Mobilitazione della Chiesa caraibica per inviare ostie a Cuba, in seguito al crollo della produzione
La mancanza di farina e i continui blackout impediscono alle Carmelitane Scalze di confezionare le ostie a Cuba. Porto Rico e Panama rispondono inviando oltre 335.000 ostie affinché la celebrazione eucaristica non si interrompa.

Redazione (18/06/2026 15:25, Gaudium Press) A volte diamo tutto per scontato. La carenza di farina e i continui blackout a Cuba hanno paralizzato la produzione di ostie sull’isola, costringendo la Chiesa cubana a razionare le ostie consacrate e a chiedere aiuto alle diocesi dei Caraibi. La risposta è arrivata da Panama e da Porto Rico, che hanno inviato insieme più di 335.000 ostie per garantire la celebrazione dell’Eucaristia nelle parrocchie cubane.
Le Madri Carmelitane Scalze, incaricate di produrre le ostie per tutta Cuba, hanno segnalato che le continue interruzioni di corrente, che in molte zone si riducono a appena due ore di fornitura, rendono impossibile mantenere il ritmo di produzione. «Le suore carmelitane producono le ostie per tutta Cuba. Hanno bisogno di tempo e devono azionare i macchinari, la piastra necessaria a tale scopo (…) due ore di corrente sono davvero troppo poche. Ciò comporta quindi una riduzione della produzione», ha spiegato all’agenzia AFP il sacerdote domenicano George Payano, distaccato sull’isola.
Porto Rico: 300.000 ostie e un gesto di comunione
La richiesta dei vescovi cubani ha coinciso con le celebrazioni della Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il che ha reso la necessità particolarmente urgente. Monsignor Roberto González Nieves, arcivescovo di San Juan di Porto Rico, ha invitato le comunità parrocchiali della sua giurisdizione a uno sforzo di solidarietà.
La risposta ha permesso di raccogliere circa 300.000 ostie, grazie alla generosità di sacerdoti, parrocchie e delle Suore Domenicane di clausura del Monastero Madre de Dios, a Manatí. Secondo quanto riferito dall’arcidiocesi di San Juan, le ostie hanno già iniziato a pervenire a Cuba, dove vengono consegnate personalmente al cardinale Juan de la Caridad García Rodríguez, arcivescovo dell’Avana.
La Chiesa portoricana ha ispirato l’iniziativa agli insegnamenti di Papa Leone XIV, il quale ha ricordato che l’Eucaristia è «fonte di comunione, scuola di carità e nutrimento per la speranza del Popolo di Dio». In questa ottica, l’arcidiocesi ha esortato i fedeli ad accompagnare con la preghiera il popolo cubano, i suoi vescovi, i sacerdoti e le comunità, chiedendo per loro «forza, consolazione e speranza».
Anche Panama risponde
Parallelamente, l’Arcidiocesi di Panama ha comunicato l’invio di 35.000 ostie, preparate dalle Suore del Monastero della Visitazione di Panama e trasportate grazie al sostegno di COPA Airlines, la compagnia aerea di bandiera panamense. L’arcidiocesi ha definito l’invio «un segno di comunione, speranza e unità tra Chiese sorelle» e ha ricordato che la fede «unisce al di là di ogni distanza».
Una crisi che va oltre le ostie
L’impossibilità di produrre ostie è un ulteriore sintomo del collasso che sta attraversando Cuba. La carenza di carburante ha iniziato a colpire anche i canali di assistenza umanitaria che ancora operano nel Paese. Secondo quanto riportato dal Diario de Cuba, l’arcivescovo di Miami, monsignor Thomas Wenski, ha affermato che la distribuzione degli aiuti inviati dagli Stati Uniti è diventata sempre più difficile a causa della mancanza di mezzi di trasporto sull’isola. Una recente spedizione di generi alimentari destinata a Cáritas Cuba ha dovuto essere distribuita con mezzi rudimentali, data l’impossibilità di utilizzare veicoli.
Il presidente della Conferenza Episcopale Cattolica di Cuba e vescovo di Santa Clara, monsignor Arturo González Amador, ha affermato a maggio che l’isola sta attraversando «il momento più difficile e più triste della storia del mio popolo di cui io sia a conoscenza».
Con informazioni fornite da Infocatólica





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