San Leone IX e la sua strenua lotta contro la corruzione del clero.
Nell’ XI secolo visse un Papa che durante tutto il suo pontificato combatté strenuamente i disordini morali del clero: San Leone IX. La sua memoria si celebra il 19 aprile.

Redazione (19/04/2026 16:15, Gaudium Press) Era nato in un castello dell’Alsazia – nel nord-est della Francia – da una famiglia dell’ alta nobiltà; suo padre era cugino dell’imperatore Corrado il Salico. Si chiamava Bruno e fu educato nella scuola episcopale di Toul, in Lorena – regione confinante con l’Alsazia. Divenne sacerdote e fu responsabile della cappella del Palazzo Imperiale.
Con la morte del vescovo di Toul, Bruno fu eletto suo successore nel 1027, all’età di soli 25 anni.
Semplicità della colomba e prudenza del serpente
Era più alto della media degli uomini e il suo portamento ricordava l’eleganza e la maestosità di Carlo Magno. «Il suo aspetto imponente e affabile aveva uno splendore notevole. Il suo modo di camminare, i suoi gesti, il tono della sua voce, tutto in lui era affascinante. Alla semplicità della colomba sapeva unire, secondo la parola evangelica, la prudenza del serpente. I politici del tempo erano incantati dalla sua saggezza, i teologi dalla sua scienza, tutte le persone dalla sua ammirevole purezza.”
Alla morte di Papa Damaso II, Bruno fu scelto per succedergli, ma rifiutò categoricamente. Allora il clero, l’imperatore e tutto il popolo lo implorarono di accettare. Chiese tre giorni per rispondere e durante quel tempo praticò un digiuno rigoroso: non mangiò né bevve nulla. Infine, versando lacrime, fece una confessione pubblica davanti ai dignitari ecclesiastici, cercando in tal modo di «dimostrare» che era indegno; tuttavia le sue mancanze non erano nemmeno peccati veniali…
Incontro di tre grandi santi
Bruno decise allora di recarsi a piedi a Roma, vestito da pellegrino. Sant’Ugo di Cluny, accompagnato dall’arcidiacono romano Ildebrando – futuro papa San Gregorio VII –, andò ad accoglierlo a Besançon, situata nella Francia orientale, vicino alla Svizzera. Che scena meravigliosa: l’incontro di tre grandi santi!
Proseguendo il suo cammino, accompagnato da Ildebrando, Bruno giunse a Roma dove fu accolto trionfalmente da tutta la popolazione e divenne Papa con il nome di Leone IX.
Un vescovo dichiarò che quel nome «doveva personificare il leone della tribù di Giuda per le sue vittorie contro la simonia, lo scisma, l’empietà. Al ruggito di questo leone l’intero universo tremò, i sacrileghi si terrorizzarono, i nemici della Chiesa caddero, i loro battaglioni furono annientati».
Terminate le solennità, San Leone IX nominò Ildebrando amministratore della Chiesa romana, poiché il tesoro di San Pietro era stato fino ad allora saccheggiato…
Concilio per combattere i vizi esistenti nel clero
La situazione morale del clero era gravissima; soprattutto la simonia e i peccati contro la castità corrodevano le anime.
San Pier Damiani, abate di un monastero italiano, scrisse un’opera intitolata Libro di Gomorra e la inviò al Papa, il quale lo ringraziò con una lettera in cui diceva:
«La vostra parola, pur conservando la riservatezza di un santo pudore, colpisce come la lama della spada vendicatrice. Provo una gioia indescrivibile nel pensare che non solo combatti il vizio con i tuoi discorsi, ma insegni la santità con i tuoi esempi.
«Non dubitare della vittoria; il Figlio della Vergine Maria aggiungerà alla tua corona, come fiori gloriosi, la moltitudine delle anime strappate da te dalle insidie di Satana.»
San Leone visitò importanti diocesi dell’Occidente, promuovendo concili al fine di combattere i vizi che corrodevano molti membri del clero.
A Pavia – nel Nord Italia – condannò la simonia e l’impurità. Successivamente si recò al monastero di Cluny, dove fu accolto dall’abate Sant’Ugo e confermò per iscritto che l’Ordine di Cluny dipendeva solo dalla Santa Sede, e non dai vescovi o da qualsiasi altra autorità temporale.
Nel concilio tenutosi a Reims – nel nord-est della Francia –, Sant’Ugo intervenne con coraggio e il Papa punì diversi prelati. Ad esempio, il vescovo di Langres fu scomunicato a causa dei suoi peccati infami. In seguito ricevette la grazia del vero pentimento e si recò a Roma, dove camminò per le strade a piedi nudi, con in mano un bastone, chiedendo ai passanti di flagellarlo. Si inginocchiò davanti a San Leone e implorò il suo perdono, che gli fu concesso.
Bello, nobile e splendente Medioevo
Essendo il clero il primo ceto della società medievale, seguito dalla nobiltà e dal popolo, la corruzione degli elementi ecclesiastici fa marcire l’intero corpo sociale; e la sua purificazione lo vivifica.
Si può quindi affermare che le lotte eroiche di San Leone IX furono fattori decisivi affinché il Medioevo raggiungesse tutto il suo splendore nel XIII secolo.
Afferma il dottor Plinio Corrêa de Oliveira:
«Il Medioevo, così bello, nobile, splendente, Dio lo amò con tutto il suo amore, era il suo capolavoro. Nemmeno la cristianità del tempo dei martiri era stata così pulita come il Medioevo nel suo apogeo».
Presentendo l’arrivo della morte, San Leone IX si recò nella Basilica di San Pietro e chiese che vi fosse celebrata una Messa. Dopo la Comunione, con Ildebrando al suo fianco, consegnò la sua bella anima a Dio. Era il 19 aprile 1054. Le campane delle torri suonarono con tutta la loro intensità senza che nessuno le toccasse.
«Tra coloro che lo assistevano nell’ora della sua morte c’era Ildebrando, che era stato al tempo stesso suo ispiratore e segretario, e che in seguito sarebbe diventato suo successore con il nome di San Gregorio VII. Immaginate di avere come segretario un santo, il quale, a mio avviso, era “il Papa”, non per quanto riguarda la santità, ma piuttosto la missione e il ruolo nella storia della Chiesa.
“Quale sublimità, meraviglia e grandezza doveva avere quella scena in cui un santo ne contempla un altro esalare l’ultimo respiro, dove San Gregorio VII, ancora giovane, rimane al fianco di San Leone IX, pregando fino al momento in cui la sua anima si stacca dal corpo e sale al Cielo!”
Durante la costruzione della nuova Basilica di San Pietro, nel XVI secolo, il suo corpo fu ritrovato incorrotto.
Che San Leone IX ci aiuti a combattere contro i nemici velati o dichiarati della Chiesa, certi che presto saranno schiacciati dalla Vergine Maria.
Di Paulo Francisco Martos





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