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Il Sacro Cuore di Gesù che tanto ama l’uomo

Le apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque non costituirono l’origine di tale devozione.

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Redazione (12/06/2026 15:53, Gaudium Press)Le apparizioni a Santa Margherita Maria non costituirono l’origine di tale devozione. Essa esisteva già dagli albori della storia della Chiesa. Prima del messaggio di Paray-le-Monial, grandi santi e rinomati teologi si erano già distinti nella pratica e nella diffusione di questo culto così prezioso. Tra i tanti, potremmo citare Santa Gertrude, San Bonaventura, Santa Matilde, San Bernardo, San Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, Tommaso da Kempis, San Francesco di Sales e, in modo particolare, San Giovanni Eudes, che univa sempre le devozioni al Cuore di Gesù e al Cuore di Maria. Fu lui il primo a ottenere, nel 1672, lo splendore di un culto liturgico al Sacro Cuore, con un proprio officio e una propria Messa, celebrati nelle diocesi in cui erano consentiti dai rispettivi vescovi.

Tuttavia, fu nella benedetta atmosfera di Paray-le-Monial che si compirono i prodigi e gli eventi fondamentali affinché tale devozione si consolidasse, assumesse i suoi aspetti definitivi e si diffondesse nella Chiesa universale.

Per un vigoroso impulso iniziale, così come per portare avanti la missione affidatale dal Divino Maestro, Santa Margherita Maria trovò grande sostegno in San Claudio de la Colombière – suo confessore e uomo di straordinarie virtù – nonché nell’Ordine dei Gesuiti a cui questi apparteneva. Da allora, i figli di Sant’Ignazio divennero instancabili araldi di tale devozione.

Il culto del Sacro Cuore, così promosso, iniziò a diffondersi rapidamente, protetto e favorito dai Sommi Pontefici con importanti indulgenze. Nel 1856, Papa Pio IX estese a tutta la Chiesa la festa del Sacro Cuore di Gesù, fissata per il primo venerdì dopo l’ottava di Corpus Domini, data in cui viene celebrata ancora oggi.

All’inizio degli anni Venti del Novecento ebbero luogo le apparizioni del Sacro Cuore a suor Josefa Menéndez, religiosa coadiutrice della Société du Sacré-Cœur de Jésus, note come la «chiamata all’Amore». In quel messaggio – i cui punti salienti abbiamo trascritto all’inizio di questo lavoro – Nostro Signore non fa altro che far riscoprire agli uomini, con ancora maggiore sollecitudine, l’insondabile tesoro di clemenza e misericordia che Egli ci ha riservato.

Per quanto riguarda la portata e i frutti di tale devozione, su questo si è già espressa Santa Margherita Maria: «Non c’è», disse ella, «via più breve né più sicura verso la perfezione che consacrarsi al Divino Cuore, rendendogli tutti gli omaggi di amore, onore e lode di cui siamo capaci. Credo che, nella vita spirituale, non esista devozione più adatta a condurre in breve tempo un’anima alla santità e a farle sperimentare la vera felicità al servizio del Cuore di Gesù».

Attraverso questa devozione si instaura il rapporto più intimo e prezioso che possiamo avere con Gesù, comprendendo a quali estremi siamo chiamati da Lui e, di conseguenza, quanto Gli dobbiamo in amore, gratitudine, riparazione e fedeltà ai Suoi disegni superiori. Pertanto, «tutti dobbiamo attingere dal Cuore divino, che è fonte di vita e di santità. Non esiste nell’universo creato altro luogo da cui possa sgorgare la santificazione per la vita umana, se non questo Cuore che tanto ci ha amati» (Giovanni Paolo II, Idem, agosto 1986).

Tale devozione ha una portata altrettanto straordinaria per l’umanità intera, producendo frutti non meno preziosi. Essa offre un rimedio efficace ai mali che affliggono il mondo contemporaneo. In effetti, è la devozione della bontà e della misericordia. Essa ricorda agli uomini – così avidi di affetto e tuttavia così pieni di egoismo – che un amore incomparabile ha fatto discendere dal cielo il Verbo di Dio; che questo amore è stato il suo nutrimento sulla terra e lo ha accompagnato fino all’eternità, dove non gli concede un solo istante di riposo, sempre rivolto verso di noi.

La devozione al Sacro Cuore, sintesi della vita di Cristo

L’agonia nell’orto, la croce, la Santa Eucaristia, miracoli di amore divino dimenticati dagli uomini, tornano alla loro memoria attraverso la devozione al Sacro Cuore. Questa li induce a credere che esista qualcuno che li ama appassionatamente e infinitamente.

Oltre a ciò, «nel Cuore di Cristo, pieno d’amore per il Padre e per gli uomini suoi fratelli, ha avuto luogo la perfetta riconciliazione tra il cielo e la terra. Chiunque desideri sperimentare la dolcezza di tale riconciliazione, deve accettare l’invito del Signore e rivolgersi a Lui. Nel suo Cuore troverà pace e riposo; lì il suo dubbio si trasformerà in certezza, l’ansia in quiete, la tristezza in gioia, il turbamento in serenità. Lì troverà sollievo al dolore, forza per superare la paura, generosità per non cedere al disonore e riprendere il cammino della speranza» (Giovanni Paolo II, Idem, settembre 1989).

Nulla è quindi più adatto a risollevare gli animi abbattuti dalla tiepidezza e dallo scoraggiamento, che la visione di un Dio che nasconde la sua onnipotenza, affinché risplenda e trionfi solo la misericordia del suo Cuore. Nulla è più adatto a salvare gli uomini dalle vie dell’incredulità, dell’irreligiosità e dell’indifferenza morale – cause principali dell’immensa crisi moderna – che prestare orecchio al messaggio intriso di fede, perdono e clemenza inesauribili che il Sacro Cuore si è degnato di portare loro dall’eternità.

E come non riporre in Lui una fiducia senza limiti, pensando che quel Cuore, che si è mostrato a noi così compassionevole e indulgente, è il Signore del mondo e il Giudice supremo degli avvenimenti, e che nulla ci accade senza che sia stato da Lui ordinato e permesso in vista della nostra santificazione e felicità?

Questa è la devozione al Sacro Cuore correttamente intesa. Non è una pratica di culto come le altre, ma il pieno sviluppo della pietà cristiana. È nel Sacro Cuore che l’amore divino si è rivelato in tutto il suo splendore; ed è in relazione a Lui che la carità umana si riveste di tutta la sua pienezza.

In definitiva, attraverso la vera conoscenza e il culto del Sacro Cuore, l’umanità si avvicina a Dio; e attraverso di Lui, su intercessione della Santissima Maria, le benedizioni del cielo si riversano in abbondanza sulla terra. Sappiamo dunque corrispondere a questa meravigliosa profusione di grazie, affinché, rivelandosi nuovamente al mondo, Gesù possa mostrarsi colmo di gioia divina, affermando:

«Ecco il Cuore che tanto ha amato gli uomini e che da loro è stato così profondamente amato!»

(Tratto da «Sacro Cuore di Gesù, Tesoro di Bontà e di Amore», Mons. João Clá Dias, EP)

 

 

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