Angelus: con l’annuncio del Vangelo il male crolla, come la notte che cede all’aurora
Oggi l’Angelus dalla finestra del palazzo Apostolico, dopo il viaggio in Spagna
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Foto: Vatican Media
Redazione (14/06/2026 16:28, Gaudium Press) Oggi, domenica 14 giugno, Papa Leone ha ripreso la recita dell’Angelus, dalla finestra del suo studio nel palazzo apostolico, dopo l’importante viaggio apostolico in Spagna.
Lo sguardo di Gesù
Dal Vangelo di Matteo, cap. 9 , porta la sua riflessione sullo sguardo di Gesù sulla folla che lo segue: “è un racconto che testimonia l’attenzione della sua vista, oltre a dirci che cosa il Signore osserva. Leggiamo, infatti, che Cristo «vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite»”. Nostro Signore, -sottolinea il Santo Padre- fattosi nostro fratello “guarda la gente, guarda l’umanità: vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza”.
Ma cosa vede oggi in noi Cristo? “ il vuoto del consumismo- risponde Leone – vede “volti ridotti a maschere ,famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama. Ama e soffre per noi, con noi: la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione”.
Gli operai per la sua messe
Ed ecco che Cristo manda operai per la sua messe, per i suoi campi, e questi operai, i Ministri del Signore, hanno la missione di “Osare il conforto di Dio a chi soffre: portare carità dove c’è miseria, speranza dove c’è afflizione, fede dove c’è sfiducia”.
Infatti il Vangelo riporta i nomi dei primi dodici “operai” che ebbero il compito di annunciare la Buona Novella, il Vangelo che “quando viene annunciato e praticato, il male crolla come una malattia che finisce, come una notte che cede all’aurora, come la morte vinta dal Risorto”.
Lo sguardo pieno di amore di Gesù “dà vita a un popolo nuovo, la Chiesa, chiamato a continuare la missione degli apostoli” :dare gratuitamente come gratuitamente si è ricevuto. Del tutto gratuito, il dono di Gesù ha un valore che “eccede ogni misura: è impossibile meritarla o ‘comprarla’”.” Il compito di evangelizzare nasce dal dono di Dio che in Cristo diventa perdono per il mondo, servizio a chi è più piccolo e povero, impegno per la giustizia”.
Il ricordo del viaggio in Spagna
Alla fine dell’Angelus il Pontefice si sofferma sulla recente visita in Spagna: “Esprimo anzitutto la mia gratitudine al Signore per il viaggio apostolico che mi ha concesso di compiere in Spagna. Ringrazio il popolo spagnolo che mi ha accolto con grande entusiasmo e devozione. Sono grato in modo speciale a Sua Maestà il Re. Ringrazio con affetto i Vescovi, tutte le comunità che ho visitato e l’intera Chiesa che è in Spagna”.
I nuovi beati
Poi il ricordo di alcuni nuovi beati: ” I sacerdoti diocesani Venceslao Drobla e Giovanni Bulla della Moravia. E Giovanni Schwerz e otto compagni, s acerdoti salesiani polacchi. Tutti sono stati beatificati come martiri, perché vittime delle persecuzioni, dei regimi totalitari, a motivo della loro fedeltà a Cristo”. E aggiunge che “ieri inoltre nel Mato Grosso in Brasile è stato beatificato Nazareno Lanciotti, sacerdote romano missionario”.
Il pensiero alle Filippine
Un ultimo pensiero alle Filippine ” colpite alcuni giorni fa da un forte terremoto. Prego per i defunti ei loro familiari, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità”.





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