Il mondo ammira la fede cattolica dell’allenatore della nazionale spagnola
Molti parlano del fatto che Luis de la Fuente abbia testimoniato pubblicamente la propria fede cattolica.

Foto: Wikipedia
Redazione (20/07/2026 19:56, Gaudium Press) Dopo la vittoria della nazionale spagnola ai Mondiali di calcio, uno degli aspetti più significativi è stato il cattolicesimo dichiarato dell’allenatore Luis de la Fuente.
Numerosi media internazionali hanno parlato della professione di fede cattolica che la nazionale spagnola ha portato nella principale competizione calcistica. Infatti, de la Fuente non ha mai nascosto di essere un cattolico praticante e che la preghiera fa parte della sua vita quotidiana.
Il quotidiano statunitense Crux ha riferito che «la partecipazione della Spagna ai Mondiali è stata sostenuta dalla fede dell’allenatore» e ha riportato alcune dichiarazioni in cui de la Fuente si mostrava sorpreso dal clamore suscitato: «Non capisco perché alcuni, dopo le dichiarazioni pubbliche che ho rilasciato sulla mia fede e sulle mie convinzioni religiose, ora mi avvicinino per strada per ringraziarmi della mia testimonianza».
Il portale Church POP afferma che il commissario tecnico spagnolo «sta rendendo gloria a Dio», elogia il fatto che preghi e renda grazie a Dio ogni giorno e riporta la sua dichiarazione secondo cui il gesto del segno della croce non è una superstizione, bensì un modo naturale di esprimere la fede. Il National Catholic Reporter è arrivato addirittura ad affermare che Luis de la Fuente è «un mago del calcio che ama Cristo» e che è «noto tanto per la sua fede personale quanto per le sue meravigliose capacità tattiche».
Il commissario tecnico, cresciuto in una famiglia cattolica, ha raccontato di aver riscoperto la propria fede in età adulta, come molti altri in quella che sembra essere una tendenza in crescita in diversi paesi d’Europa e del Nord America, caratterizzata dal numero sempre maggiore di battesimi di adulti o di ritorni alla pratica dei sacramenti. Il cattolicesimo ha profondamente influenzato il modo in cui Luis de la Fuente concepisce la leadership: servizio, umiltà, lavoro di squadra e rispetto per ciascuno dei suoi giocatori.
Crisis Magazine si aggiudica il primo posto per i commenti più curiosi, sottolineando che «solo otto paesi hanno conquistato almeno una volta la Coppa del Mondo, sei dei quali sono a maggioranza cattolica: Brasile (cinque volte), Italia (quattro), Argentina (tre), Uruguay (due), Francia (due) [e Spagna (due)]. Per contro, solo due paesi a maggioranza protestante hanno conquistato il trofeo: la Germania (quattro volte) e l’Inghilterra (una volta), e in ogni caso questi due probabilmente diventeranno presto paesi musulmani».
Sebbene la nazionale spagnola riunisca calciatori di diverse convinzioni religiose, molti di loro hanno dichiarato la propria fede cattolica. Tra questi spicca Ferrán Torres, che in diverse occasioni ha parlato dell’importanza di Dio nella sua vita. Dopo la conquista del Mondiale, diversi media hanno messo in risalto questa testimonianza di fede insieme alla sua prestazione decisiva nella finale.
Catholics for Mary ha sottolineato la particolare devozione di Ferrán Torres alla Vergine. Aleteia ha elogiato la «semplicità» di una fede che non ha bisogno di lunghe spiegazioni e ha ricordato che porta sempre con sé una croce e un’immagine della Vergine Maria. EWTN News ha definito Torres «l’attaccante cattolico che ha vinto i Mondiali per la Spagna».
In una Spagna sempre più secolarizzata, è un segno di speranza che il commissario tecnico della squadra campione del mondo parli con assoluta naturalezza di Dio e della preghiera. Il suo esempio ricorda che la fede può e deve essere vissuta senza complessi anche nello sport professionistico.
Con informazioni tratte da Infocatólica.





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