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Il Pontefice: la santità è impegno per ogni battezzato

All’Udienza generale il Pontefice ha ripreso la Lumen gentium sul tema della santità per tutti verso la perfezione della carità

cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844Foto: Vatican Media

Redazione (08/04/2026 15:45, Gaudium Press) Oggi, mercoledì 8 aprile, Leone XIV all’udienza generale ha ripreso il ciclo di catechesi che sta dedicando  alla riflessione sui documenti del Concilio Vaticano II, della Lumen gentium Questa mattina la meditazione riguardava il capitolo dedicato alla vocazione universale alla santità e ai consigli evangelici della Chiesa. Davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato con chiarezza che “la santità non è un traguardo riservato a pochi eletti, né un ideale per anime eccezionali, ma un dono e insieme una chiamata che riguarda ogni battezzato”. In questo modo si deve realizzare l’adesione della vita in Cristo e “  tendere alla perfezione della carità, cioè all’amore pieno verso Dio e verso il prossimo. ([Vaticano][1])

La carità

   Il Papa ha insistito proprio su questo punto: la carità è il centro della santità cristiana. Non si tratta solo di una virtù tra le altre, ma della forma che orienta e dà senso a tutto il cammino del credente. La Lumen gentium, infatti, insegna che la carità “regola tutti i mezzi di santificazione, dà loro forma e li conduce al loro fine”, e Leone XIV ha quindi sottolineato che “la santità non coincide semplicemente con una disciplina morale o con uno sforzo etico, pur importante. Essa tocca l’essenza stessa della vita cristiana, personale e comunitaria, perché nasce dall’accoglienza del dono di Cristo e dalla risposta concreta dell’uomo nella vita quotidiana. In questa luce, anche i sacramenti, e in modo speciale l’Eucaristia, diventano il nutrimento che fa crescere una vita santa, assimilando ogni persona a Cristo, modello e misura della santità”. ([Vaticano][1])

Il martirio

   Un momento intenso della catechesi ha riguardato il martirio, indicato dal Papa come la forma più alta della santità, “suprema testimonianza della fede e della carità”. Leone XIV ha ricordato che ogni credente deve essere pronto a confessare Cristo fino al sangue, come è sempre accaduto nella storia della Chiesa e come continua ad accadere anche oggi. Ma non solo nell’estremo sacrificio, ma –ha detto il Papa- anche nella testimonianza, nel momento in cui  i cristiani lasciano nella società segni concreti di fede e d’amore, impegnandosi per la giustizia. Il martirio, così, non è solo l’evento eroico di alcuni, ma la misura radicale di una fedeltà che ogni discepolo è chiamato a coltivare. ([Vaticano][1])

Nel suo discorso, il Papa ha anche ricordato che la Chiesa è “indefettibilmente santa”, come insegna il Concilio, ma che questa santità non si manifesta in modo pieno e perfetto nella storia, perché la comunità cristiana continua il suo cammino tra fragilità, persecuzioni e bisogno di conversione. Proprio per questo Leone XIV ha richiamato la “triste realtà del peccato nella Chiesa, cioè in tutti noi”, invitando ciascuno a un serio cambiamento di vita. La santità, allora, non è motivo di orgoglio spirituale, ma cammino umile di conversione, lasciandosi rinnovare dal Signore nella carità. ([Vaticano][1])

La povertà, l’obbedienza e la castità

   Infine, un rilievo speciale è stato dato alla vita consacrata e ai consigli evangelici della povertà, dell’obbedienza e della castità. Leone XIV li ha presentati non come “prescrizioni che incatenano la libertà”, ma come doni liberanti dello Spirito Santo. La povertà libera dal calcolo e dal tornaconto, l’obbedienza libera dal sospetto e dal predominio, la castità esprime la donazione di un cuore integro e puro nell’amore, a servizio di Dio e della Chiesa. In questo modo, le persone consacrate diventano segno profetico del Regno già presente e testimonianza concreta di quella vocazione universale alla santità che appartiene a tutto il popolo di Dio.

Il Papa ha concluso affidando questo cammino alla Vergine Maria, Madre tutta santa, perché sostenga sempre i credenti nella sequela di Cristo. ([Vaticano][1])

 

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