Gaudium news > Sant’Atanasio di Alessandria, grande sostegno della Chiesa

Sant’Atanasio di Alessandria, grande sostegno della Chiesa

Di costituzione fragile, il suo corpo nascondeva la forza della sua anima, la sua saggezza, la sua grandezza. Grande protagonista nella lotta contro l’arianesimo.

San Atanasiio aspect ratio 770 400

Redazione (02/05/2026 17:00, Gaudium Press) Sant’Atanasio, uno degli uomini di Chiesa la cui statura morale raggiunse quella di un gigante.

È Padre e Dottore della Chiesa.

Nacque nell’anno 295, nella città di Alessandria, probabilmente da genitori non cristiani e di lingua greca. È documentato che ricevette una solida istruzione di base, dedicandosi anche alla filosofia. Si ritiene che si sia convertito al cristianesimo relativamente giovane, poiché è noto che all’età di 17 anni fu scelto dal vescovo Alessandro per ricoprire la carica di lettore.

Nel 318, all’età di 23 anni, viene ordinato diacono e diventa segretario episcopale. Continua i suoi studi, in particolare sulla Sacra Scrittura.

Alessandria era allora dilaniata dall’eresia ariana, che affermava che il Figlio (Nostro Signore Gesù Cristo) non esistesse prima di essere nato da Maria, negando così che Gesù Cristo, in quanto Verbo, fosse consustanziale al Padre. Negava quindi la divinità di Gesù. Sant’Atanasio si unì al suo vescovo nella lotta contro questa eresia.

A causa della diffusione del falso insegnamento, l’imperatore Costantino – temendo una imminente frattura del suo impero – convocò il Concilio di Nicea (325), per risolvere tali controversie. Fu a quell’incontro, accompagnando il suo vescovo, che si recò il diacono-segretario Atanasio. Per volontà della Provvidenza, vediamo quindi apparire sulla scena di questo concilio, in mezzo agli vescovi che avevano la precedenza nella parola, un semplice diacono che comincia a essere temuto dagli avversari della fede. San Gregorio Nazianzeno ci racconta della partecipazione di Atanasio: «A Nicea, gli ariani osservano il valoroso campione della Verità: di bassa statura, quasi fragile, ma con portamento fermo e testa alta. Quando si alza, è come se si sentisse passare attraverso di lui un’ondata di odio. La maggior parte dell’assemblea guarda con orgoglio colui che è l’interprete del proprio pensiero». Alla fine, fu approvata una formula di fede, che prese il nome di «Credo di Nicea». Ario fu esiliato…

Il suo vescovo lo indica come successore

Il 17 aprile del 328, mentre si apprestava a consegnare la propria anima a Dio, il vescovo Alessandro di Alessandria, tenendo conto delle virtù del suo segretario, lo indica come suo successore. Così avvenne, nonostante l’opposizione degli ariani e dei meleciani.

Segue allora un periodo molto turbolento: i 46 anni di episcopato di Atanasio (328-373), epoca in cui il nostro Santo poté mostrare tutto il suo zelo per la fede, in cui lottò contro Ario e i suoi seguaci, contro i meleciani scismatici, contro lo stesso imperatore Costantino e, a volte, contro certi difensori contorti e intransigenti del Simbolo di Nicea. Tutti coloro che tentarono di liberarsi di lui fallirono… la sua fermezza e intransigenza ebbero la meglio.

È documentato che questo difensore della fede fu esiliato cinque volte. Dei quarantacinque anni che durò il suo ministero episcopale, nella sede di Alessandria, Sant’Atanasio trascorse diciassette anni in esilio, a causa delle fluttuazioni politiche e degli incessanti attacchi degli eretici, i quali erano irritati dalla sua resistenza…

I suoi periodi di esilio

La prima volta che fu costretto a lasciare la sua sede fu per decreto dell’imperatore Costantino, che lo esiliò nella città di Treviri, poiché era rimasto scontento del fatto che Atanasio si fosse rifiutato di accogliere Ario nella comunione della Chiesa.

Alla morte dell’imperatore (337), sant’Atanasio riprese la sua sede episcopale, ma nel 339 un sinodo ad Antiochia, su istigazione del vescovo Eusebio di Nicomedia, lo depose nuovamente. A quel punto, non gli restò che cercare rifugio presso papa Giulio I, a Roma.

Morto il vescovo usurpatore Gregorio (343), Atanasio fa un nuovo ritorno, con l’autorizzazione dell’imperatore Costanzo. Tuttavia, un altro sinodo a Milano lo dichiara nuovamente deposto, causandone l’allontanamento insieme ai monaci del deserto egiziano, tra i quali era già conosciuto.

Il suo quarto esilio avvenne in seguito alla decisione dell’imperatore Giuliano, l’Apostata, che, ritenendo di nuocere alla Chiesa, reinsediò i vescovi destituiti (che egli giudicava cattivi). Ma, tornato alla sua sede, sant’Atanasio continua a lottare per l’unità dei cristiani, cosa che dispiace all’imperatore, il quale a sua volta desiderava vederli divisi. Egli espelle Atanasio «come perturbatore della pace e nemico degli dei».

Infine, dopo la morte di Giuliano nel 363, sant’Atanasio torna ad Alessandria. Nel frattempo, sotto il nuovo imperatore Valente, dovette nuovamente lasciare la sua sede, ritirandosi in una casa di campagna nei pressi di Alessandria, dove rimase appena quattro mesi, poiché il popolo fedele, scontento dell’atteggiamento del sovrano, minacciò una rivolta, costringendo le autorità civili a consentire il ritorno del vero vescovo di Alessandria. San Atanasio vi rimane, infine, fino alla sua santa morte nell’anno 373.

I numerosi scritti

Nonostante conducesse una vita da “pellegrino” di esilio in esilio, le vicissitudini ininterrotte non gli impedirono di essere uno scrittore prolifico. La sua produzione letteraria è ampia e abbraccia generi apologetici, storici, esegetici, omiletici ed epistolari.

La maggior parte delle sue opere è legata alla difesa del Credo di Nicea, ovvero della “consustanzialità”, cioè della divinità del Verbo.

Egli apparteneva ai grandi dottori della Cappadocia, eredi della tradizione di Origene, ed elaborò una teologia della Trinità, determinando in particolare il significato di alcune formule (persona o ipostasi, sostanza; una sostanza in tre ipostasi).

Insomma, siamo dinanzi ad una vita di luce, di lotta, di insegnamento, di combattimento in difesa della fede, una vita in cui Dio ha manifestato la sua grandezza e la sua potenza.

Si dice addirittura che, in un certo momento, egli abbia sorretto la Chiesa.

Questo è Dio, che può permettere le afflizioni della sua Sposa mistica, ma che la sosterrà sempre e comunque.

 

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate