Gaudium news > Il Papa all’Angelus: la Trinità è comunione, relazione e incontro

Il Papa all’Angelus: la Trinità è comunione, relazione e incontro

Questa domenica coincideva la solennità della Santissima Trinità con la celebrazione della Visitazione di Maria.

cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844 2026 05 24T154258.615

Redazione (31/05/2026 14:41, Gaudium Press) All’Angelus di oggi, domenica 31 maggio 2026, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha dedicato la sua riflessione alla solennità della Santissima Trinità, invitando i fedeli a guardare al mistero di Dio non come a un concetto astratto, ma come alla sorgente viva della comunione, dell’amore e dell’incontro.

Il Santo Padre ha ricordato che, con la Pentecoste celebrata una settimana fa, si è concluso il Tempo pasquale per entrare nel Tempo ordinario. La festa della Trinità permette ora di ripensare tutto il cammino compiuto a partire dal suo centro: la vita di Dio donata all’umanità in Gesù Cristo. Questa vita, ha spiegato Leone XIV, è “una comunione dinamica, inesauribile, feconda”, nella quale anche l’uomo è coinvolto attraverso lo Spirito Santo.

Il Papa ha poi richiamato il Vangelo del giorno, tratto dal dialogo tra Gesù e Nicodemo. Nicodemo, uomo autorevole in Israele, va da Gesù di notte, spinto dal desiderio di comprendere meglio il mistero della sua persona. Cristo accoglie la sua ricerca e gli rivela che anche un adulto può rinascere, lasciandosi trasformare dalla vita di Dio. In questo incontro, la notte di Nicodemo viene illuminata dalla verità del Vangelo: Dio ha tanto amato il mondo da donare il Figlio, non per condannare, ma per salvare.

Leone XIV commenta e chiarisce come, nel mistero del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo l’uomo può sentirsi “a casa”. La Trinità non chiude Dio in una lontananza irraggiungibile, ma rivela che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione e l’incontro. Per questo, ha sottolineato il Pontefice, la vita trinitaria diventa anche un criterio per leggere il mondo: dove prevalgono divisioni, polarizzazioni e disprezzo delle diversità, si generano  solo distruzione, tristezza e aridità.

Il Santo Padre ha indicato ancora Nicodemo come esempio di apertura. Quando nel Sinedrio si levano parole di disprezzo verso Gesù, egli invita ad ascoltarlo prima di condannarlo. È il segno di un cuore toccato dallo Spirito della comunione.

Al termine dell’Angelus, Leone XIV ha ricordato la recita del Rosario per la pace, avvenuta ieri in diretta dalla Grotta di Lourdes in Vaticano  con i maggiori Santuari Mariani del mondo: “Nel mese di maggio da tutta la Chiesa si è levata una corale invocazione di pace. Specialmente attraverso la preghiera del Rosario, come una catena ininterrotta ha affidato all’intercessione della Vergine Maria i popoli martoriati dalla guerra. Possa la divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura.”

Ha quindi affidato alla Vergine Maria il desiderio che anche il nostro “sì” possa fiorire nell’amore della Santissima Trinità.

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate