I vescovi dell’America Centrale chiedono al regime di Ortega notizie e assistenza medica per il vescovo detenuto
Il Segretariato Episcopale dell’America Centrale ha diffuso un comunicato in cui i vescovi dell’America Centrale chiedono che venga prestata assistenza medica a Mons. Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, detenuto dal regime di Daniel Ortega.

Mons. Mata – Foto: Archivio La Prensa
Redazione (15/07/2026 12:06, Gaudium Press) I vescovi del Segretariato Episcopale dell’America Centrale (SEDAC) hanno espresso profonda preoccupazione per la salute e la sorte di Monsignor Juan Abelardo Mata Guevara, vescovo emerito della diocesi di Estelí, in Nicaragua.
In un comunicato diffuso il 10 luglio, i prelati hanno chiesto al governo di Daniel Ortega e Rosario Murillo di consentire ai medici e al personale sanitario di poter visitare il sacerdote ottantenne, affetto da diabete, portatore di pacemaker e con problemi alla vista.
Mons. Abelardo Mata è stato arrestato dalla polizia nicaraguense il 29 giugno, dopo aver pregato per la Chiesa perseguitata del Nicaragua e per il vescovo in esilio Rolando Álvarez, durante una messa nella chiesa Cruz del Calvario. Secondo il regime sandinista, sarebbe stato rilasciato lo stesso giorno.
Però fonti attendibili riferiscono che da quel momento la sua sorte rimane sconosciuta. La sua abitazione a Tisma, nel dipartimento di Masaya, sarebbe occupata da agenti di polizia, ai quali vengono serviti tre pasti al giorno, ma nessuno ha visto il vescovo né ha ottenuto informazioni sulla sua effettiva ubicazione.
«Seguiamo con grande attenzione la situazione del nostro stimato fratello monsignor Juan Abelardo Mata», hanno affermato i vescovi del SEDAC. «Esprimiamo la nostra preoccupazione per la salute di monsignor Juan Abelardo e chiediamo rispettosamente al Governo della Repubblica di autorizzare la visita del suo medico e del personale che lo assiste quotidianamente, data la sua delicata condizione di salute».
Chi è Mons. Juan Abelardo Mata Guevara?
Nato a Managua il 23 giugno 1946, Juan Abelardo Mata Guevara entrò nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco (SDB). Pronunciò i voti religiosi l’8 dicembre 1966 e fu ordinato sacerdote il 15 agosto 1976. La sua formazione si svolse in El Salvador, Guatemala, Costa Rica, Panama, Roma (dove ha studiato Scienze bibliche) e persino a Gerusalemme.
Nel 1988, Papa San Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Managua. Successivamente, nel 1990, assunse la guida della diocesi di Estelí, dove operò per oltre trenta anni fino alle sue dimissioni per raggiunti limiti di età nel luglio 2021.
Per decenni, Mons. Mata si è distinto per la sua difesa dei diritti umani e per le posizioni critiche nei confronti dell’autoritarismo, il che gli è valso il soprannome di «uomo duro della Chiesa» in alcuni ambienti nicaraguensi. Era considerato una voce scomoda per il regime sandinista, soprattutto per la sua vicinanza alle comunità e per la franchezza delle sue omelie.
Repressione contro la Chiesa in Nicaragua
Il caso di Mons. Abelardo Mata si inserisce in una lunga serie di persecuzioni nei confronti della Chiesa cattolica in Nicaragua sotto il governo Ortega-Murillo.
Dal 2018, con le manifestazioni sociali represse con la forza, il regime ha intensificato le azioni contro vescovi, sacerdoti, seminaristi e laici. Diversi prelati sono stati esiliati, come monsignor Rolando Álvarez (condannato e poi bandito), le chiese sono state invase, le processioni vietate e le istituzioni cattoliche di istruzione e carità chiuse o confiscate.
L’arresto di un vescovo emerito anziano e malato ha suscitato ripercussioni a livello internazionale. Le organizzazioni per i diritti umani e i media cattolici seguono il caso con attenzione, sottolineando le precarie condizioni di salute del religioso e il rischio che comporta la sua sparizione forzata.
Con informazioni fornite da Aciprensa





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