Il Papa: cerchiamo Gesù, sorgente di vita eterna
Il Pontefice all’Angelus: il Vangelo, la donna Samaritana, l’appello alla pace
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Foto: Vatican News
Redazione (08/03/2026 16:18, Gaudium Press) E’ la terza Domenica di Quaresima e e nel Vangelo si contempla l’incontro tra Gesù e la Samaritana , presso il pozzo di Sichem. In concomitanza si festeggia la giornata internazionale della donna e proprio oggi si incontra nel Vangelo una donna che si fa poi portatrice e annunciatrice della venuta del Messia.
Papa Leone all’Angelus pone l’accento su questo incontro, “Come Gesù suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno ‘una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna’. Quante persone, in tutto il mondo, cercano anche oggi questa sorgente spirituale! ‘A volte riesco a raggiungerla – scriveva la giovane Etty Hillesum nel suo diario, mentre era reclusa nel campo di concentramento di Auschwitz–, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo’. Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!”.
La Grazia è in azione
Poi il Pontefice aggiunge: “Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla. Ma là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività. Gesù, invece, è attento. Quella donna samaritana, stando alle consuetudini, avrebbe dovuto semplicemente ignorarla; invece Gesù le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo. Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità!”.
La Samaritana evangelizzatrice
Leone XIV richiama l’attenzione sul ruolo di questa donna reietta, emarginata, che diviene poi colei che annuncia il Messia a coloro che prontamente crederanno.
“E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è. Gesù dimenticava persino di mangiare, tanto lo nutriva la volontà di Dio di raggiungere tutti nel profondo. Così la Samaritana diventa la prima di tante evangelizzatrici. Dal suo villaggio di disprezzati e reietti, molti, per la sua testimonianza, vengono incontro a Gesù, e anche in loro la fede sgorga come acqua pura”.
Appello per la pace
Subito dopo la preghiera mariana il Papa passa ai saluti e appelli. Il primo forte appello è per la pace. “Da Iran, da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione, agli episodi di violenza e devastazione, il clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi”. Anche per “il caro Libano”, aumenta il timore che “possa sprofondare nuovamente nell’instabilità”, per questo “eleviamo la nostra preghiera al Signore perché tacciano le armi” e si apra al dialogo “nel quale si possano sentire le voci dei popoli”. Infine la preghiera alla Madonna perché si faccia intermediaria per la fine della guerra e delle sofferenze degli innocenti.
Anche per la giornata dell’8 marzo il Santo Padre si pronuncia: “Rinnoviamo l’impegno che per noi cristiani è fondato sul Vangelo per il riconoscimento della pari dignità tra uomo e donna, purtroppo molte donne fin dall’infanzia sono ancora discriminate, a loro va la mia solidarietà e preghiera” dice concludendo l’Angelus nella piazza gremita da oltre 15mila fedeli.



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