Il Papa ha presieduto la recita del rosario presso il Santuario di Nostra Signora Mama Muxima, in Angola
Il Pontefice ha inoltre invitato coloro che lo accompagnavano a diventare «angeli-messaggeri» della carezza di Maria.
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Foto: Vatican Media
Redazione (20/04/2026 17:38, Gaudium Press) In Angola, Leone XIV ha presieduto ieri la recita del Santo Rosario nel Santuario di Mama Muxima, accompagnato da circa 20.000 pellegrini, e ha pronunciato un commovente discorso finale.
Da Mama Muxima, il Pontefice ha lanciato un chiaro messaggio all’Angola e al mondo: amare, servire e costruire la pace con il cuore di una Madre.
Di fronte a una moltitudine di fedeli, in particolare giovani, membri della Legione di Maria e pellegrini provenienti da diverse regioni del Paese, il Pontefice ha sottolineato il valore spirituale e comunitario di questa devozione mariana, ricordando che il Rosario è una preghiera semplice, antica e universale, nata nella Chiesa come un cammino di fede accessibile a tutti.
Un Rosario che spinge ad annunciare Cristo
Il Papa ha citato San Giovanni Paolo II e la sua lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, sottolineando che il Rosario custodisce «la novità delle origini» del cristianesimo e spinge i credenti a «remare in mare aperto» per proclamare Cristo come Signore e Salvatore.
Rivolgendosi ai presenti, Leone XIV ha descritto l’Angola come una «Chiesa viva e giovane», segnata dalla freschezza della fede e dalla forza dello Spirito Santo. In quell’atmosfera di fervore, il Papa ha riconosciuto che il santuario di Mama Muxima è stato per secoli un luogo in cui il popolo angolano ha trovato conforto sia nei momenti di gioia che nei periodi di dolore e sofferenza.
Mama Muxima, la Madre che ascolta tutti
Uno dei momenti più commoventi del discorso è stato quando il Pontefice ha parlato di Mama Muxima come di una Madre vicina e silenziosa che sostiene il cuore della Chiesa. Ha ricordato come innumerevoli persone vi si siano recate in lacrime, con promesse e richieste, anche attraverso lettere e messaggi inviati da lontano, confidando nell’intercessione materna della Vergine.
“Il Papa ha sottolineato che Mama Muxima accoglie tutti, ascolta tutti e prega per tutti”, riaffermando la dimensione universale della fede mariana e il ruolo di Maria come rifugio spirituale.
I misteri gloriosi: destino e missione
Nel Rosario sono stati meditati i Misteri Gloriosi, che il Santo Padre ha interpretato come una contemplazione del destino cristiano e del senso della missione evangelizzatrice. Ha sottolineato che Cristo risorto ha vinto la morte e ha mostrato la via verso il Padre, ma che ha anche donato lo Spirito Santo per rafforzare la Chiesa nel suo cammino.
Ispirato dall’esempio della Vergine, il Papa ha invitato i fedeli a camminare verso il cielo con gioia, portando la luce del Risorto a tutti i fratelli e le sorelle che si incontrano lungo il cammino.
Il “Cuore di Maria” e l’impegno sociale
Il Santo Padre ha fatto riferimento al titolo popolare con cui i fedeli chiamano il santuario: “Madre del cuore”. Ha spiegato che si tratta di un nome profondamente simbolico, che rimanda al Cuore di Maria: un cuore puro, saggio e capace di custodire gli eventi di Dio, come narra il Vangelo di San Luca.
Per Leone XIV, recitare il Rosario non è solo un atto devozionale, ma anche un impegno concreto verso l’amore e la giustizia. Ha sottolineato che la preghiera mariana spinge ad amare con cuore materno e a preoccuparsi del bene degli altri, specialmente dei più poveri.
I giovani e un grande progetto: costruire un mondo nuovo
Rivolgendosi in particolare ai giovani, Leone XIV ha sottolineato il progetto di costruzione di un nuovo santuario più ampio per accogliere i pellegrini. Tuttavia, ha trasformato quell’opera materiale in un messaggio spirituale: anche i giovani hanno un grande progetto affidato loro dalla Vergine, ed è quello di costruire un mondo migliore.

Foto: Vatican Media
Il Pontefice ha proseguito sognando ad alta voce una società senza guerre, senza ingiustizie, senza miseria né corruzione, dove i principi del Vangelo plasmino non solo i cuori, ma anche le strutture sociali e i programmi politici, sempre orientati al bene comune.
Un appello alla pace
In una delle frasi più forti del suo intervento, Papa Leone XIV ha proclamato: «È l’amore che deve trionfare, non la guerra!».
Per il Pontefice, il cuore di Maria è la via affinché l’umanità impari nuovamente la fraternità e la pace.
“Angeli-messaggeri” di vita
Il discorso si è concluso con un invito a uscire dal santuario trasformati, come “angeli-messaggeri” che portano al mondo la carezza di Maria e la benedizione di Dio. In un gesto di vicinanza culturale, il Santo Padre ha citato un inno locale a Mama Muxima, riaffermando il profondo legame spirituale tra la Vergine e il popolo angolano.
Infine, ha esortato i fedeli a offrire tutto a Maria dedicandosi al servizio dei fratelli, per ricevere per sua intercessione la benedizione del Signore e portarla a tutti.
Con informazioni da Vatican News





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