Italia: sentenza per un’adozione di una trigenitorialità
In Italia, nella città di Bari, il tribunale di Bari, con una sentenza senza riscontro nella legislazione italiana ha riconosciuto a un bambino due padri e una madre come genitori legali.

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Redazione (16/05/2026 16:33, Gaudium Press) Per la prima volta in Italia c’è stata una sentenza che ha ordinato il riconoscimento di un’adozione per un bambino che ha ufficialmente, in questo modo ,due padri e una madre.
E’ avvenuto a Bari, nel meridione italiano, dove la Corte d’Appello ha avvalorato un’adozione tedesca che rende un bambino di quattro anni figlio legale di tre adulti: il padre biologico, il «marito» di quest’ultimo —cui è legato da un’unione tra persone dello stesso sesso registrata in Germania nel 2019— e la madre biologica.
La sentenza è stata emessa il 21 gennaio 2026 e resa pubblica il 12 maggio.
Il bambino nato il 17 dicembre 2021, a Francoforte, in Germania, sarebbe il figlio di una madre biologica descritta come “amica di vecchia data” della coppia di uomini e di uno dei due uomini. Nel 2022 un tribunale di Berlino aveva dato l’assenso a che il “marito” del padre biologico adottasse il bambino ai sensi della legislazione tedesca.
Già nel 2024, la coppia aveva fatto domanda in Puglia a che fosse registrata l’adozione ottenuta in Germania, in quanto il padre biologico sarebbe un cittadino residente all’estero.
Ma tale richiesta era stata respinta in quanto configurabile una possibile maternità surrogata, vietata sia in Italia che in Germania. In seguito i giudici della Corte d’Appello di Bari, dopo l’esame dei documenti giudiziari e dei servizi sociali tedeschi, hanno emesso parere positivo con una sentenza, in quanto il riconoscimento non violava l’«ordine pubblico internazionale». L’avvocato dei ricorrenti, Pasqua Manfredi, ha definito la sentenza «una risoluzione che garantisce protezione a nuove forme di genitorialità condivisa, che non è in conflitto né con la legge italiana né con l’interesse superiore del bambino».
Potere giudiziario e potere legislativo
La sentenza però non deriva da nessuna legge approvata dal Parlamento italiano né riflette la volontà del governo della premier Giorgia Meloni. È invece il prodotto dell’interazione tra giudici d’appello, principi europei di diritto di famiglia, diritto internazionale privato e una magistratura sempre più disposta a convalidare accordi su un “nuovo” diritto di famiglia, consolidato in alcuni Paesi europei.
Ciò che dice la Chiesa
Questa sentenza fa emergere delle importanti questioni oltre che antropologiche , di natura profondamente morale.
L’insegnamento cattolico sostiene che la paternità e la maternità non sono mere funzioni sociali o emotive intercambiabili, ma realtà radicate nella natura umana, nella complementarità sessuale tra uomo e donna e nel fine procreativo del matrimonio.
Il bambino ha innatamente bisogno del padre e della madre come modelli complementari e insostituibili per il suo sviluppo emotivo e psicologico. La distruzione di questo ordine familiare — inteso come l’unione stabile di un uomo e una donna aperta alla vita — è alla radice di gravi squilibri che i figli si porteranno dietro per tutta la loro esistenza.
Con informazioni da Infocatolica




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