Gaudium news > Decreto di scomunica per i vescovi della Fraternità San Pio X

Decreto di scomunica per i vescovi della Fraternità San Pio X

Il decreto di scomunica è stato accompagnato da una nota esplicativa, che approfondisce alcuni effetti della consacrazione illecita dei vescovi effettuata a Écône.

cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844 2026 07 02T151625.696

Palazzo Sant’Uffizio – Roma Foto Vatican News

Redazione (02/07/2026 15:07, Gaudium Press) Il Vaticano ha emanato un decreto relativo alla cerimonia tenutasi ieri a Écône, nel corso della quale sono state effettuate consacrazioni episcopali all’interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Si dichiara in esso  che i vescovi di detta Fraternità, Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay (consacrante principale e co-consacrante), e i vescovi appena consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi «ipso facto» nella scomunica «latae sententiae» di competenza della Sede Apostolica, come previsto dai canoni 1387 e 1364 del Codice di Diritto Canonico.

Tale pena è la conseguenza dell’aver commesso «un atto di natura scismatica», ovvero la «consacrazione episcopale di quattro sacerdoti, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice». Così si legge nel decreto firmato dal cardinale Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e controfirmato dai due segretari di detto Dicastero.

Il decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede stabilisce che, nell’effettuare la consacrazione, sia i consacranti che i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista. La scomunica comporta la separazione dalla Chiesa di Roma sia per i vescovi che per i sacerdoti appartenenti alla Fraternità San Pio X. Per quanto riguarda i fedeli laici, quelli che aderiscono formalmente alla Fraternità saranno dichiarati scomunicati.

Insieme al decreto di scomunica, il Dicastero ha pubblicato contemporaneamente una «Nota esplicativa», il cui testo è riportato di seguito:

Nota esplicativa

A partire dall’epoca di San Paolo VI fino alle ultime conversazioni, tenutesi di recente in questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento avviato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati infruttuosi. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre e in aperta violazione del diritto canonico. Pertanto, questo Dicastero, nell’adempimento fedele delle funzioni che gli sono state affidate, ritiene necessario sottolineare che tale atto ha costituito il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche che ciò comporta per i ministri sacri e i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già affermato nel 1988, «tale disobbedienza — che comporta un rifiuto pratico del Primato romano — costituisce un atto scismatico» (cfr. Giovanni Paolo II, Lettera apostolica Ecclesia Dei, 3).

1 768x432 1

A questo proposito, d’ora in poi:

  1. I ministri consacrati appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X si trovano in stato di scisma e, pertanto, devono essere considerati scismatici (cfr. Ecclesia Dei, 5 c; Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del vescovo Marcel Lefebvre, 24 agosto 1996, 5-6), per cui sono soggetti alla scomunica prevista dal diritto (can. 1364 § 1 del Codice di Diritto Canonico).
  2. Per quanto riguarda i fedeli laici, saranno considerati scismatici e scomunicati coloro che aderiscano formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996 (cfr. ibidem, 7), tuttora in vigore, che questo Dicastero fa propria.
  3. Infine, si avverte il santo Popolo di Dio che i ministri consacrati della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano i sacramenti in modo illecito e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro celebrato sono invalidi.

La Chiesa, come madre solerte, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderino tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici stabiliranno le procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

Infine, si esortano tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 del Codice di Diritto Canonico), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Con informazioni tratte da Vatican News

 

 

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate