Stupefacenti nell’auto di un arcivescovo ortodosso russo: trasferito in Brasile
Con un decreto del 3 giugno, il Patriarca Kirill ha nominato Hilarion alla Eparchia dell’Argentina e del Sudamerica, assegnandolo alla Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Santa Rosa, con residenza presso la Chiesa di San Giovanni Evangelista a Campina das Missões (RS).

Hilarion Alfeyev Foto: Wikipedia
Redazione (11/06/2026 15:09, Gaudium Press) Poche carriere nella Chiesa ortodossa russa contemporanea sono così significative come quella del metropolita Hilarion Alfeyev: un’ascesa così rilevante e una caduta così drammatica.
A 59 anni, il teologo, storico, compositore ed ex diplomatico ecclesiastico, un tempo considerato uno dei principali candidati alla successione del Patriarca Kirill di Mosca, sta ora vivendo uno dei momenti più delicati della sua vita. Il 3 giugno, il Patriarcato di Mosca ha annunciato il suo trasferimento in due piccole parrocchie nel sud del Brasile, nello Stato del Rio Grande do Sul, vicino ai confini con l’Argentina e l’Uruguay.
La decisione è stata ufficializzata con un decreto del Patriarca Kirill, il quale ha citato «circostanze oggettive» che rendevano impossibile la prosecuzione del ministero di Hilarion nella Repubblica Ceca, dove si trovava dalla fine del 2024. Questo trasferimento, comunque, ha coinciso con notizie riportate dalla stampa ceca secondo cui dei test peritali avrebbero confermato la presenza di cocaina in un veicolo utilizzato dal metropolita. La sostanza è stata rinvenuta durante un controllo di polizia il 24 maggio, tra Karlovy Vary e Praga. Hilarion è rimasto in stato di fermo per due giorni ed è stato rilasciato il 26 maggio senza accuse formali, ma è tuttora sotto indagine.
Il religioso nega con veemenza qualsiasi coinvolgimento con la droga. Egli afferma che la sostanza sia stata collocata nella sua auto intenzionalmente, definendo l’episodio uno stratagemma provocatorio. In dichiarazioni pubbliche, Hilarion ha lanciato un monito sulla facilità con cui materiali compromettenti possono essere introdotti in veicoli, abitazioni o bagagli, suggerendo che chiunque potrebbe essere bersaglio di simili complotti.
Una carriera di rilievo internazionale
Prima dei recenti problemi, Hilarion si era costruito una solida reputazione. Per oltre un decennio, dal 2009 al 2022, ha guidato il Dipartimento delle Relazioni Esterne della Chiesa Ortodossa Russa, agendo come una sorta di «ministro degli affari esteri» del Patriarcato di Mosca. Parla diverse lingue, è autore di libri e opere musicali, e ha intrattenuto contatti regolari con leader cristiani di varie confessioni.
Ilarion ha partecipato attivamente al dialogo ecumenico, incontrando più volte i papi Benedetto XVI e Francesco. Ha avuto un ruolo rilevante nella preparazione dello storico incontro tra Francesco e Kirill all’Avana, nel 2016 — il primo tra un Papa e un Patriarca di Mosca. A quel tempo, gli analisti lo indicavano come una delle figure più promettenti della Chiesa ortodossa russa.
La guerra in Ucraina
La situazione è iniziata a cambiare nel 2022, poco prima dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. In quell’occasione Hilarion dichiarò pubblicamente che la guerra non avrebbe risolto i problemi politici e mise in guardia dall’incalcolabile sofferenza che un conflitto armato avrebbe causato. Poco tempo dopo, fu allontanato dalla potente posizione che ricopriva e inviato in Ungheria.
In assenza di una spiegazione ufficiale da parte del Patriarcato, molti interpretarono la mossa come una conseguenza della sua posizione meno allineata rispetto al forte sostegno che Kirill dava alla campagna militare russa. In Ungheria sorsero nuovi problemi. Nel 2024, un ex collaboratore lo accusò pubblicamente di condotta inappropriata e di presunti legami con i servizi segreti russi. Hilarion respinse le accuse, classificandole come un tentativo di estorsione. Il caso si trasformò in una controversia giudiziaria che coinvolgeva accuse di beni rubati, quali orologi di lusso e circa 90.000 euro in contanti. Le autorità ungheresi indagarono su alcuni aspetti dell’episodio, il che finì per danneggiare ulteriormente l’immagine del metropolita.
A seguito di un’indagine interna della Chiesa, fu allontanato dall’Ungheria e inviato nella Repubblica Ceca, nel tentativo di trovare un ambiente meno esposto. Quello che avrebbe dovuto essere un periodo più tranquillo si era trasformato in un nuovo scandalo pubblico.
Trasferimento in Brasile
Il decreto del Patriarca Kirill, del 3 giugno, ha nominato Hilarion per l’Eparchia dell’Argentina e del Sudamerica, assegnandolo alla Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, a Santa Rosa, con residenza nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, a Campina das Missões, nel Rio Grande do Sul.
L’arrivo in Brasile rappresenta un significativo allontanamento dal centro di potere e influenza che Hilarion ha occupato per anni. Il percorso di Hilarion illustra come una figura di risonanza globale possa vedere la propria influenza drasticamente ridotta nel giro di pochi anni. Finché le indagini ceche non giungeranno a una conclusione definitiva, i dubbi che circondano il metropolita continueranno ad accompagnare il suo ministero — ora esercitato lontano dai riflettori internazionali, nelle parrocchie dell’entroterra del Rio Grande do Sul.
Resta da vedere se questa sarà una fase di ritiro temporaneo o il capitolo finale di una carriera un tempo promettente.
Con informazioni fornite da Zenit





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