Libano: i soldati italiani sostituiscono il crocifisso distrutto
Le forze italiane dell’Unifil hanno ricollocato un crocifisso simile nel luogo originario

Redazione (23/04/2026 15:58, Gaudium Press) In seguito al deprecabile episodio della profanazione di un crocifisso da parte di un soldato israeliano , le sentite proteste da parte del Patriarcato Latino di Gerusalemme e la scuse del Ministro degli Esteri israeliano, sono intervenute le forze italiane delle Nazioni Unite a porre riparo.
I soldati italiani in Libano (UNIFIL) hanno restituito nella località di Debel il crocifisso che era stato distrutto alcuni giorni fa.
La ricollocazione dell’immagine è avvenuta in meno di 48 ore, con l’aiuto della popolazione locale a porre rimedio al danno causato dalla profanazione di uno dei simboli centrali della fede cristiana.
Il crocifisso profanato
L’incidente si era verificato nel villaggio del sud del Libano, a larga maggioranza cristiana, dove un fotografo ha ripreso e divulgato la foto di un soldato israeliano che colpiva accanitamente, con un martello, l’immagine di Cristo crocifisso. Le foto avevano fatto rapidamente il giro del web provocando un’ondata di indignazione a livello mondiale.
L’esercito israeliano aveva riconosciuto l’incidente, deprecandolo e annunciando l’apertura di un’indagine interna per accertare le responsabilità.
Una piccola immagine
Subito dopo l’episodio, l’esercito israeliano (IDF) aveva diffuso sui propri social media un comunicato nel quale si assicurava la sostituzione dell’«l’immagine danneggiata» in coordinamento con la comunità locale, pubblicando delle foto sulla nuova croce ricollocata nel luogo originario.
In realtà veniva mostrata una piccola croce appoggiata ad un albero accanto al luogo originale. Il messaggio si concludeva dicendo: «L’IDF esprime profondo rammarico per l’incidente e sta lavorando per garantire che non si ripeta in futuro».
Il crocifisso sostituito
Ma sono stati i caschi blu italiani dell’UNIFIL, che insieme alla comunità locale, hanno posizionato nel luogo originario un crocifisso simile a quello che era stato distrutto. Pertanto nel giro di 48 ore, come mostrano le immagini diffuse, un nuovo crocifisso si erge nel luogo dove era posizionato in precedenza.
Un’offesa alla fede cristiana
La distruzione del simbolo centrale della fede cristiana, tra l’altro in un luogo a larga maggioranza cristiana quale è la comunità di Debel, è stato condannato con grande forza dagli ecclesiastici in quanto profanazione e offesa.
E né le scuse ufficiali, sostengono gli ecclesiastici, possono attenuare la gravità dell’episodio, in quanto tali deprecabili azioni continuano a manifestarsi in questo conflitto, anche se nulla a che fare la fede cristiana con quanto vi sta accadendo.
Pertanto da parte delle autorità ecclesiastiche cristiane viene ribadita la necessità che si proceda con sanzioni per tali gesti ,e che si garantisca che tali esecrabili episodi non abbiano più a ripetersi.
Con informazioni da Infovaticana
In comunità come quella di Debel, dove la presenza cris




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