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San Giacomo Maggiore, il “figlio del tuono”

Oggi, 25 luglio, la Chiesa celebra la Festa di San Giacomo Maggiore: fratello di San Giovanni Evangelista, fu uno dei primi a rispondere alla chiamata di Nostro Signore. Era presente durante la Trasfigurazione e l’Agonia di Gesù. Decapitato a Gerusalemme per ordine di Erode Agrippa, fu il primo degli Apostoli a ricevere la corona del martirio. Annunciò il Salvatore in Spagna e le sue spoglie riposano a Santiago di Compostela, in Galizia.

Santiago el Mayor

San Giacomo Maggiore: fonte Wikipedia

Redazione (25/07/2026 16:03, Gaudium Press) San Giacomo Maggiore era figlio di Zebedeo. Fu definito «maggiore» poiché era più anziano di San Giacomo Minore, figlio di Alfeo.

San Giacomo Maggiore fu testimone della risurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,37), della Trasfigurazione (Mc 9,2-13) e dell’Agonia di Gesù nel Giardino degli Ulivi (Mc 14,32).

Secondo la tradizione, dopo la Pentecoste i primi discepoli si dispersero per predicare il Vangelo. San Giacomo il Maggiore era chiamato da Gesù anche «figlio del tuono», a causa del suo temperamento focoso. Forse per questo gli fu affidato il compito di evangelizzare la penisola iberica, una delle regioni più remote del mondo di quel tempo.

San Giacomo fu un apostolo e un missionario animato da straordinaria audacia.

Intraprese un’impresa epica che, tenendo conto delle condizioni difficili dell’epoca, può essere considerata tanto, o forse anche più ,audace quanto un viaggio sulla Luna ai giorni nostri.

Dopo una travagliata traversata marittima, l’apostolo sbarcò nella Ria di Arousa e trascorse sette anni diffondendo la parola del Divino Maestro in quelle regioni. Dopo l’esecuzione di Santo Stefano, diacono greco e fervente predicatore cristiano, tornò a Gerusalemme, dove fu arrestato per ordine di Erode, che lo fece uccidere di spada nell’anno 44. Divenne così il primo martire tra gli apostoli.

Subito dopo il glorioso martirio, il corpo del santo fu trasportato in Spagna e deposto in una tomba di marmo. In questo luogo, quindi, fu venerato fino al III secolo. Successivamente, con le invasioni dei barbari nel IV secolo, seguite da quelle degli arabi nell’VIII secolo, gli abitanti del luogo finirono per perdere traccia dell’ubicazione del sepolcro dell’Apostolo.

Il campo della stella

Intorno all’820 si verificò un evento miracoloso che segnò la ripresa della storia che San Giacomo avrebbe continuato a scrivere dall’Eternità. In quel periodo, una misteriosa stella iniziò ad apparire sopra un campo per diverse notti consecutive.

Un eremita di nome Pelayo, abitante della zona, convinto del carattere soprannaturale del fenomeno, informò il vescovo Teodomiro di quello strano avvenimento. Questi si recò sul posto con tutti i suoi fedeli e, seguendo il percorso indicato dalla stella, trovò la tomba di marmo contenente le spoglie dell’Apostolo.

Su quel prezioso tesoro, Alfonso II il Casto, re delle Asturie, fece costruire una chiesa e un monastero. Da allora, la devozione al santo e il culto delle sue reliquie si diffusero in tutto il paese.

Patrono di tutta la Spagna

Tuttavia, fu necessario un altro evento miracoloso affinché l’Apostolo diventasse il patrono di tutta la Spagna.

La tradizione narra che durante la battaglia di Clavijo, nell’844, il re del León, Ramiro I, alla guida di un piccolo gruppo di cristiani, combattesse una battaglia disperata contro 70.000 musulmani.

All’improvviso apparve un cavaliere in sella a un cavallo bianco, che portava uno stendardo con una croce rossa e, mescolandosi ai combattenti, sbaragliò il nemico. Tutti lo riconobbero. Da quel momento in poi, «San Giacomo!» divenne il grido di guerra nella grande lotta della Reconquista, che ricevette un nuovo slancio spirituale sotto l’egida dell’illustre Apostolo.

La fama di San Giacomo varcò i Pirenei nel momento in cui le nazioni d’Europa si avviavano verso una profonda unità religiosa e culturale. A partire dall’XI secolo, grazie soprattutto all’incoraggiamento dei Papi e all’apostolato dei monaci di Cluny, i pellegrinaggi a Compostela cominciarono ad attrarre sempre più le popolazioni della Penisola Iberica e di altri paesi.

All’inizio del XII secolo, papa Callisto II concesse al luogo un privilegio unico, confermato nel 1179 da Alessandro III nella bolla Regis aeterni: ogni anno in cui il 25 luglio, festa dell’Apostolo, coincida con la domenica, in quella chiesa si possono ottenere tutte le grazie del Giubileo.

Nacque così il Cammino di Santiago o «itinerario giacobeo». La cristianità acquisiva, accanto a Gerusalemme e a Roma, un nuovo centro di devozione.

Oggi, infine, a distanza di diversi secoli, ogni estate i pellegrini provenienti da tutto il mondo affollano gli itinerari giacobei. E, giunti all’imponente Basilica, si affrettano subito a pregare davanti alle reliquie del Santo e a dare il tradizionale «abbraccio» all’immagine venerata sull’altare maggiore.

Testo tratto, con adattamenti, dalla rivista Arautos do Evangelho, n. 11, novembre 2002.

 

 

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