Francia: nota della Conferenza Episcopale per un disegno di legge contro il segreto confessionale
Il testo afferma esplicitamente che «nessun segreto confessionale» può essere invocato per opporsi all’obbligo di denunciare gli abusi sui minori, cosa che costituisce una minaccia senza precedenti alla libertà di culto.

Foto: Josh Applegate/ Unsplash
Redazione (01/06/2026 17:05, Gaudium Press) Alla vigilia della discussione all’Assemblea Nazionale francese, prevista per oggi 1° giugno, la Conférence des Évêques de France (Conferenza Episcopale Francese) ha manifestato pubblicamente la propria «grande preoccupazione» riguardo al disegno di legge che mira a proteggere i bambini e a combattere la violenza in ambito scolastico, ma intende anche obbligare i sacerdoti a violare il segreto confessionale. I vescovi francesi mettono in guardia da una minaccia senza precedenti alla libertà di culto e all’autonomia dell’insegnamento cattolico.
Il disegno di legge, elaborato a seguito della commissione d’inchiesta parlamentare istituita dopo le rivelazioni di abusi fisici e sessuali nel collegio cattolico Notre-Dame de Bétharram (nel sud-ovest della Francia), intende rafforzare la prevenzione, l’individuazione e la lotta contro la violenza nei confronti dei minori negli istituti scolastici e prescolari. Tra le misure previste figurano la creazione di un fondo di indennizzo per le vittime, il divieto delle punizioni corporali, controlli più rigorosi e l’obbligo di denuncia dei reati.
Sebbene la Chiesa francese riconosca l’urgenza e la legittimità di tali obiettivi — e ribadisca il proprio impegno nella prevenzione degli abusi —, i vescovi criticano aspramente alcuni articoli del testo. Secondo un comunicato della CEF, alcune norme minacciano libertà costituzionali quali la libertà di coscienza, il segreto professionale, la libertà di insegnamento e la libertà di culto.
Aumento del controllo statale sull’istruzione cattolica
Oggetto di tensione sono le misure che riguardano l’istruzione privata convenzionata con lo Stato, prevalentemente cattolica in Francia. La proposta prevede controlli più ampi, che non si limiterebbero al rispetto dei programmi ufficiali, ma riguarderebbero tutti gli aspetti della vita scolastica, compresa l’identità propria e il progetto educativo confessionale. In casi estremi, il controllo amministrativo potrebbe portare alla chiusura dell’istituto.
Il nuovo articolo L. 442-1-5 del Codice dell’Istruzione consentirebbe al rappresentante dello Stato di «disporre la chiusura definitiva dell’istituto o delle classi interessate». L’articolo L. 442-1-6, a sua volta, prevede che determinate misure possano essere adottate «senza preavviso» in caso di «attacco di particolare gravità contro i valori della Repubblica».
Finora, i controlli sui centri privati convenzionati si limitavano al rispetto dei programmi di studio. Il nuovo regime si estenderebbe a tutti gli aspetti della vita scolastica, compreso il «carattere proprio» del centro, il che potrebbe influire sul modo in cui l’educazione affettiva e sessuale viene affrontata a partire dall’antropologia cristiana. A ciò si aggiunge la creazione di un «Consiglio Accademico dell’Istruzione Privata», la cui funzione dichiarata sarebbe quella di «rafforzare la capacità di direzione dello Stato» su tali istituti. Per le autorità ecclesiastiche, ciò equivarrebbe a una forma di controllo che compromette la libertà di insegnamento garantita dalla legge.
Il nodo della controversia: il segreto confessionale
Uno dei punti più delicati del disegno di legge è l’articolo che impone ai sacerdoti l’obbligo di denunciare gli abusi sui minori, anche quando ne vengono a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni ministeriali. Il testo afferma esplicitamente che «nessun segreto confessionale» può opporsi a tale obbligo.
Ora, il segreto della confessione non è un mero segreto professionale paragonabile ad altri obblighi di riservatezza. Esso deriva dal diritto divino e dalla natura stessa del Sacramento. Il Codice di Diritto Canonico afferma, senza ambiguità, che «il segreto sacramentale è inviolabile». Il canone 983 specifica che è vietato al confessore tradire il penitente «con parole o in qualsiasi altra forma e per qualsiasi motivo». Da secoli la Chiesa insegna che nessuna autorità civile può esigere da un sacerdote che riveli ciò che ha appreso sotto il sigillo della confessione. Un confessore deve accettare tutte le possibili conseguenze piuttosto che violare tale segreto. Agli occhi di molti cattolici, la disposizione esaminata dai deputati costituisce quindi una diretta messa in discussione della libertà di culto.
Infatti, per la Chiesa cattolica, il segreto sacramentale (segreto confessionale) è assoluto e inviolabile. Violarlo comporta l’automatica scomunica per il sacerdote. La dottrina cattolica non mira a proteggere i criminali, ma a preservare la fiducia del penitente e a incoraggiarlo ad assumersi personalmente la propria responsabilità dinanzi alla giustizia. La Chiesa ha rafforzato in modo significativo l’obbligo di denunciare gli abusi di cui si viene a conoscenza al di fuori del sacramento della Riconciliazione.
Equilibrio tra protezione dei minori e libertà fondamentali
La Chiesa francese non mette in discussione la necessità di proteggere i bambini; al contrario, sin dalla crisi degli abusi sessuali, ha implementato protocolli rigorosi, commissioni indipendenti e una formazione obbligatoria per il clero e i laici. Tuttavia, sostiene che la lotta contro il male non possa essere condotta a scapito dei principi costituzionali e di una libertà religiosa storicamente radicata in Francia. La Conferenza Episcopale di Francia ha rilasciato il seguente comunicato:
La proposta di legge di iniziativa parlamentare volta a prevenire e combattere la violenza in ambito scolastico, così come il disegno di legge per la protezione dell’infanzia presentato dal governo, dimostrano l’intenzione dei nostri leader di impegnare il nostro Paese in modo risoluto in queste lotte necessarie e urgenti. La Chiesa sostiene tale intenzione. Da diversi anni è essa stessa impegnata in un lavoro di ricerca della verità e mobilitata nella lotta e nella prevenzione contro la violenza sessuale.
Tuttavia, alcuni articoli del disegno di legge che sarà discusso lunedì, in seduta pubblica all’Assemblea Nazionale, mettono in discussione diverse libertà fondamentali, quali la libertà di coscienza, il segreto professionale, la libertà di insegnamento o la libertà di culto. È per questo che la Conferenza Episcopale di Francia interpella i parlamentari al riguardo ed esprime qui la sua grande preoccupazione.
Il dibattito che avrà inizio oggi all’Assemblea Nazionale si preannuncia molto acceso.
Per i vescovi francesi, le disposizioni in questione rappresentano anche una grave minaccia alla libertà di istruzione. Riunendo in un unico monito la libertà di coscienza, la libertà di culto, il segreto professionale e la libertà di insegnamento, la Conferenza Episcopale Francese chiarisce di considerare il progetto di legge come un testo che va ben oltre l’obiettivo dichiarato di proteggere i bambini.




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