Papa Leone ha presieduto alle esequie del card. Camillo Ruini a San Pietro
Nella sua omelia, il Pontefice ha sottolineato la saggezza dell’ex presidente della CEI, il suo profondo legame con la preghiera e la sua significativa vicinanza con grandi santi contemporanei.

Redazione (19/06/2026 17:44, Gaudium Press) Papa Leone XIV ha presieduto ieri 18 giugno, la Santa Messa funebre del cardinale Camillo Ruini, presidente emerito della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), scomparso martedì scorso, 16 giugno, all’età di 95 anni. La cerimonia liturgica è stata celebrata sull’altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, in Vaticano. Nella sua omelia, il Santo Padre ha descritto il cardinale come un «pastore saggio e attento», capace di servire la Chiesa «sia nei compiti più umili sia in quelli che comportano maggiore responsabilità».
Il Santo Padre ha detto che il cardinale Ruini è stato una guida per il Popolo di Dio e per i suoi confratelli nell’episcopato, capace di orientare «nei momenti importanti e delicati, affrontando molteplici sfide con entusiasmo, discernimento e coraggio».
Il Pontefice, ricordando con gratitudine i progetti, le intuizioni e le iniziative intraprese dal cardinale nel corso dei suoi lunghi anni di servizio alla Chiesa, ha voluto sottolineare la sua dedizione nel promuovere il contributo del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana. A ciò ha corrisposto un grande impegno nel Sinodo diocesano e nella sua attuazione a Roma, dove ha rappresentato una presenza attiva e aperta al dialogo ai vari livelli della vita della Chiesa, nonché nel mondo laico e nella società.

Fede alimentata dalla preghiera quotidiana
Leone XIV ha sottolineato che le numerose vicissitudini attraverso le quali l’ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha accompagnato i fedeli e le comunità a lui affidate durante il suo lungo servizio, testimoniano la risposta di fede ferma e immediata del Cardinale al dono della carità inestinguibile del Signore. Una fedeltà alimentata da un rapporto costante e quotidiano con Dio.
Infatti- ha aggiunto il Santo Padre- che una delle risorse che più lo hanno accompagnato nel corso della sua lunga vita, fin dall’infanzia, è stata la preghiera semplice, sincera e spontanea nei suoi anni più giovani, maturata col tempo anche nella fragilità e nella malattia.
Un altro punto sollevato è stato il fatto che il Cardinale recentemente scomparso abbia avuto l’opportunità di lavorare con alcuni grandi santi dei tempi recenti, come San Paolo VI e San Giovanni Paolo II, e da questi, ha aggiunto, il Cardinale ha saputo trarre grande ispirazione dall’esempio di unità di vita di quest’ultimo e che le caratteristiche dell’uno si ritrovano nell’altro.
Infine, tutte le esemplari qualità personali di Ruini si ritrovano nel motto che egli stesso scelse per il proprio episcopato: «La verità vi renderà liberi». «Siamo stati creati per la verità e la bontà, e solo in esse troviamo unità, pace e pienezza, sia nella vita terrena che nell’eternità», ha concluso.

Riti di commiato e preghiera per la pace eterna
Infine, il Santo Padre ha ringraziato le persone che hanno accompagnato, assistito e sostenuto il cardinale Ruini durante gli anni del suo ministero ecclesiastico, nonché nella sua vecchiaia e nella sua malattia.
Inoltre, ha pregato affinché Dio conceda al cardinale defunto la ricompensa della pace eterna, chiedendo che egli «sia unito a Colui che ha amato e che ha seguito al servizio della Chiesa» e che la Diocesi di Roma «ne conservi il ricordo».
Al termine della liturgia, Leone XIV ha recitato una preghiera in latino, ha asperso la bara con l’acqua santa e l’ha incensata con il turibolo. Successivamente, è uscito in processione insieme ai vescovi e ai cardinali concelebranti. (EPC)




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