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Il miracoloso affresco della Madre del Buon Consiglio di Genazzano

L’affresco della Madonna del Buon Consiglio ci offre una chiara comprensione del rapporto tra Lei e il suo Divin Figlio. La stessa posa del Suo volto è stata studiata con cura affinché non nascondesse nulla del volto del Bambino, e affinché il Bambino occupasse il primo piano e Lei il secondo. La Chiesa celebra la Madonna del Buon Consiglio il 26 aprile.

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Redazione (26/04/2026 14:46, Gaudium Press) Il 25 aprile 1467, la piccola città di Genazzano celebrava la festa di San Marco. La Divina Provvidenza aveva riservato qualcosa di speciale per quel giorno. Verso le quattro del pomeriggio, le persone riunite in Piazza Santa Maria assistettero a uno spettacolo celestiale.

— Che nuvola argentata è quella, che attraversa veloce i cieli ed emette raggi splendidi? Da dove viene e dove va?

— E quelle voci angeliche? Che musica meravigliosa! Non l’avevamo mai sentita prima!

Tali erano le domande e le esclamazioni degli abitanti di Genazzano, nel vedere nei cieli una nuvola luminosa che scendeva lentamente e si posava accanto a una parete incompiuta di un’antica chiesa in via di ricostruzione. Questo tempio, dedicato da secoli alla Madonna del Buon Consiglio, era affidato alle cure dei religiosi di Sant’Agostino.

«All’improvviso» — racconta uno storico — «le campane dell’alta torre che la popolazione aveva davanti agli occhi cominciarono a suonare, sebbene tutti vedessero e sapessero che non erano suonate da mani umane.

Subito dopo, le altre campane delle chiese della città cominciarono all’unisono a far loro eco, suonando a tutto spiano. Affascinata e pervasa da sentimenti di devozione, la folla si riversò nell’area della cappella in ristrutturazione, stringendosi attorno al punto in cui la nuvola si era posata.

«A poco a poco, i raggi di luce cessarono di brillare, la nuvola cominciò a schiarirsi lentamente e un oggetto bellissimo apparve davanti ai loro occhi sorpresi. Era un’immagine della Madonna, con il Divino Bambino Gesù tra le braccia. Sembrava sorridere loro e dire: “Non temete. Io sono vostra Madre, e voi siete e continuerete ad essere i miei figli amati”».

Da dove sarebbe venuto quel miracoloso affresco? «Dal Paradiso!», dicevano alcuni senza esitare, di fronte a un miracolo di tale portata. Tuttavia, come vedremo in seguito, l’enigma non tardò a chiarirsi, grazie a due soldati albanesi giunti a Roma alla ricerca del quadro della loro amata patrona.

Nostra Signora dei Buoni Uffici

Fin dal XIII secolo, in Albania si venerava tale affresco, sotto l’invocazione di Nostra Signora dei Buoni Uffici. Di autore sconosciuto, molti ancora oggi non esitano ad affermare che sia opera di Angeli.

Nel 1467, con la morte del principe albanese Scanderbeg, non c’era più nessuno in grado di fermare le orde nemiche che devastavano l’Albania cattolica.

Si dice che, appresa la notizia della sua morte, il sultano Maometto II esclamò: «Finalmente l’Europa e l’Asia sono mie. La sventura è caduta sulla cristianità! Ha perso il suo scudo e la sua spada!».

A poco a poco, l’Albania soccombeva, e tutti coloro che desideravano rimanere fedeli alla fede si trovavano nella contingenza di scegliere tra abbandonare il paese o morire affrontando l’orda degli invasori.

In quella situazione angosciante, mentre due militari albanesi pregavano davanti alla Madonna di Scutari, l’affresco si staccò dalla parete e intraprese un viaggio miracoloso verso il Mare Adriatico. Presi da grande emozione, i due lo seguirono, dapprima sulla terraferma, poi camminando sulle acque!R172 ARP MBC afresco parte da Albania

In questo modo, senza perdere di vista la venerata immagine, giunsero nella Penisola Italica. Ma quale non fu il loro stupore quando, nelle vicinanze di Roma, non videro più la loro amata Madre…

Dove sarebbe andata? Mentre cercavano la Signora di Scutari nella Città Eterna, il miracoloso affresco si dirigeva verso Genazzano…

Promessa alla Beata Petruccia

Questa città, distante 47 km da Roma, fu scelta dalla Divina Provvidenza per fungere da scrigno alla preziosa immagine della Madre del Buon Consiglio.

Diversi anni prima dell’arrivo del santo affresco, Maria Santissima, in sogno, aveva rivelato a una vedova genazzanese, la terziaria agostiniana Petruccia da Nocera, la sua decisione di lasciare Scutari e stabilirsi in quell’angolo del Lazio.

Per questo, la figlia spirituale di Sant’Agostino intraprese il compito di ricostruire il tempio della Madonna del Buon Consiglio, ormai fatiscente e abbandonato, con l’intento di renderlo pronto ad accoglierla.

Petruccia iniziò investendo tutto il suo patrimonio nella ricostruzione della chiesa; in seguito, poiché le mancavano i mezzi, vendette i propri beni, riservandosi il minimo indispensabile per vivere.

Tuttavia, nonostante la sua generosità, era riuscita a malapena a erigere alcune pareti… Risate, scherni e sarcasmi nei confronti della “folle visionaria” che aveva sperperato inutilmente i propri beni. Lei, tuttavia, rimaneva fiduciosa nella promessa della Signora che sarebbe venuta, e affermava:

“Non preoccupatevi, miei figlioletti; prima che io muoia — era allora molto avanzata negli anni — la Beata Vergine e Sant’Agostino porteranno a termine i lavori di riparazione di questa chiesa”.

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Quale gioia provò Petruccia nell’assistere all’arrivo miracoloso dell’affresco di Maria a Genazzano, che si fermò accanto a una delle pareti della chiesa. L’affresco non si fissò alla parete, ma rimase sospeso in aria, staccato dal suolo, senza alcun sostegno posteriore.

Gesto traboccante d’amore

In pochissimo tempo, si presentarono fedeli desiderosi di aiutare a portare a termine la ricostruzione del tempio, al fine di rendere degna la dimora della Madonna del Paradiso, Signora di Genazzano o Madre del Buon Consiglio, come venne chiamata per il fatto di essersi stabilita in una chiesa di tale invocazione.

Contemplando la figura di Maria con il Bambino Gesù, vediamo che Egli, «in un gesto di intenso affetto, traboccante d’amore, avvolge con la mano destra il nobile e delicato collo di sua Madre, mentre con la sinistra tiene saldamente la parte superiore del suo abito, come a dire: “Tu sei tutta mia!”».

E la Madre, «in altissimo atto di adorazione verso il Figlio, cercando quasi di indovinare ciò che si passa nel suo intimo, considera allo stesso tempo il fedele che si inginocchia ai suoi piedi e, come Mediatrice di tutte le grazie, accoglie la sua preghiera e la presenta a Dio Nostro Signore».

Miracoli

Dal suo miracoloso arrivo in Italia, la Madonna di Genazzano non ha cessato di compiere prodigi, sia spirituali che fisici, a favore di coloro che si affidano devotamente alla sua protezione.

Innumerevoli sono i casi di storpi, paralitici e ciechi che, entrando nella cappella di Nostra Signora del Buon Consiglio, sono stati completamente guariti dai loro mali. Nei 110 giorni successivi all’arrivo della Madonna, sono stati registrati ben 161 miracoli!

Oltre a guarigioni impressionanti, si narrano casi di esorcismi, apparizioni della Madonna a coloro che, pur lontani da Genazzano, hanno pregato con fiducia la Madre del Buon Consiglio.

Liberazione di un criminale

Oltre a liberare dalle catene spirituali, la Madonna del Buon Consiglio non mancò di venire in aiuto ai condannati a morte che Le chiedevano perdono e soccorso.

Giovanni di Andrea di Sarzano, un criminale detenuto nel carcere di Siena, era stato condannato a morte. Un sacerdote tentò di convincerlo a ricevere gli ultimi Sacramenti, ma invano, poiché il condannato non riusciva a credere che sarebbe morto…

Esauriti i mezzi per indurlo alla penitenza, il sacerdote non poté fare altro che affermare: «Se la miracolosa Madonna recentemente apparsa a Genazzano non ti libererà dalla morte, domani sarai indubbiamente nell’eternità». E se ne andò contrariato dal carcere.

Poco tempo dopo, Giovanni si gettò con il volto a terra, cominciò a piangere incessantemente ed esclamò: «O Santissima Vergine, se mi concederete questa grande grazia, andrò immediatamente a prostrarmi ai vostri piedi per ringraziarvi di un miracolo così stupendo».

Detto questo, vide spezzarsi le catene dai suoi piedi e, pieno di stupore e voglia di fuggire, guardò verso una finestrella di quella prigione. Era molto in alto, ma Giovanni si avvicinò, tentò l’impresa e salì con estrema facilità, come se ci fosse una scala invisibile.

Una volta in alto, si spaventò nel vedere sotto di sé un precipizio profondissimo. Impossibile lanciarsi da lì senza finire a pezzi…

«Raccogliendo coraggio e pieno di vivissima fede per aver visto le catene spezzarsi miracolosamente e per essere salito fino a quella finestra senza sapere come, fece il segno della Croce, si raccomandò di nuovo con fervore alla Santissima Maria di Genazzano e si gettò senza indugio, ripetendo più volte mentre si lanciava e cadeva: ‘O Santa Maria di Genazzano, aiutami’.

Che prodigio degno dell’Imperatrice dei Cieli! Come se una nuvoletta celeste lo avesse portato giù, giunse a terra intatto, illeso, senza alcun danno”.

Le autorità municipali, rendendosi conto dell’accaduto e visto l’evidente intervento soprannaturale, lo liberarono. Pentito, esultante e grato, Giovanni si recò a Genazzano per incontrare la sua materna liberatrice.

L’affresco della Madre del Buon Consiglio

Il santo affresco di Nostra Signora attira l’attenzione in modo particolare su un punto: la Signora di Genazzano non consiglia solo facendo sentire interiormente i suoi messaggi alle anime, ma, moltissime volte, anche esteriormente.

È noto che l’affresco di Nostra Signora del Buon Consiglio si comporta in modi diversi con ogni fedele, a seconda di ciò che Lei desidera dire. A volte cambia colore, o mostra tratti fisionomici diversi nel corso di una “conversazione” con il suo devoto. Sorride se vuole far sentire la sua gioia, ma si presenta seria quando desidera dimostrare disapprovazione per una certa situazione. Ci sono persone che affermano di averla vista respirare! È per questo che le foto scattate in diverse occasioni presentano l’immagine con aspetto e sfumature diverse.

L’ammirazione per la Signora del Buon Consiglio crescerà ancora di più nelle nostre anime quando si viene a sapere che, da quasi 550 anni, l’affresco, dietro l’altare d’argento, si trova inspiegabilmente sospeso nell’aria, vicino alla parete della cappella, come indicano innumerevoli prove.

Ma la Madre del Buon Consiglio opera meraviglie simili a quelle dell’affresco originale nelle copie sparse nei più diversi angoli del mondo, presentando persino cambiamenti fisionomici simili. Tale è il desiderio di aiutare le anime afflitte che Maria, persino tra le rovine della sua chiesa a Scutari, compiva prodigi stupendi.

“Ricordati di Lei in tutte le difficoltà”

Sebbene la devozione all’affresco miracoloso sia più diffusa in Italia, l’invocazione si è diffusa in tutto il mondo. In tutta Europa e in varie nazioni del continente americano, tra cui il Brasile, si trovano devoti della Madre del Buon Consiglio.

La Santa Madre di Dio, chiamata dai Padri della Chiesa Consigliera Universale, è certamente a disposizione per aiutare ciascuno nella grande battaglia della vita, poiché «Lei è caritatevole, Lei è generosa, Lei aiuta, protegge, accarezza, perdona, risana, benedice, placa le tempeste, risolve l’insolubile, soccorre in ogni pericolo, difende da tutti i nemici. […] Che cosa chiede Lei per darti tanti beni? Solo una cosa: ricordati di Lei in tutte le difficoltà». Non potrebbe chiedere di meno…

Testo tratto, con adattamenti, dalla rivista Arautos do Evangelho n. 172, aprile 2016. Di P. Felipe García López Ria, EP.

 

 

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