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Santa Francesca Romana

Per quarant’anni, Santa Francesca Romana condusse una vita di ammirevole devozione, umiltà e pazienza, come moglie e come madre. Dopo la morte del marito, entrò nell’Ordine delle Oblate Olivetane di Santa Maria Nova, da lei stessa fondato. Fu favorita da grazie e doni mistici straordinari. La sua memoria è celebrata il 9 marzo.

La Vision de sainte Francoise Romaine 1657 1658 Nicolas Poussin Louvre RF 1999 1

Foto: Wikipedia

Redazione (09/03/2026 12:45, Gaudium Press) Francesca nacque a Roma nel 1384 da due famiglie illustri della città: i Buxis e i Rofredeschi, e fu battezzata nella chiesa di Sant’Agata in Piazza Navona.

Fin da piccola sentì la vocazione religiosa, conduceva una vita di grande devozione e recitava l’ufficio di Nostra Signora. Era di una modestia esemplare e anche la virtù dell’obbedienza brillava in lei in modo particolare, al punto che all’età di 12 anni, obbedendo al suo confessore e ai desideri di suo padre, contrasse matrimonio con il nobile Lorenzo de’ Leoni.

Subito dopo il matrimonio si ammalò gravemente e pur non riuscendo a guarire, si oppose comunque a qualsiasi tipo di sortilegio, affermando di preferire la morte piuttosto che offendere Dio. Guarita miracolosamente, intensificò ancora di più la sua vita di preghiera.

Con la morte della suocera, la gestione della casa passò sotto la sua responsabilità. Ma i numerosi impegni non diminuirono affatto le sue preghiere. Si confessava due volte alla settimana e riceveva spesso la comunione. Grazie a questo fervore nelle pratiche religiose, assicurava la perfetta armonia in casa.

Francesca era un esempio di carità, senza lesinare i mezzi per aiutare i più bisognosi e per questo motivo suo marito la avvertiva che tanta generosità li avrebbe portati alla miseria. E infatti, una volta, dopo aver donato tutto il grano della sua dispensa, raccolse con cura quel poco che era rimasto sul pavimento per darlo in elemosina. Venuti a sapere dell’accaduto, suo suocero e suo marito andarono nella dispensa della casa per vedere cosa fosse successo. Quale fu la loro sorpresa quando si trovarono davanti 40 misure del miglior grano! Qualcosa di simile accadde con il vino che, usato dai poveri come medicinale, era venuto a mancare. Quando controllarono le botti, le trovarono piene di un vino superiore a quello che era finito!

Dei tre figli che ebbe, due morirono vittime della peste.

Circa un anno dopo la morte del primo figlio, questi le apparve in uno stato glorioso e le presentò un angelo che da allora l’avrebbe accompagnata per tutta la vita.

Aveva spesso estasi e ricevette diverse rivelazioni sul purgatorio, l’inferno e gli angeli. A volte era tormentata dai demoni, anche con aggressioni fisiche.

Nonostante la sua intensa vita mistica, non trascurava i suoi doveri di moglie e madre. Dedicava particolare cura ai malati e per più di trent’anni prestò servizio negli ospedali. Dotata da Dio del dono della guarigione, preparava un medicamento composto da diversi oli e succhi al quale attribuiva i benefici ottenuti, per evitare così la fama di taumaturga.

Nutriva un amore speciale per la meditazione sulla Passione di Nostro Signore e ne soffriva misticamente i dolori. Forse per questo era molto severa con se stessa, sottoponendosi spesso a penitenze. Ma allo stesso tempo dimostrava molta dolcezza e indulgenza verso gli altri.

Nel 1425 si consacrò alla Madonna, sotto la cui protezione materna fondò, insieme a un gruppo di pie dame, l’associazione delle Oblate della Santissima Vergine che si riunivano nella Chiesa di Santa Maria Nova.

Con l’approvazione concessa da Papa Eugenio IV nel 1433, queste dame andarono a vivere in una casa a Tor de’ Specchi. Ma Francesca poté raggiungerle solo nel 1436, quando, dopo la morte del marito, fu eletta superiora del convento da lei fondato.

Morì il 9 marzo 1440 e il suo corpo è tuttora venerato nella Basilica di Santa Francesca Romana, nota anche come chiesa di Santa Maria Nova.

Visione sui demoni

Come è noto, Santa Francesca Romana ebbe straordinarie visioni sui demoni e lasciò rivelazioni molto importanti. Forse nessuna santa o mistica si è distinta nella storia della Chiesa per quanto riguarda le manifestazioni degli angeli malvagi quanto Santa Francesca Romana. Queste rivelazioni chiariscono molto sulla presenza sulla Terra di quei demoni che non sono ancora andati all’inferno e che vi saranno mandati alla fine del mondo.

La terza parte degli angeli è caduta nel peccato, le altre due parti hanno perseverato nella grazia. Nella parte decaduta, un terzo è all’inferno per tormentare i dannati; sono quelli che hanno seguito Lucifero per propria malizia con piena libertà. Essi non escono dall’abisso se non con il permesso di Dio, e quando si tratta di produrre una grande calamità per punire i peccati degli uomini, e sono i peggiori tra i demoni.

Gli altri due terzi degli angeli caduti sono sparsi nell’aria e sulla Terra: sono quelli che non hanno preso parte tra Dio e Lucifero, ma hanno taciuto. Quelli che sono nell’aria provocano spesso gelate, tempeste, rumori e venti con cui indeboliscono le anime attaccate alla materia, le conducono all’incostanza e al timore, le inducono a venir meno nella fede e a dubitare della divina Provvidenza.

Quanto ai demoni che circolano tra noi per tentarci, essi sono caduti dall’ultimo coro degli angeli, e gli angeli fedeli che ci sono dati come guardiani appartengono tutti allo stesso coro. Il principe e capo di tutti i demoni è Lucifero, legato al fondo dell’abisso, incaricato dalla giustizia divina di punire i demoni e i dannati. Caduto dal più alto dei cori angelici, i serafini, è diventato il peggiore dei demoni e dei dannati. Il suo vizio caratteristico è l’orgoglio. Sotto di lui ci sono altri tre principi: il primo, Asmodeo, ha come caratteristica il vizio della carne ed era capo dei cherubini. Il secondo si chiama Mammon, è caratterizzato dal vizio dell’avarizia ed era del coro dei troni. Il terzo, chiamato Belzebù, che era dei cori delle dominazioni, è caratterizzato dall’idolatria, dalla stregoneria e dagli incantesimi; è il capo di tutto ciò che è tenebroso e ha la missione di diffondere le tenebre sulle creature razionali.

Testo tratto, con adattamenti, dalla rivista Dr Plinio, marzo 2013.

 

 

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