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Castel Gandolfo tornerà ad essere la residenza del Papa e cesserà di essere un museo

Dopo un periodo di utilizzo come museo, Castel Gandolfo riprende il suo ruolo storico e torna ad essere il luogo di riposo, preghiera e rinvigorimento del Papa durante l’estate.

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Foto: Wikipedia

Redazione (19/04/2026 15:56, Gaudium Press) Il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo chiuderà le porte al pubblico a partire da luglio 2026 per recuperare la sua funzione originaria di residenza estiva dei Pontefici.

La decisione, confermata da fonti consultate dall’agenzia Rome Reports, mira a facilitare il trasferimento definitivo di Papa Leone XIV nella sede ufficiale durante i mesi più caldi dell’anno, ponendo fine al periodo museale iniziato da Papa Francesco nel 2016.

I biglietti per visitare il complesso, situato nei Castelli Romani sulle rive del Lago Albano, sono disponibili solo sul sito ufficiale fino al 30 giugno. A partire da luglio e agosto — periodo di alta stagione turistica —, la vendita dei biglietti risulta bloccata, così come per i mesi successivi.

Sicurezza e praticità motivano il cambiamento

Finora, Leone XIV ha alloggiato durante i suoi soggiorni settimanali a Villa Barberini, un luogo che presenta notevoli limitazioni in termini di sicurezza per un capo di Stato. La villa si trova in mezzo a una strada, con un ingresso stretto e aperto al traffico veicolare e pedonale. Ad ogni arrivo o partenza del Papa, si formano folle davanti alla porta, senza misure di sicurezza aggiuntive oltre alla scorta personale, il che aumenta il rischio di incidenti.

Il progetto per riconvertire l’antico museo in residenza è stato presentato direttamente a Papa Leone XIV, che lo ha approvato. I lavori di adeguamento inizieranno a maggio, ma non comporteranno grandi interventi strutturali. L’edificio è in ottime condizioni dopo quasi un decennio come spazio espositivo, ed è necessario solo un adeguamento generale per rendere nuovamente abitabili i locali.

Una pausa settimanale per il Pontefice

Per Leone XIV, Castel Gandolfo significa molto più di una residenza ufficiale: è il suo momento di pausa settimanale. Il Papa arriva solitamente ogni lunedì pomeriggio e torna in Vaticano il martedì, dedicando questo tempo sia all’esercizio fisico che alla vita spirituale. “Una pausa durante la settimana mi fa molto bene, mi aiuta molto”, ha confessato il Pontefice, che approfitta del luogo per praticare tennis e nuoto.

Con questo trasferimento, Leone XIV diventerà il sedicesimo Papa a trascorrere l’estate nella residenza ufficiale di Castel Gandolfo, un luogo carico di tradizione pontificia.

La parentesi di Francesco

Nel 2016, Papa Francesco aveva deciso di aprire al pubblico parti del Palazzo Apostolico che non erano mai state visitate: la camera del Papa, la sua cappella privata, l’ufficio privato, la biblioteca dove riceveva capi di Stato e personalità, la sala del concistoro e la sala del trono. A partire dal 2021, anche i giardini erano stati resi accessibili con un trenino ecologico che permetteva di percorrere le  vestigia romane, i vigneti papali, le serre, la fattoria e l’eliporto.

Questi locali, che per quasi dieci anni hanno svelato ai turisti l’intimità della vita papale, torneranno a chiudersi al mondo e accoglieranno nuovamente la vita privata e di preghiera del Successore di Pietro.

Un palazzo con secoli di storia

Il legame tra la collina di Castel Gandolfo e il papato è antico. Secondo la tradizione, Urbano VIII fu il primo Papa a trascorrervi l’estate, seguendo un’abitudine che aveva già da cardinale. I Patti Lateranensi del 1929 confermarono la proprietà papale del complesso e, nel 1934, vi fu installato l’Osservatorio Astronomico Vaticano.

Il palazzo era il rifugio preferito di Giovanni Paolo II, che lo soprannominò “Vaticano II” e fece costruire una piscina. Anche Benedetto XVI vi risiedette e si trasferì a Castel Gandolfo nel pomeriggio del 28 febbraio 2013, quando la sua rinuncia al pontificato divenne effettiva.

Due Papi sono morti tra le sue mura: Pio XII, nell’ottobre del 1958, e Paolo VI, nell’agosto del 1978.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Pio XII trasformò il palazzo e i giardini in un ospedale per profughi e feriti. La stessa camera papale fu utilizzata come sala parto: circa quaranta bambini nacquero lì, e ancora oggi sono ricordati nella regione come “i figli del Papa”.

Con informazioni da Infocatólica

 

 

 

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