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” Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”

Le apparizioni di Fatima ci aprono gli occhi su una realtà grave e tragica: ci mostrano le offese subite dai Cuori di Gesù e di Maria e le conseguenze catastrofiche di tale situazione per gli uomini.

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Foto: Timothy Ring

Redazione (13/05/2026 16:51, Gaudium Press) L’attuale clima di tensione e disordine che regna in tutto il mondo può essere visto come effetto dell’empietà e della corruzione morale, generando, di conseguenza, le grandi «sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo».

Stiamo subendo uno scontro di molteplici contrasti. Un’immensa oppressione grava su di noi, ed è inutile cercare di mascherare la gravità del momento presente.

Le apparizioni di Fatima ci aprono gli occhi su una realtà seria e tragica: mostrano le offese subite dai Cuori di Gesù e di Maria e le conseguenze catastrofiche di tale situazione per gli uomini. Per questo motivo, Fatima invita i fedeli a vivere in uno stato d’animo di serietà e di raccoglimento, diremmo persino di contrizione.

Ai pastorelli, la Madonna ha manifestato la sua lucidissima profezia, non solo prevedendo eventi futuri, ma, e soprattutto, mostrando al mondo l’unica via per evitare la catastrofe. A Fatima, Maria Santissima pone l’uomo moderno di fronte a un grande bivio: la conversione o la rovina dell’attuale società neopagana.

Erroneamente, tuttavia, molti pensano che ci troviamo in una sorta di vicolo cieco. Questo non è vero, poiché la Madonna ci indica la soluzione. L’alternativa da Lei presentata non è scegliere la guerra né scegliere la pace, ma ciò che la Santissima Vergine ha voluto dire a Fatima è: «Scegliete la virtù! Scegliete la fede! Credete a ciò che ho detto, emendate i vostri costumi!»

Per andare dritti al punto, analizziamo ciò che c’è di più alto nella società umana: la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, istituzione divina fondata da Nostro Signore Gesù Cristo stesso nella sua missione terrena, e depositaria di tutti i tesori celesti di cui gli uomini hanno bisogno per salvarsi.

Qual è la situazione della Chiesa ai nostri giorni? Non possiamo fare a meno di sorridere a chi ci dice ingenuamente che va bene! La situazione per la Chiesa va bene solo quando la cultura, le leggi, le istituzioni e la vita domestica sono conformi alla Legge di Dio. E questo non si sta verificando al giorno d’oggi. Nulla è più evidente.

Messaggio diffuso, ma non messo in pratica

Senza mettere qui in discussione l’ampia diffusione del messaggio della Madonna durante le apparizioni di Fatima, si deve constatare che, per la maggior parte degli uomini, purtroppo, non c’è stata una vera corrispondenza alle Sue richieste su un punto fondamentale: non si è messo in pratica il cambiamento di condotta, né l’emendamento della vita e dei costumi. L’umanità non è disposta a battersi il petto e a compiere un atto di umiltà, ammettendo i propri errori e peccati.

In questo modo, lo stato d’animo che la Madonna sperava di infondere in tutto il mondo cattolico, fatto di serietà e combattività contro i peccati del secolo per la rigenerazione del mondo, è caduto nell’oblio, a causa di una superficialità cronica, che chiude gli spiriti a tutto ciò che è sublime, elevato e nobile, come le profezie di Fatima.

Sebbene proclamato in tante parti del globo, si può dire che il messaggio trasmesso ai pastorelli sia il più dimenticato in assoluto.

È l’oblio di un fatto ben noto, lampante, ammesso da tutti e visto da migliaia di testimoni. Un oblio che non è solo una distrazione senza colpa, ma la sonnolenza, l’indifferenza e il rifiuto di chi non vuole abbandonare la comodità peccaminosa che il mondo ateo di oggi offre, per non doversi dedicare alla pratica delle virtù e dei Comandamenti.

Con ciò, un cambiamento della società verso la vera conversione diventa sempre più improbabile. E man mano che ci avviciniamo al culmine del degrado morale, diventa anche più probabile il realizzarsi delle punizioni profetizzate dalla Madonna.

Necessità di ardere nella devozione al Cuore Immacolato di Maria

A più di due decenni dall’inizio del XXI secolo, come favorire la conversione dei peccatori e affrettare al massimo l’alba benedetta del Regno di Maria? Nostra Signora ce lo indica: ardere nella devozione al suo Cuore Immacolato, nella preghiera e nella penitenza.

La Vergine di Fatima ha insistito, in modo del tutto speciale, sulla devozione al suo Cuore Immacolato. Nel corso delle apparizioni, ha fatto riferimento al suo Cuore più di sette volte. Il valore teologico – peraltro già ampiamente dimostrato – della devozione al Cuore Immacolato di Maria trova a Fatima una preziosa e significativa conferma.

Chi desidera prendere sul serio le rivelazioni di Fatima deve, di conseguenza, accrescere la propria devozione al Cuore Purissimo di Maria e considerarla come uno dei progressi più elevati e salutari nella vita di fede.

Qualcuno, tuttavia, potrebbe chiedersi: a cosa serve se solo poche persone praticano tale devozione? Il mondo si convertirà per questo? Si potrà evitare il castigo?

La risposta sta nelle parole della Madonna a Suor Lucia quando le mostrò il suo Cuore circondato di spine: «Tu, almeno, cerca di consolarmi». Dobbiamo voler essere noi questi figli consolatori di Maria Santissima!

Voce capace di suscitare la più incoraggiante fiducia

Fatte queste riflessioni, il nostro spirito si sofferma sulla considerazione delle prospettive finali del messaggio di Fatima. Per i cattolici che attendono con ardore l’intervento di Dio in questi nostri giorni così difficili e confusi, questo messaggio pone anche una condizione, poiché porta con sé un monito materno, promettendo al contempo una ricompensa, se ascoltato e messo in pratica dall’umanità. Così, «per chi ha fede, dal fondo di questo orizzonte confuso e cupo, si fa sentire una voce, capace di suscitare la più incoraggiante fiducia: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!” Quale fiducia riporre in questa voce? La risposta, che Lei stessa ci dà, sta in una sola frase: “Io vengo dal Cielo”. Ci sono, quindi, ragioni per sperare. Sperare in cosa? Nell’aiuto della Provvidenza per ogni opera compiuta con lungimiranza, rigore e metodo, per allontanare dal mondo le minacce che, come tante spade di Damocle, sono sospese sugli uomini».

Per questo, al di là dell’afflizione e delle punizioni così probabili, verso le quali ci stiamo dirigendo, abbiamo davanti a noi i primi raggi sacri dell’aurora del Regno di Maria, che sarà, senza dubbio, la vittoria del Cuore materno e regale della Santissima Vergine. Si tratta di una maestosa promessa portatrice di pace, di entusiasmo e di luce!

San Luigi Maria Grignion de Montfort incoraggia i fedeli ad attendere la venuta di questo Regno di Maria. Nel Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, il Santo francese esclama con l’ardore e la profonda fede che lo caratterizzavano: «Ah! Quando verrà questo tempo felice in cui Maria sarà stabilita Signora e Sovrana nei cuori, per sottometterli pienamente all’impero del suo grande e unico Gesù? Quando arriverà il giorno in cui le anime respireranno Maria, come il corpo respira l’aria?»

Non c’è dubbio che in questa previsione futura, ancora lontana per lo stesso San Luigi Grignion, vi sia uno stretto legame con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria annunciato da Nostra Signora a Fatima. In questi tempi felici, la Santissima Vergine stabilirà il suo impero nelle anime, nelle istituzioni, nelle nazioni e in tutto il mondo.

Gli eletti di Nostra Signora

Poiché il mondo moderno è inondato di crimini e peccati, il che significa un periodo di prova per gli autentici cattolici, è possibile che qualcuno dimentichi che la Divina Provvidenza, nella sua sollecitudine per gli uomini, susciterà nella Chiesa anime ardenti e salde nella fede, alle quali farà conoscere in qualche modo i suoi disegni e delle quali si servirà per promuovere la sua vittoria.

Chi saranno questi eletti di Nostra Signora? Secondo la nostra analisi, riteniamo che si raggrupperanno in una piccola minoranza, proveniente da ogni angolo della terra. Ciascuno, secondo la sapiente volontà di Maria Santissima, sarà ricompensato con grazie meravigliose per superare ostacoli ardui, e a volte penserà di aver fallito completamente. Ma, se confiderà fino alla fine, avrà la gioia di contemplare con i propri occhi il glorioso inizio dell’era mariana che non tarderà.

Anche San Luigi Grignion li prevede nella sua Preghiera Ardente: “È una congregazione, un’assemblea, una scelta, una selezione di predestinati che dovete fare nel mondo e dal mondo: Ego elegi vos de mundo (Gv 15, 19). È un gregge di agnelli pacifici che dovete riunire tra tanti lupi; una compagnia di colombe caste e di aquile reali tra tanti corvi; uno sciame di api laboriose tra tanti fuchi; un branco di cervi agili tra tante tartarughe; un battaglione di leoni intrepidi tra tante lepri timide. Ah! Signore: congrega nos de nationibus (Sal 105, 47). Radunaci, uniscici, affinché tutta la gloria sia resa al tuo nome santo e potente”.

Questi possono essere paragonati all’acqua che, per un desiderio della Madonna manifestato al suo Divin Figlio, viene trasformata in vino alle Nozze di Cana. Sono anime che, di per sé, non hanno altro che il valore dell’acqua. Tuttavia, avendo posato su di loro lo sguardo di Maria Santissima, Nostro Signore le trasmetterà in un vino prezioso, con le migliori grazie e favori che Egli ha lasciato per questa era mariana.

Un nuovo miracolo di Cana

Il dottor Plinio Corrêa de Oliveira riprende questo episodio biblico e fa un’interessante analogia partendo da alcuni noti particolari del fatto:

«In primo luogo, una crisi: il vino è venuto a mancare. Si è così creata una situazione di difficoltà e angoscia per il padrone di casa. Ecco che la Madonna si accorge di quanto è accaduto, interviene e chiede l’aiuto di Nostro Signore.

«Il Divin Maestro, dopo un apparente rifiuto, poiché non era ancora giunta la sua ora, esaudisce la supplica di Maria Santissima e opera lo stupendo miracolo della conversione dell’acqua in vino. La Madonna, che ottiene tutto, ottiene da Nostro Signore un miracolo per così dire prematuro.

«La scena evangelica rappresenta bene il momento attuale che l’umanità sta attraversando. Infatti, non viviamo anche noi una situazione di angoscia? Non si può dire che l’uomo di oggi sia come gli invitati a quella festa? Gli manca il vino generoso della virtù e della fede, da lui follemente sperperato, depredato e, infine, rifiutato.

«E in questa situazione di crisi, la Madonna dice al suo Divin Figlio: “Non hanno vino; non hanno il vostro Preziosissimo Sangue; non hanno le grazie nella sovrabbondanza desiderata per convertirsi e cambiare situazione”. E Nostro Signore le risponde, adirato con gli uomini: “Che cosa c’è di comune tra noi, da una parte, e loro dall’altra? La mia ora non è ancora giunta”.

“Tuttavia, proprio come alle Nozze di Cana, la Madonna disse con la sua immacolata serenità ai servi di fare tutto ciò che Nostro Signore avrebbe ordinato loro, ed Egli finì per trasformare l’acqua in vino, trasformando un liquido comune e banale in un vino meraviglioso, la migliore bevanda della festa. Lo stesso avverrà con il mondo contemporaneo, un mondo vecchio, logoro, a pezzi, dove la putrefazione delle nazioni pagane si somma alla corruzione delle nazioni neopagane. Tuttavia, grazie alle onnipotenti suppliche della Santissima Vergine, ci sarà una trasmutazione, un grand retour, un immenso ritorno delle anime pentite ai valori eterni della fede cattolica. Allora l’acqua si trasformerà in vino eccellente, il migliore della Storia, si trasformerà nel Regno di Maria”.

Certezza della vittoria di Maria!

Ogni progresso umano, come dimostrano gli eventi storici, ha come base e fondamento la fedeltà delle anime a Dio, Nostro Signore, la stretta unione con Lui, e da questa deriva, a sua volta, l’intera e splendida armonia dei rapporti tra gli uomini. Per questo motivo, il regno che verrà darà come frutto la pace che le grandi istituzioni non sono mai riuscite a raggiungere, avendo tolto Dio dal centro delle loro riflessioni. La pace! La vera pace è la pace di Cristo nel Regno di Cristo.

E non è senza motivo che San Luigi Grignion de Montfort chiede al Signore: “Ut adveniat regnum tuum, adveniat regnum Mariæ”. Poiché Lei, in quanto Madre del Re, non può che essere Regina, come si contempla nella penna del Dottore Mellifluo, nel cantare gli onori di sovrana che Ella ricevette salendo al Cielo: «Chi potrà immaginare la gloria che avvolge oggi la Regina del mondo, l’entusiasmo con cui tutte le legioni celesti escono ad accoglierla, i canti con cui la accompagnano fino al suo trono glorioso? Con quale volto così affabile, con quale sguardo così tenero e con quali abbracci così divini suo Figlio la accoglie! È esaltata al di sopra di ogni creatura, con l’onore degno di tale Madre e la gloria propria di tale Figlio”.

È con gioiosa attesa che si conclude questo articolo, nella certezza e nella fiducia nella vittoria di Colei che non può deludere, poiché Ella ha promesso: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!»

Di Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Tratto, con lievi adattamenti, da: “Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà!” San Paolo: Lumen Sapientiæ, 2017, pp. 105-132.

 

 

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