San Pietro e san Paolo, le due colonne della Chiesa
L’uno, un umile pescatore; l’altro, un crudele persecutore. E da quelle pietre, Dio fece di loro illustri figli di Abramo.

Redazione (29/06/2026 17:07, Gaudium Press) Oggi si celebra la solennità degli Apostoli Pietro e Paolo, colonne della Chiesa.
San Pietro, il galileo, fratello di Andrea, pescatore di pesci e poi di uomini; prima Simone, poi Cefa, che significa roccia, pietra, la pietra su cui sarebbe sorta la Chiesa, quella che le schiere infernali non avrebbero distrutto. L’uomo dalla fede ardente, che riconobbe presto che il Signore era l’unica via, anche se non sempre lo comprendeva.
San Pietro fu presuntuoso, e per la sua presunzione traditore, rinnegò tre volte il Signore prima che il gallo cantasse. Ma fu colui che pianse per il proprio tradimento, Pietro il penitente, che secondo la tradizione versò lacrime per tutta la vita, e il cui ricordo del tradimento gli servì da allora in poi per non confidare più nelle proprie forze, ma nell’aiuto di Dio e della sua beata Madre. Un pentimento che, come diceva il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, fu sereno, filiale, fiducioso, ma lucido, virile e profondo, con il ricordo del proprio peccato sempre presente nello spirito, un pentimento che lo condusse in cielo.
E San Paolo, l’orgoglioso fariseo di Tarso, il discepolo di Gamaliele, il persecutore dei cristiani, complice nell’uccisione di Santo Stefano. Quando, sulla strada di Damasco, fu abbattuto da Gesù, la sua mente acuta, illuminata dalla grazia, riconobbe immediatamente il Signore, si affidò a Lui e si trasformò in quel colosso che, con il proprio impegno e il proprio sangue, diffuse il seme del cristianesimo tra i popoli gentili che, senza saperlo, invocavano quella rugiada salvifica.
Uomo ardente, in cui Cristo giunse a vivere pienamente, che affrontò le distanze, il potere dei demoni, le pietre, i giudei recalcitranti delle sinagoghe, e che persino nel suo zelo si confrontò con umiltà e determinazione ad Antiochia con un Pietro diventato Papa, occasione in cui l’uno diede prova di zelo e l’altro di grandissima umiltà.
Paolo, non più di Tarso ma di Cristo, che affrontò i filosofi di Atene, la corruzione di Corinto, i disordini di Efeso, il tribunale ebraico che voleva ucciderlo a Gerusalemme e che egli sconcertò con la sua astuzia. Che portò la fede in Macedonia, a Roma, in quasi tutto il mondo. Il grande San Paolo.
Forse il martirio dei due grandi apostoli avvenne nello stesso periodo.
Ma se entrambi furono dei colossi, è perché Cristo viveva in loro, su supplica e per intercessione della Santissima Maria, Mediatrice di tutte le grazie. Preghiamo Lei per la glorificazione di questi apostoli; preghiamo Lei affinché glorifichi la Chiesa di cui essi sono colonne, e chiediamo alla Santissima Maria che, in questi giorni turbolenti, la Chiesa risorga come una tenera bambina, con tutto il suo potere salvifico, per mano di nuovi apostoli, nutriti dal suo seno e accuditi nel suo grembo, affinché ripetano ai nostri giorni l’opera illustre delle colonne della Chiesa, i grandi San Pietro e San Paolo.





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