Regina Coeli: l’Eucaristia nutrimento dei cristiani per essere poi testimoni
Il Pontefice, prima della preghiera mariana, ha fatto riferimento al Vangelo dell’incontro col Risorto e vi ha collegato il tema della pace
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Foto: Vatican Media
Redazione (12/04/2026 15:18, Gaudium Press) Oggi, domenica 12 aprile 2026,seconda Domenica di Pasqua, dedicata alla Divina Misericordia, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha svolto la sua meditazione prima della recita del Regina Cæli. Prende spunto dal Vangelo di Tommaso e dall’incontro con il Risorto per richiamare i fedeli a un nodo centrale della vita cristiana: la fede ha bisogno di essere nutrita, sostenuta, custodita dentro una comunità concreta. Per questo, ha spiegato, proprio come accadde ai primi discepoli “l’ottavo giorno”, cioè la domenica, i credenti sono chiamati a riunirsi per celebrare l’Eucaristia.
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Foto: Vatican Media
“L’Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana”. Non come semplice precetto formale, ma come sorgente reale della fede. Leone XIV ha ricordato che nella Messa domenicale i fedeli ascoltano la Parola di Gesù, pregano insieme, professano la fede, condividono i doni di Dio nella carità, offrono la propria vita unita al sacrificio di Cristo e si nutrono del suo Corpo e del suo Sangue. Da qui nasce anche la missione: non a caso, ha richiamato il significato stesso della parola “Messa”, cioè invio. La celebrazione eucaristica, dunque, non chiude i cristiani in una devozione privata, ma li rimanda nel mondo come testimoni della Risurrezione.
Per evidenziare ancor più questo richiamo, il Papa ha collegato il tema eucaristico al suo imminente viaggio in Africa, che avverrà a partire da domani 13 aprile. Ha evocato la testimonianza dei Martiri di Abitene, cristiani dell’Africa dei primi secoli che, pur di non rinunciare alla celebrazione del giorno del Signore, accettarono il martirio. La loro risposta, ricordata dal Pontefice, resta di una forza straordinaria: non potevano vivere senza celebrare l’Eucaristia. In questa immagine Leone XIV ha indicato una verità essenziale anche per i cristiani di oggi: è nel giorno del Signore che la fede si nutre e cresce. Ed è attraverso l’Eucaristia, ha aggiunto, che anche le nostre mani diventano “mani del Risorto”, capaci di misericordia, di pace, di vicinanza, di carità concreta nelle fatiche quotidiane, nella malattia, nel lavoro e nel passare degli anni.
Da qui il passaggio naturale all’altro grande tema del Regina Cæli: la pace. Il Papa ha detto che, in un mondo che ha tanto bisogno di riconciliazione, l’incontro eucaristico domenicale con Cristo Risorto impegna ancora di più i credenti a diventare testimoni di carità e portatori di pace.
Augurio per la Pasqua delle Chiese Orientali e appello per la pace
Dopo la preghiera mariana, Leone XIV ha rivolto il suo augurio alle Chiese orientali che oggi celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano e ha assicurato una preghiera speciale per quanti soffrono a causa della guerra, in modo particolare per il popolo ucraino. Ha invocato che la luce di Cristo conforti i cuori afflitti e rafforzi la speranza della pace, chiedendo che non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso questo dramma.
Le parole accorate del Papa sono andate poi al Libano, definito ancora una volta “amato popolo”, al quale ha espresso la sua vicinanza soprattutto in questi giorni segnati da dolore, paura ma anche da una speranza che resiste in Dio. Proprio parlando del Libano, Leone XIV ha espresso con particolare intensità il suo pensiero, ricordando che il principio di umanità, inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto dalle leggi internazionali, comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra. Da qui l’appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a cercare con urgenza una soluzione pacifica. Nello stesso contesto, il Pontefice ha ricordato anche il Sudan, a tre anni dall’inizio del conflitto, rinnovando il suo invito a far tacere le armi e ad avviare un dialogo sincero.
Infine, il Papa ha chiesto ai fedeli di accompagnarlo con la preghiera nel viaggio apostolico di dieci giorni in quattro Paesi africani: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, in programma dal 13 al 23 aprile 2026. La richiesta di preghiera ha assunto così un valore ancora più profondo: il viaggio comincia nel segno dell’Eucaristia, della testimonianza dei martiri africani e dell’invocazione per la pace. È come se Leone XIV avesse consegnato oggi alla Chiesa un messaggio semplice e forte: senza l’Eucaristia domenicale la fede si indebolisce; con l’Eucaristia, invece, il cristiano trova la forza per diventare nel mondo strumento di misericordia, riconciliazione e speranza.




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