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Santa Cristina, martire della fede

«La figura di questo mondo passa» (1 Cor 7, 31) per tutti gli uomini; beati, dunque, coloro che sanno distaccarsi dalla propria vita per amore di Gesù! È stato questo il caso di Santa Cristina, martire del IV secolo, la cui memoria si celebra oggi, 24 luglio.

Gotisches Tafelbild mit der heiligen Christina von Bolsena

Foto: Wikipedia

Redazione (24/07/2026 17:21, Gaudium Press) Quanto è difficile per il mondo odierno, in cui non si tollera la sofferenza, comprendere la bellezza del martirio subito per amore di Dio…! La storia dei santi racchiude tesori che questo mondo ignora.

Quando si pensa che la varietà delle sofferenze che i santi devono affrontare sia giunta al termine, la Santa Chiesa presenta, nelle commemorazioni quotidiane, qualcosa di ancora più glorioso ed emozionante, tanto più se la sua narrazione è dolorosa. Oggi, con Santa Cristina, abbiamo un esempio che parla da sé.

Cristina nacque durante l’Impero Romano, nell’anno 288 d.C. Ricopriva una posizione di prestigio nella società, poiché suo padre era un ufficiale dell’esercito in servizio a Tir, vicino all’odierna Toscana.

L’editto dell’imperatore contro i cristiani continuava a mietere vite innocenti. Essi venivano strappati dalle loro case, dalle loro famiglie, dai loro amici, solo perché servivano l’unico Dio e non professavano la pratica vana della religione romana.

Urbano, padre di Cristina, come era prevedibile data la sua carica, si atteneva alle leggi di Cesare. Non si sa se si limitasse a obbedire, dato che era un soldato, o se amasse esercitare quella crudele autorità. Ciò che riportano gli atti è che divenne talmente sanguinario da portare i cristiani nella propria casa e, senza seguire alcuna giurisdizione, torturarli, imprigionarli e, infine, ucciderli nei modi più perversi.

Il profumo cristiano attira Santa Cristina

La forza d’animo dei cristiani condannati al martirio, tuttavia, conquistò poco a poco Santa Cristina. La ragazzina, ancora poco istruita, vedeva le stanze vicino alla propria camera trasformarsi in palcoscenici di terribili spettacoli, che il folle Urbano metteva in scena senza pensare a come ciò avrebbe influenzato la propria prole.

Incuriosita dalla mancanza di reazioni o di giuramenti di vendetta che i cristiani mostravano nel momento della morte, Cristina si chiedeva quale fosse il motivo di tanta serenità e gioia, e iniziò ad avvicinarsi ai prigionieri nella casa di suo padre. Una di loro, una schiava che era stata picchiata perché cristiana, vedendo il sano dubbio che si stava formando nell’animo della fanciulla, le mostrò il Vangelo, le spiegò il catechismo e le diede prova della bontà cattolica.

Cristina, attenta a tutti i martiri che si consumavano nella sua casa, fu toccata da una grazia: accettò di diventare anche lei cristiana. Chiese il battesimo a quella schiava, la quale provvide a far venire un sacerdote che si trovava lì prigioniero. Questi organizzò una cerimonia durante la notte e battezzò la piccola, la quale accolse di buon grado le acque che le purificarono lo spirito.

Il conflitto con il padre

Lo spirito cristiano di Cristina cominciò a manifestarsi nell’aiuto che prestava a coloro che erano imprigionati. Cercava di portare loro acqua e cibo, oltre a tentare di liberarli. Suo padre scoprì le sue intenzioni e la punì, frustandola. Urbano pensò che una bastonata sarebbe stata sufficiente a far cambiare idea a Cristina, ma la fanciulla, ormai dodicenne, era salda nella fede.

Il funzionario romano, dopo averle fatto notare le conseguenze delle sue azioni, in preda alla rabbia, gettò Santa Cristina nel fuoco. La fanciulla, tuttavia, non avvertì alcun dolore, poiché il suo angelo custode la protesse. Il padre, vedendo che le fiamme non la bruciavano, la imprigionò insieme agli altri. Più tardi, scoprì che Cristina aveva venduto tutte le immagini d’oro e d’argento degli idoli che possedevano e aveva dato il denaro ai poveri. Urbano, pazzo di rabbia, ordinò di legare una pietra al piede di Cristina e di gettarla in un lago.

Un altro miracolo: la pietra, pesantissima, galleggiò, e con essa anche la fanciulla. Urbano, in un impeto di odio, ebbe un infarto e morì proprio lì, sotto gli occhi di Cristina. Fu tirata fuori dal lago dagli schiavi del padre defunto, e sembrava che tutto sarebbe andato per il meglio. Ma la lotta per la sua fede sarebbe continuata.

Santa Cristina subisce il martirio

Poco tempo dopo, la ragazzina dodicenne fu sottoposta a processo. In tale occasione, il successore di suo padre come ufficiale dell’esercito la accusò di aver ucciso il proprio padre, per cui le fu inflitta la pena di morte. Fu gettata ancora una volta nel fuoco e, ancora una volta, non le accadde nulla; in seguito, Cristina fu gettata viva in un giardino pieno di vipere, ma nessuna la morse.

Vedendo che la fanciulla, rimasta sana e salva, cantava lodi al Signore, ordinò che le fosse tagliata la lingua. Tuttavia, anche senza di essa, continuava a cantare. Infine, fu decretato che dovesse morire trafitta dalle frecce. Piacque a Dio condurre Santa Cristina a questo martirio, il 24 luglio dell’anno 300.

Agli occhi di Dio la morte di un martire è più preziosa di mille vite trascorse lontane dal Suo timore. «La figura di questo mondo passa» (1 Cor 7, 31) per tutti gli uomini; beati, dunque, coloro che sanno distaccarsi dalla propria vita per amore di Gesù!

Fonte: arautos.org

 

 

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