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La Dichiarazione di Roma: impegno dei governi per il controllo delle armi e dell’IA

Presentato in Campidoglio, l’importante documento elaborato dai premi Nobel e dagli esperti dell’IA.

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Foto: Vatican Media

Redazione (17/07/2026 16:05, Gaudium Press) Nella prestigiosa cornice del Campidoglio , a Roma, è stato presentato ieri 16 luglio, il documento conclusivo, la Dichiarazione di Roma, emerso dall’Assemblea Globale dei Premi Nobel sull’Intelligenza Artificiale e la Guerra Nucleare“.

L’Assemblea, che ha visto la partecipazione di trenta Premi Nobel, oltre che di numerose personalità di prestigio, ha svolto i suoi lavori in due intense giornate, dal 14 al 15 luglio, nel Borgo Laudato Sì, a Castel Gandolfo e ha raccolto in un testo unitario le idee e le proposte per affrontare le sfide del nostro secolo.

Nei sei punti che compongono il testo si invita a “disinnescare la prossima corsa agli armamenti, sia nel campo dell’intelligenza artificiale sia in quello nucleare, prima che siano esse a determinare il volto del prossimo secolo”. Ciò – riferiscono i relatori- potrà avvenire solo se gli operatori che lavorano sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, si impegnino nell’interesse dell’umanità, “nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani”, insieme alla responsabilità, da parte delle organizzazioni e dei governi, di controllare i processi completamente automatizzati nei sistemi di intelligenza artificiale.

Proposta di un trattato internazionale per i sistemi di controllo dell’IA

I relatori della Dichiarazione chiedono altresì che venga adottato “un trattato internazionale che vieti l’integrazione irresponsabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando, controllo e lancio delle armi nucleari, garantendo che rimanga sempre un controllo umano effettivo e significativo”.

Infatti solo in tal modo si potrebbe impedire un uso estremamente pericoloso di tale tecnologia perché –continua il testo- “Promuoviamo lo sviluppo e l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale per migliorare il benessere umano, accelerare il progresso scientifico e medico, proteggere l’ambiente, rafforzare la resilienza delle società e promuovere la pace, lo sviluppo sostenibile e il bene comune”.

Digital Commons, un bene comune digitale

Per giungere all’obiettivo di creare delle regolamentazioni globali, che riguardino tutti i governi, senza alcuna esclusione, sono auspicabili- si continua nel testo- iniziative che seguano il percorso già tracciato dalla enciclica Magnifica humanitas , oltre a seguire il Panel Scientifico Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite sull’Intelligenza  Artificiale. Tra queste è da favorire la creazione di “un bene comune digitale (digital commons) che favorisca la raccolta e la condivisione dei dati necessari ad approfondire la conoscenza e sostenere azioni efficaci riguardo alle armi nucleari, all’intelligenza artificiale”, per evitare derive pericolose ai danni di coloro che non hanno accesso a tali tecnologie.

Il disarmo

L’importante documento reca nelle conclusioni la richiesta impellente e necessaria perché i governi avviino un processo negoziale per “l’eliminazione verificabile e irreversibile delle armi nucleari”, anche sulla base di trattati già esistenti come il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW). “Le nazioni dotate di armi nucleari – si sottolinea nel documento – devono promuovere politiche e dottrine che riducano progressivamente il ruolo di tali armamenti, rafforzino la stabilità strategica e diminuiscano il rischio del loro primo impiego e di una guerra dalle conseguenze catastrofiche”. “È in gioco-  la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future”.

 

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