanente del pastore della cattedrale”.
La verità è che il parroco non lambisce i mari dello scandalo, ma vi è immerso, poiché i parrocchiani cominciano già a chiedere alle autorità ecclesiastiche risposte chiare come l’acqua e non torbide come il fango delle paludi.
Del resto, il sacerdote ha già detto ai media (e questo perché l’essere umano tende sempre a razionalizzare il modo in cui vive) che il celibato è qualcosa di superato, o che è un “concetto elastico”, o un “termine che può essere allargato”, e probabilmente pensa lo stesso dei dettami del diritto della Chiesa, come quello che recita che “i chierici hanno l’obbligo di osservare una continenza perfetta e perpetua per il Regno dei cieli” (cn. 277). ‘Ajúuua’, ‘juepajee…’
Ma ci sono fedeli che, con tutta le ragioni del mondo, non prendono la cosa in modo così folcloristico e hanno già fatto pervenire le loro lamentele all’arcivescovado, consapevoli di avere il diritto di ottenere una risposta.
E ora il nuovo arcivescovo Mons. Grünwid dovrà gestire questa difficile eredità della cattedrale lasciatagli dal cardinale Schönborn, solo che questa volta sembra che non siano pochi i fedeli che non vogliono andare per il sottile.
Perché alla fine, o si è o non si è… (CCM)





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