Il Papa all’Angelus: “La vera sapienza ce la insegna Cristo “
L’Angelus in piazza San Pietro: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi».
![]()
Foto: Vatican Media
Redazione (05/07/2026 15:40, Gaudium Press) Questa mattina, domenica 5 luglio, dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Santo Padre, ha celebrato l’ultimo Angelus in Piazza San Pietro, prima della sua pausa di riposo a Castel Gandolfo, da dove proseguirà la sua meditazione domenicale.
Commentando il passo del Vangelo di Matteo della liturgia di oggi, ha posto in evidenza come “Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie. La semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi «ai piccoli», mentre resta nascosto «ai sapienti e ai dotti»”.
I piccoli e gli arroganti
Gesù, sottolinea il Pontefice, si rivolge agli umili, a coloro che sono affaticati dalla vita mentre i sapienti – aggiunge – sono pieni delle loro idee “che non riconoscono la presenza di Cristo”. “L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia” mentre “la vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge agli ‘stanchi e oppressi’”: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi».
La condivisione della Croce
Ma come andare nella sequela di Gesù? E il Santo Padre delinea la strada indicata dal Signore nel condividere la sua Croce: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua»”.
Ma questo “giogo” è leggero “Per una sola ragione: perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta”. E aggiunge: “solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto”.
Nella schiavitù Cristo è liberazione
Il Santo Padre conclude: “Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché «nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo» (v. 27).
Leone XIV conclude quindi chiedendo “l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero”.
Dopo la recita dell’Angelus, Leone saluta le comunità presenti e ricorda la popolazione venezuelana colpita così duramente dal terremoto, assicurando ad essa la sua preghiera.




lascia il tuo commento