Leone XIV: occorre grande responsabilità morale per la donazione degli organi
La donazione degli organi rimane un gesto di generosità ma da salvaguardare per evitare “mercificazione”.
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Redazione (27/03/2026 08:59, Gaudium Press) Nell’Udienza di ieri ,26 marzo, ai membri del Centro Nazionale Trapianti, il Pontefice è intervenuto sulla posizione della Chiesa riguardo il delicato problema della donazione degli organi.
L’incontro si è svolto nella Sala Clementina a conclusione di un seminario durato due giorni , rivolto ai partecipanti agli Stati Generali della Rete trapiantologica nazionale, indetto dal Centro Nazionale.
“Occorre sempre vigilare per evitare ogni forma di mercificazione del corpo umano e di garantire ai trapianti criteri giusti e trasparenti”, ha sottolineato il Santo Padre riconoscendo che la donazione di organi rimane “un’azione generosa” che comunque deve essere accompagnata da una grande responsabilità morale.
“La medicina dei trapianti ci ricorda che la relazione di cura, di fiducia e di responsabilità reciproca costituisce una condizione imprescindibile perché il trapianto possa realizzarsi. La possibilità stessa di salvare vite attraverso i trapianti dipende infatti dalla generosità dei donatori”.
Rivolgendosi alla Pontificia Accademia per la Vita , che si occupa tra l’altro, della questione dei trapianti, Leone XIV ha anche ricordato che “settant’anni fa avvenne la prima donazione italiana, quando il Beato don Carlo Gnocchi chiese che le sue cornee fossero prelevate dopo la sua morte e trapiantate a due giovanissimi assistiti della sua Opera, i quali poterono tornare a vedere. Quel gesto, compiuto in un contesto ancora privo di una normativa organica, suscitò un’ampia riflessione nella società italiana e contribuì ad avviare un percorso di definizione legislativa”.
Il gesto generoso di don Gnocchi portò, poco tempo dopo, Papa Pio XII a riconoscere un primo orientamento morale su questi temi, ovvero” la liceità del prelievo a fini terapeutici, nel rispetto della dignità del corpo umano e dei diritti delle persone coinvolte”.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma, a sua volta che «la donazione di organi dopo la morte è un atto nobile e meritorio ed è da incoraggiare come manifestazione di generosa solidarietà» , ha ricordato il Pontefice , auspicando nel contempo che sia le istituzioni che il mondo del volontariato continuino “a proseguire nell’opera di informazione e sensibilizzazione, perché possa crescere una cultura della donazione sempre più consapevole, libera e condivisa, capace di riconoscere in questo gesto un segno di solidarietà, di fraternità e di speranza”.




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