Nicaragua: Ortega fa arrestare un vescovo di 80 anni
Alla notizia dell’arresto di mons. Mata è intervenuto mons. Silvio Báez, vescovo ausiliare di Managua in esilio.

Mons. Mata
Redazione (01/07/2026 12:38, Gaudium Press) Mons. Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, che ha appena compiuto 80 anni, è stato trattenuto per diverse ore, lunedì 29 giugno, dalla polizia della dittatura nicaraguense, un giorno dopo aver celebrato una Messa durante la quale aveva chiesto di pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese.
Intorno a mezzogiorno, il prelato è stato condotto dalla clinica in cui si trovava al Centro di Indagini del Complesso di Polizia Evaristo Vásquez Sánchez, sede della Direzione di Assistenza Giudiziaria (DAJ), noto come «el Nuevo Chipote», sotto scorta della polizia, secondo quanto riferito dal giornalista Arnulfo Peralta Solís, nicaraguense residente negli Stati Uniti.
Peralta ha inoltre riferito che quello stesso lunedì il vescovo Mata è tornato a casa sua nella località di Tisma, nel dipartimento di Masaya.
Secondo il quotidiano La Prensa, l’arresto di mons. Mata è avvenuto dopo una Messa da lui presieduta domenica 28 nella chiesa della Cruz del Calvario, dove il vescovo «ha chiesto preghiere per la Chiesa perseguitata, ha pregato per i sacerdoti in esilio, tra cui monsignor Rolando Álvarez e padre Frutos Constantino Valle Salmerón». Mons. Álvarez, oggi a Roma, è stato detenuto nelle carceri del regime di Ortega per oltre un anno, diventando uno dei simboli più importanti di una Chiesa che da anni subisce la persecuzione sandinista.
Secondo quanto riportato da La Prensa, al vescovo Mata sarebbe stato vietato recarsi a Estelí e celebrare lì la Messa. Il quotidiano nicaraguense Mosaico CSI ha precisato che il prelato si trovava in una clinica di Estelí per un controllo, poiché è portatore di un pacemaker.
Padre Frutos Valle è un anziano sacerdote di oltre 80 anni che ricopre la carica di amministratore ad omnia di Estelí e che si trova nel seminario di Nostra Signora di Fatima, con il divieto di uscire dal complesso per ordine delle autorità civili.
«Il vescovo emerito monsignor Juan Abelardo Mata, ottantenne, è stato un vescovo vicino al popolo e che ha parlato con sincerità, comportamenti che la dittatura sandinista non tollera», ha dichiarato il 30 giugno la ricercatrice Martha Patricia Molina in un’intervista ad ACI Prensa.
La Molina ha inoltre affermato che «in Nicaragua chiunque osi esprimere un’opinione, per quanto ovvia possa sembrare, finisce per offendere la dittatura ed è per questo che i prelati vengono tenuti sotto sorveglianza».
«Sono costantemente minacciati di essere arrestati o esiliati e, sebbene non tutti i casi siano di dominio pubblico, diversi sacerdoti stanno subendo lo stesso accanimento, ma non lo denunciano pubblicamente perché la dittatura reagisce in modo ancora più duro quando lo fanno», ha concluso la Molina.
Nell’aprile di quest’anno, un sacerdote in Nicaragua — che ha chiesto di rimanere anonimo per motivi di sicurezza — ha concesso un’intervista ad ACI Prensa per denunciare l’assedio di cui è vittima quotidianamente.
Ogni domenica, la polizia si presenta per fotografarlo. Deve segnalare ogni uscita dalla sua parrocchia, ogni celebrazione, ogni spostamento al di fuori del suo territorio. Se nell’omelia affronta un problema sociale, rischia una delle due cose: il carcere o l’esilio.
Il vescovo Báez ha condannato l’aggressione contro mons. Mata:«Sono profondamente indignato e condanno in modo assoluto l’aggressione commessa dalla polizia del regime contro il mio confratello mons. Juan Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí», ha scritto sul proprio account X mons. Silvio Báez, vescovo ausiliare di Managua, in esilio a Miami, in Florida (Stati Uniti).
«Queste azioni vili non fanno che dimostrare la debolezza e l’irrazionalità di una dittatura criminale», ha affermato il prelato lo scorso 30 giugno.
Con informazioni fornite da Aciprensa





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