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Udienza generale: anche i laici partecipi della missione sacerdotale

La catechesi odierna ribadisce che l’apostolato di tutti i battezzati, e non solo quello dei sacerdoti, deve estendersi al mondo intero, pervaso dallo spirito di Cristo, e raggiungere più efficacemente il proprio fine nella giustizia, nella carità e nella pace.

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Redazione (01/04/2026 16:47, Gaudium Press) Durante l’udienza generale di oggi, mercoledì 1° aprile, Papa Leone XIV ha proseguito il suo ciclo di catechesi sulla costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II. Di fronte a circa 15.000 fedeli riuniti in Piazza San Pietro — nonostante il tempo primaverile instabile —, il Pontefice ha meditato sul ruolo dei laici nel Popolo di Dio.

Dopo aver trattato, la settimana precedente, la dimensione gerarchica della Chiesa, il Santo Padre ha concentrato la sua riflessione sulla missione specifica dei fedeli laici.

Ha ricordato che, per secoli, la Chiesa li ha definiti in modo negativo, semplicemente come «coloro che non sono né chierici né consacrati». Il Concilio Vaticano II ha profondamente cambiato questa visione.

«Uno è dunque il Popolo di Dio: “un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo” (Ef 4,5); comune è la dignità dei membri per la rigenerazione in Cristo; comune la grazia dell’adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; una sola salvezza, una sola speranza e una carità indivisa», ha affermato il Papa, citando il numero 32 della Lumen Gentium.

Il Concilio non solo ribadisce l’uguaglianza fondamentale tra tutti i battezzati, ma sottolinea anche «la dignità e la libertà dei figli di Dio» (cfr. LG 9).

I laici formano il Corpo di Cristo

Il Papa ha posto la domanda: «Su cosa si fonda questa missione [dei laici] e in cosa consiste?» La risposta si trova nel Concilio stesso:

«Per laici si intendono qui tutti i fedeli cristiani […] che, incorporati in Cristo mediante il Battesimo, costituiti in Popolo di Dio e resi partecipi a loro modo della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, esercitano, secondo la parte che loro spetta, la missione di tutto il popolo cristiano nella Chiesa e nel mondo» (LG 31).

Leone XIV ha sottolineato che il Popolo di Dio non è una massa informe, ma il Corpo di Cristo, una «comunità strutturata organicamente», grazie al rapporto fecondo tra due forme di partecipazione al sacerdozio di Cristo: il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale. Così, in virtù del Battesimo, i laici partecipano veramente allo stesso sacerdozio di Cristo.

Una Chiesa in uscita verso il mondo

Sviluppando il tema, il Papa ha citato l’esortazione apostolica Christifideles laici, di San Giovanni Paolo II (1988), che invitava tutti i laici — uomini e donne — a lavorare nella “vigna” del Signore.

«Il vasto campo dell’apostolato dei laici non si limita allo spazio della Chiesa, ma si estende al mondo», ha affermato il Pontefice.

La Chiesa è presente ovunque i suoi figli professino e testimonino il Vangelo: nei luoghi di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane. È lì, attraverso le loro scelte quotidiane, che i laici mostrano la bellezza della vita cristiana, anticipando già ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio.

Il mondo ha bisogno di «essere pervaso dallo Spirito di Cristo per raggiungere più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace» (LG 36). E questo è possibile, ha sottolineato Leone XIV, «solo con il contributo, il servizio e la testimonianza dei laici!».

Alla fine, il Papa ha ripreso un’espressione di Papa Francesco — quella di una «Chiesa in uscita» — e l’ha sviluppata: si tratta di una Chiesa «incarnata nella storia, sempre aperta alla missione, nella quale tutti siamo chiamati ad essere discepoli-missionari, apostoli del Vangelo, testimoni del Regno di Dio e portatori della gioia di Cristo che abbiamo incontrato!».

 

 

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