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Udienza Generale: ministri e laici uniti nella testimonianza di Cristo, dice il Papa

Prosegue la catechesi del Pontefice su Lumen Gentium del Concilio Vaticano II

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Redazione (18/03/2026 14:24, Gaudium Press) “Il popolo messianico riceve da Cristo la partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale in cui si attua la sua missione salvifica”. Intorno a questo tema il Pontefice ha svolto oggi, all’Udienza Generale, in Piazza San Pietro, la sua catechesi sulla Costituzione Dogmatica Lumen Gentium. Ciascun battezzato quindi, come avevano affermato i Padri conciliari, ha la responsabilità di evangelizzare attraverso la sua “coerente testimonianza di Cristo”.

Il Santo Padre ricorda che il popolo di Dio è stato costituito in un “regno di sacerdoti” da Nostro Signore Gesù, mediante la nuova ed eterna Alleanza, attraverso il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità e a “professare la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa”.

La comune missione dei ministri e dei laici

Attraverso il sacramento della Confermazione o Cresima, tutti i battezzati “vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l’opera, come veri testimoni di Cristo”, come afferma appunto il documento del Concilio. La consacrazione del popolo di Dio- continua Leone XIV- unifica quindi la missione evangelizzatrice dei fedeli laici e dei ministri ordinati. 

“L’esercizio del sacerdozio regale avviene in molti modi, tutti tesi alla nostra santificazione, anzitutto partecipando all’offerta dell’Eucaristia, mediante la preghiera, l’ascesi e la carità operosa testimoniamo così una vita rinnovata dalla grazia di Dio” rimarca il Pontefice.

Sensum fidei e consenso dei fedeli

Il popolo di Dio fa parte a pieno titolo della “missione profetica di Cristo”, in quanto possiede anch’esso il sensum fidei, il senso della fede, e ciò in virtù del fatto che gli appartiene “non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”. Ciò appare chiaro nel documento conciliare perché “lo mette in relazione all’infallibilità della Chiesa, a cui inerisce, servendola, quella del Romano Pontefice” aggiunge leone XIV.

 Infine il Santo Padre conclude la sua riflessione ribadendo «La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che includono ovviamente i pastori, non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondata sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli. Da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa”.

 

 

 

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