Il Papa all’Angelus : Dio predilige la piccolezza
“Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa della guerra” dice il Papa all’Angelus a Castel Gandolfo
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Foto: Vatican Media
Redazione (19/07/2026 15:03, Gaudium Press) Centinaia di fedeli sono presenti a Castel Gandolfo, dove il Pontefice sta trascorrendo un perodo di riposo, per seguire la preghiera dell’Angelus.
Nella sua meditazione sul Vangelo di Matteo di questa Domenica 19 luglio, il Papa si sofferma sulle tre parabole con cui Gesù descrive il Regno di Dio: la parabola del grano buono e della zizzania, il granello di senape e il lievito nella farina .
Dio predilige la piccolezza
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Il Signore, sottolinea il Santo Padre, non agisce nella storia con la forza ma “Al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme più piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore”.
In questo senso, dice il Papa, non dobbiamo aspettarci che il Signore “strappi subito la zizzania del male”, ma dobbiamo avere lo sguardo di chi è “capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurità del male, senza giudicare tutto e subito”, con pazienza e senza scoraggiamento.
Assumere uno stile evangelico
“Siamo chiamati ad assumere uno stile evangelico, senza contrapporci frettolosamente con giudizi arroganti, senza imporci con il potere e con la forza, senza perdere la fiducia nell’opera di Dio. Si tratta – diceva l’allora cardinale Ratzinger (Convegno dei catechisti e insegnanti di religione, il 10 dicembre 2000) – di sottometterci alla logica del seme che non è quella del successo e della grandezza, ma ci chiede di farci piccoli e di servire la vita delle persone”. E aggiunge “In questo modo, noi stessi diventeremo come un piccolo seme di Vangelo che germoglia e come un lievito di amore che trasforma la pasta del mondo. Egli ci accompagna sempre e il suo amore è sempre all’opera per noi”.
Infine, dopo la preghiera mariana dell’Angelus, Leone XIV ha invitato a sostenere con la preghiera quanti si impegnano per conseguire la pace “Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza” e “ Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa della guerra”.
Al termine della preghiera il Santo Padre saluta i presenti in Piazza della Libertà, e dopo un breve giro di saluti dalla golf car, fa rientro nel Palazzo Apostolico.



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