Italia: un tribunale italiano condanna un uomo per diffamazione contro due sacerdoti
Il Tribunale ha stabilito, per ciascuno di loro, un risarcimento di 50.000 euro, oltre al pagamento delle spese processuali a carico dell’accusatore

Seminario di Treviso, Italia. Foto: Diocesi di Treviso.
Redazione (20/06/2026 16:19, Gaudium Press) I sacerdoti della città italiana di Treviso, Paolo Carnio e Livio Buso, avranno diritto a un risarcimento per la diffamazione subita: così stabilisce la sentenza n. 724/2026, emessa dal Tribunale di Padova – Sezione Civile II –, che ha accolto la causa intentata dai due sacerdoti contro Gianbruno Cecchin, 55 anni.
Cecchin li aveva accusati di abusi sessuali durante l’anno in cui frequentava, quando aveva tra i 19 e i 20 anni, il Seminario Vescovile di Treviso, nella Comunità Vocazionale, dove entrambi prestavano servizio come docenti.
I sacerdoti, rappresentati e difesi da Stefano Zoccarato, avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Treviso, hanno intentato la causa civile due anni fa. Il Tribunale, nella sentenza del 27 aprile, ha dichiarato infondate le accuse e ha stabilito, per ciascuno di loro, un risarcimento di 50.000 euro, oltre al pagamento delle spese processuali a carico dell’accusatore.
Sono trascorsi sei anni da quei giorni così difficili e dolorosi per i due sacerdoti, per il Seminario, per il Vescovo e per l’intera diocesi di Treviso, giorni in cui l’accusa venne formulata e immediatamente ripresa dai media locali e nazionali, con interviste, video e apparizioni televisive.
«Da parte nostra», sottolinea il Vicario Generale, mons. Mauro Motterlini, «abbiamo respinto immediatamente tutte le accuse mosse contro due confratelli, due sacerdoti ben preparati e stimati. Ricordo la firma unanime e spontanea di una lettera — ‘Questa è la nostra storia al Seminario’ — sottoscritta da innumerevoli sacerdoti e laici che hanno frequentato un centro di formazione di qualità, rispettoso dei giovani e dei loro percorsi di vita e di fede. Un luogo che ancora oggi, grazie all’impegno dei suoi educatori, direttori spirituali e insegnanti, gode della fiducia di molte famiglie e di molti giovani alla ricerca della propria vocazione».
Riabilitazione pubblica dell’onore dei due sacerdoti
Oggi, finalmente, una parola di verità e giustizia, un’“restituzione” pubblica dell’onore ai due sacerdoti falsamente accusati, una luce che dissipa ogni ombra. Infatti, oltre a riconoscere la diffamazione, il Tribunale ha confermato l’inaffidabilità dell’accusatore, citando alcune qualifiche accademiche e attività didattiche che egli si era attribuito, ma che l’Università in questione ha smentito.
È importante ricordare che la Diocesi di Treviso ha preso sul serio il tema degli abusi, spinta anche dall’impegno dei pontefici, da Benedetto XVI a Francesco, passando per Leone XIV, e in linea con le raccomandazioni della Conferenza Episcopale Italiana: su indicazione del vescovo Michele Tomasi, il 2 dicembre 2021 è stato istituito il «Servizio per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili».
Tale servizio comprende un centro di ascolto e un programma nazionale di sensibilizzazione e formazione, finalizzato a costruire comunità sempre più accoglienti e generatrici di vita, in grado di aiutare ogni persona a realizzarsi pienamente, a partire dai più giovani.
Con informazioni fornite dalla Diocesi di Treviso.




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