La medaglia di San Benedetto, protezione infallibile contro il male
La devozione alla medaglia di San Benedetto si diffuse rapidamente nell’Europa cattolica, poiché i fedeli la consideravano una protezione infallibile contro gli attacchi delle forze infernali.

Redazione (11/07/2026 16:33, Gaudium Press) «Non abbiamo potuto fare nulla contro quel luogo!», confessarono alcune streghe incarcerate dalle autorità pubbliche di Nattremberg, in Baviera, nell’anno 1647, con l’accusa di aver praticato malefici contro gli abitanti della regione. Nel processo che seguì l’arresto, dichiararono che le loro perverse macchinazioni non avevano successo contro i luoghi in cui la Santa Croce di Cristo fosse appesa o anche solo nascosta nel terreno. E tale era, certamente, il caso dell’invulnerabile abbazia di Metten.
Gli inquirenti si recarono quindi a visitare il monastero benedettino con l’intento di interrogare i monaci in merito a tale particolarità. Dopo un’attenta osservazione, le autorità notarono numerose raffigurazioni della Santa Croce sulle pareti dell’abbazia, sempre accompagnate da caratteri enigmatici il cui significato si perdeva nelle nebbie del passato e che nessuno sapeva più decifrare.
Consultando la biblioteca monastica, trovarono un antico evangelario, datato 1415, in cui disegni realizzati a penna da un monaco anonimo raffiguravano San Benedetto avvolto nel suo saio monastico, con nella mano sinistra un bastone sormontato da una croce e nella destra una bandierina, sulla quale si potevano decifrare quei caratteri misteriosi: «Crux sacra sit mihi lux. Non draco sit mihi dux – La Croce Sacra sia la mia luce. Che il drago non sia la mia guida». Era la prima testimonianza nota di quella devozione che la pietà popolare avrebbe diffuso in tutto il mondo fino ai giorni nostri: la medaglia di San Benedetto.
L’origine di una tradizione
Infatti, in seguito a tali avvenimenti, il fervore dei cattolici nei confronti della potente medaglia crebbe in modo vertiginoso. Partendo dalla Germania, dove fu coniata per la prima volta, essa si diffuse rapidamente nell’Europa cattolica, essendo considerata dai fedeli come una difesa infallibile contro gli attacchi infernali.
La Santa Sede si vide ben presto spinta a sostenere questo provvidenziale movimento di grazia e, il 12 marzo 1742, Papa Benedetto XIV firmò il breve apostolico che ratificava l’uso di questo oggetto di devozione e gli concedeva favori e indulgenze. Poiché nel corso dei secoli si erano diffuse numerose varianti della medaglia, il 31 agosto 1877 il Beato Pio IX concesse speciali indulgenze a un nuovo esemplare coniato dall’Abbazia di Monte Cassino in occasione del quattordicesimo centenario della nascita di San Benedetto, che divenne noto come medaglia giubilare. Questo modello è quello più diffuso ancora oggi.
Eppure, proprio come accadeva nella cristianità di un tempo, il significato più profondo di questo potente sacramentale viene spesso dimenticato dai cristiani.
La Santa Croce sia la mia luce
L’adorabile strumento della nostra salvezza è, di per sé, un aiuto estremamente efficace contro ogni sorta di attacchi diabolici. Se fu per mezzo di un albero che l’antico nemico vinse, in Adamo, il genere umano, fu anche per mezzo di un legno che l’Uomo-Dio ci riscattò, definitivamente, dalla tirannia infernale.
Per questo motivo, una grande croce di forma greca ricopre un lato della medaglia. Tra i bracci della croce si leggono quattro caratteri: C. S. P. B., che significano «Crux Sancti Patris Benedicti – La croce del Santo Padre Benedetto». Sulla croce stessa sono inoltre incise, sul braccio verticale, le lettere C. S. S. M. L. e, sul braccio orizzontale, le lettere N. D. S. M. D., che si riferiscono, rispettivamente, alle frasi citate: «Crux Sacra sit mihi lux. Non draco sit mihi dux – La Croce Sacra sia la mia luce. Non sia il drago la mia guida». E, a completare questa preghiera di carattere esorcistico, vi è un’iscrizione più estesa che la circonda: V. R. S. N. S. M. V. S. M. Q. L. I. V. B., che sta per «Vade retro Satana; numquam suade mihi vana. Sunt mala quæ libas; ipse venena bibas – Ritirati, Satana, non mi suggerire mai cose vane. Ciò che mi offri è male; bevi tu stesso i tuoi veleni».
Tale esorcismo può essere utilizzato dai cristiani ogni volta che si sentono turbati e assaliti dalle tentazioni del nemico; quando egli ci suggerisce le sue perversità, i falsi fasti del mondo, i piaceri e i godimenti contrari alla Legge di Dio, le cattive amicizie… insomma, il suo veleno, il peccato stesso, che porta la morte all’anima. Accettarlo, mai! Gettiamo questo maledetto «dono» in faccia al tentatore che ce lo offre, poiché egli stesso lo ha scelto come eredità.
Tuttavia, osservando il rovescio della medaglia, qualcuno potrebbe chiedersi: perché proprio San Benedetto?
La figura del patriarca d’Occidente
Il santo patriarca d’Occidente possiede tutte le prerogative per figurare su un oggetto devozionale di carattere esorcistico, e ciò soprattutto grazie alle grandi vittorie da lui ottenute contro gli spiriti maligni mediante l’uso del segno della Croce.
Ce lo ricordano bene la coppa e il corvo raffigurati ai suoi piedi. La coppa allude a un episodio della sua vita in cui alcuni monaci ribelli tentarono di ucciderlo, servendogli una coppa di vino avvelenato, che si frantumò immediatamente non appena fu benedetta dal Santo, riducendosi in mille pezzi. L’uccello, invece, si riferisce all’occasione in cui un sacerdote invidioso delle virtù di San Benedetto decise di «regalargli» un pane anch’esso avvelenato, che tuttavia non fu consumato dal santo abate, il quale ordinò a un corvo di portarlo via lontano.
Merita inoltre particolare attenzione l’iscrizione che circonda questa faccia della medaglia: «Eius in obitu n[ost]ro præsentia muniamur – Che nell’ora della nostra morte siamo confortati dalla sua presenza». Si tratta di una supplica che, insieme a quella formulata nell’Ave Maria, «prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte», ci riempie di fiducia riguardo ai nostri ultimi momenti di vita su questa terra, nei quali il diavolo gioca il «tutto o niente» per la nostra perdizione.
Un aiuto infallibile
Pertanto, sebbene siano innumerevoli e costanti gli attacchi diabolici, le tentazioni e persino i pericoli fisici che affrontiamo ogni giorno, la medaglia di San Benedetto costituisce un potente sacramentale e un aiuto infallibile per i cristiani, poiché riunisce in sé la virtù della Santa Croce e il ricordo delle vittorie che il grande patriarca ottenne contro il drago infernale.
Per questo motivo, in mezzo alle tribolazioni di questa vita, portiamo con devozione la medaglia di San Benedetto, non come un semplice amuleto simbolico, ma piuttosto come un aiuto soprannaturale e un’autentica rappresentazione delle promesse del nostro Battesimo: crediamo fermamente in Nostro Signore e nella Santa Chiesa, e rinunciamo per sempre a Satana e al peccato.
Testo tratto dalla rivista Arautos do Evangelho n. 271, luglio 2024. Di Gabriel Lopes dos Anjos Silva.





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